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Medicina: Bartolo, diagnostica per immagini anche per trattare Alzheimer

Roma, 9 gen. (AdnKronos Salute) – La diagnostica per immagini si rivela un’arma utile anche contro le malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer. “La diagnostica neuroradiologica non vuol dire soltanto lo studio delle patologie più frequenti come i tumori cerebrali o le lesioni ischemiche cerebrali. Ma tratta anche le malattie degenerative. Ce ne sono alcune rare ma alcune anche molto frequenti, quali l’Alzheimer”. Lo spiega Marcello Bartolo, responsabile dell’Unità di neuroradiologia diagnostica e terapeutica dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), facendo il punto sulle applicazioni sempre più diffuse della metodica.

“In questi settori – afferma l’esperto – siamo particolarmente impegnati con una diagnostica strumentale che a volte è integrata. Nel senso che utilizza sia gli studi di Risonanza magnetica sia gli studi con la medicina nucleare. Con la possibile fusione delle immagini che otteniamo dalle diverse apparecchiature riusciamo ad avere informazioni sulla diagnosi precoce di queste patologie” degenerative.

“Oggi esiste una sottobranca della neuroradiologia, che si chiama Neuroradiologia interventistica – prosegue Bartolo – che si occupa di fare dei veri e propri interventi di tipo mini-invasivo sul paziente sia per trattare patologie vascolari (aneurismi cerebrali) sia per tutte quelle vertebrali, in particolare fratture vertebrali da osteoporosi”.

Il futuro è molto promettente. “La neuroradiologia dal 2000 a oggi ha avuto uno sviluppo incredibile, se pensiamo che 20 anni fa – sottolinea Bartolo – non era presente la Risonanza magnetica che ha permesso di avere una visualizzazione in vivo del tessuto cerebrale e del cervello umano. A oggi gli studi con apparecchi di risonanza ad alto campo magnetico permettono di eseguire uno studio particolareggiato della corteccia cerebrale e di tutte le strutture endocraniche”.

In dotazione all’Irccs Neuromed di Pozzilli uno dei due apparecchi Eos disponibili in Italia: “E’ un esame a basso irraggiamento per ragazzi giovani che devono ripeterlo spesso, più volte in un anno, perché affetti da scoliosi. Punto di forza di questo apparecchio è l’irraggiamento del paziente ridotto al minimo rispetto a quello con radiografia convenzionale”, conclude l’esperto.

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