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Medici di famiglia, ‘pochi soldi per vacanze, Green pass preoccupa pochi’

“Ho l’impressione che il Green pass, almeno per l’uso fino ad ora ipotizzato, non sia una preoccupazione maggioritaria nel Paese, ma limitata a classi più agiate. Le risorse economiche per le vacanze, i ristoranti, i viaggi lunghi e il divertimento sono limitate per i più. In Campania lo vediamo particolarmente. Negli studi dei medici di famiglia non è di sicuro il tema principale delle richieste dei pazienti. Il fatto che un italiano su tre non arrivi alla fine del mese, come ci dicono le statistiche, non è un dato teorico. Noi lo osserviamo, soprattutto in alcune aree dello Stivale”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario nazionale dei medici di medicina generale della Fimmg, che mette in luce un aspetto poco sottolineato in questo periodo in cui tanto si è dibattuto sulla certificazione vaccinale.

“Penso che il Green pass – dice Scotti – sia sicuramente un ottimo strumento, utile per una maggiore sicurezza e per favorire la vaccinazione anti-Covid. Ma al momento è collegato alla capacità economica delle persone. Per andare in vacanza, al ristorante, in discoteca e per frequentare spettacoli ci vogliono risorse da spendere che non tutti hanno. E quindi, al momento, non si pongono il problema. Diverso sarà se ci sarà un utilizzo su attività legate al lavoro, ai trasporti o ad attività quotidiane”.

Scotti fa l’esempio dei suoi pazienti: “Dei miei oltre mille assistiti, nessuno mi ha chiesto il Green pass. E’ evidente un impatto collegato ai livelli socio sanitario del territorio – rimarca – In alcune aree la crisi economica non permette a molte persone di investire le poche risorse nello svago”.


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