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L’ossigeno ad alti flussi: nuova terapia per i lattanti con bronchiolite

L’agente causale più spesso responsabile è il Virus Respiratorio Sinciziale 

pobraneE’ la più frequente infezione delle basse vie respiratorie nel lattante ed è la causa principale di ospedalizzazione sotto l’anno di vita (2-4% di tutti i bambini con picco di ospedalizzazione a 2 mesi di vita). Il periodo di maggiore morbilità va da novembre ad aprile e può iniziare on un banale raffreddore. Talvolta questa malattia virale dei bronchi è grave e i bambini affetti necessitano di ricovero in terapia intensiva e ventilazione meccanica. Bambini di età inferiore a 6 mesi o con fattori di rischio come prematurità, broncodisplasia, cardiopatie congenite e immunodeficienze, sono particolarmente a rischio di malattia grave e di ospedalizzazione. L’agente causale più spesso responsabile è il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS).

Numerose terapie  comunemente utilizzate per il trattamento della bronchiolite (broncodilatatori, steroidi, antibiotici) non hanno evidenza di efficacia, e il trattamento di supporto (ossigeno e idratazione) è tutt’oggi l’approccio raccomandato da linee guida internazionali, quali quelle  dell’ American Academy of Pediatrics.  

«L’ossigenoterapia ad alti flussi con ossigeno riscaldato e umidificato (High Flow Nasal Cannula, HFNC) – spiega il prof. Baraldi – è una nuova modalità di supporto ventilatorio non invasivo per il trattamento dei lattanti con bronchiolite. Abbiamo visto che l’uso di ossigeno ad alti flussi determina un miglioramento rapido dell’ ossigenazione del sangue nei lattanti con bronchiolite e riesce ad evitare la necessità di ricorrere alla ventilazione meccanica.»

Fino ad ora questa tecnica è stata utilizzata solo  nelle terapie intensive e mai nei reparti di pediatria. Un recente studio clinico condotto da ricercatori del Dipartimento di Pediatria di Padova e coordinato dal Prof. Eugenio Baraldi, pubblicato sulla rivista scientifica “European Journal of Pediatrics”, ha per la prima volta utilizzato questa tecnica nel reparto di pediatria: i bambini trattati con  l’ossigeno ad alti flussi hanno dimostrato un rapido miglioramento dell’impegno respiratorio  e nessuno  ha dovuto essere trasferito in terapia intensiva pediatrica.

Lo studio dimostra quindi l’efficacia di questa modalità di assistenza respiratoria ed evita inoltre la separazione dai genitori del bambino come avviene quando vi è la necessità di trasferimento  in terapia intensiva. Studi con questa nuova tecnica di ossigenoterapia utilizzata nei reparti di pediatria sono in corso  in Australia e i risultati preliminari confermano quanto dimostrato nello studio pubblicato dalla Pediatria di Padova.

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