Sanità

l’Azienda USL di Cesena sostiene l’assistenza agli stranieri presenti temporaneamente nel nostro Paese

Il consigliere Bartolini ci offre l’occasione per ritornare su un argomento di fondamentale importanza, già approfondito in varie occasioni, rispetto al delicato tema dell’integrazione e della tutela della salute pubblica. Senza bisogno di richiamare l’art.32 della nostra Costituzione, in base al quale “la Repubblicatutela il diritto alla salute come fondamentale diritto  dell’individuo e interesse della collettività….”  Le leggi più recenti ribadiscono questi principi, disciplinando l’assistenza agli stranieri temporaneamente  presenti nel nostro paese, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno, più comunemente conosciuti come irregolari, (Testo Unico di cui al D.Lgs. n. 286/1998 e relativo Regolamento di attuazione, di cui al D.P.R. n. 394/1999).

Da ultimo  la stessa Legge “Bossi-Fini”, il 30 luglio 2002, non ha modificato le modalità dell’assistenza agli irregolari.

 

A queste persone il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire le seguenti prestazioni:

1.      cure ambulatoriali ed ospedaliere, urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio;

2.      interventi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva: accesso ai consultori; tutela sociale della maternità; IVG; gravidanza; tutela dei minori nel rispetto della convenzione di New York, ratificata dall’Italia conla Legge27.5.1991, n. 176; vaccinazioni secondo la normativa e nell’ambito di interventi di prevenzione collettiva autorizzati dalle Regioni; interventi di profilassi internazionale e profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai.

 

Infine a queste persone vanno fornite anche prestazioni finalizzate alla prevenzione, cura e riabilitazione di persone con sindrome HIV correlata e alla tutela della salute mentale, secondo quanto previsto dalla Legge n. 180/78.

Presso la nostra Azienda l’assistenza sanitaria di base è garantita agli “Stranieri Temporaneamente Presenti (STP)” attraverso la rete degli ambulatori dei Medici di Medicina Generale ela  Pediatriadi Comunità, in modo da poter intercettare il bisogno di queste persone prima che diventi “bisogno grave”, evitando tra l’altro anche ricorsi inappropriati al Pronto Soccorso e ricoveri.

Anche volendo adottare un approccio unicamente economicistico e certamente non etico, – senza considerare che stiamo parlando di numeri esigui (214 STP rispetto ad una popolazione assistita di circa 209.000 abitanti) – un sistema più restrittivo non genererebbe un risparmio reale per la nostra Azienda, e tanto meno rappresenterebbe un investimento nel medio/lungo termine. Infatti una mancata presa in carico nei tempi dovuti, o una mancata prevenzione, possono determinare il ricorso  ad interventi in urgenza/emergenza con conseguente rincaro della spesa dedicata. Senza considerare  l’importanza di tutelare la salute pubblica, soprattutto in riferimento a malattie infettive trasmissibili che potrebbero diffondersi se a queste persone venisse negata l’assistenza sanitaria.

 

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