Ricerca e università

LAM, Si studiano i meccanismi alla base dell’insorgenza per cercare le terapie

"Nei laboratori – in Italia e all´estero – sono in atto alcuni progetti di ricerca sulla LAM. Conoscere i meccanismi biochimici-molecolari alla base dell´insorgenza della LAM è cruciale per individuare un corretto approccio farmacologico che potrebbe essere multi-terapeutico, come indicano gli studi più recenti " spiega la dott.ssa Elena Lesma – che lavora presso i laboratori di Farmacologia del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria (polo San Paolo) dell´Università degli Studi di Milano.

"Nelle prime fasi della nostra ricerca – spiega la dottoressa Lesma – da angiomiolipomi di pazienti affetti da TSC2 abbiamo isolato cellule con mutazione sul gene TSC2, che non sono in grado di sintetizzare la proteina tuberina e che, quindi, presentano una proliferazione anomala. Le cellule TSC2 patologiche, pur essendo muscolari lisce, necessitano di un fattore di crescita per le cellule epidermiche (EGF) e vanno incontro a morte cellulare se trattate con un anticorpo che blocca il recettore dell´EGF, già utilizzato nella cura di alcuni tumori.
Più recentemente abbiamo isolato e caratterizzato cellule muscolari lisce dal versamento chiloso di pazienti affette da LAM. Queste cellule hanno la mutazione per TSC2 con evento epigenetico, necessitano di EGF per crescere e sono risultate sensibili all´esposizione all´anticorpo anti-EGFR. Presentano, inoltre, caratteristiche tipiche delle cellule mesenchimali (EMT) che potrebbero essere alla base della loro capacità migratoria ed infiltrativa metastatica del parenchima.
Cellule TSC2 patologiche – continua la dott. Lesma – sia quelle isolate da angiomiolipoma che dal versamento chiloso, fatte inalare a topi nudi sono state in grado di invadere i linfonodi, i polmoni e l´utero. Nel polmone le cellule TSC2 hanno causato la formazione di cisti e alveoli ingranditi, un quadro istologico simile a quello della LAM. Questo modello murino risulta, quindi, molto importante per studiare le capacità invasive delle cellule patologiche e per verificare l´efficacia dei farmaci.
Dopo l´inalazione delle cellule TSC2, ai topi nudi sono stati somministrati l´anticorpo anti-EGFR e la rapamicina, che sono in grado di bloccare la proliferazione e, soprattutto l´anticorpo anti-EGFR, di uccidere gran parte delle cellule TSC2, con il recupero della settazione alveolare e la normalizzazione dei vasi linfatici polmonari. La rapamicina causa però ispessimento del parenchima polmonare ed emottisi. Futuri obiettivi di ricerca quali la comprensione dei meccanismi alla base dell´anomala proliferazione, dell´invasività delle cellule LAM/TSC risultano particolarmente importanti per proseguire nell´individuazione e validazione di bersagli terapeutici per la cura della LAM".

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