Psicologia e psichiatria

La stimolazione transcranica a corrente diretta nel trattamento farmacologico della depressione

La depressione è il male del secolo e la congiuntura economica certamente contribuisce ad aumentare il numero di persone che ogni anno si ammalano del “male di vivere”. Questa malattia è tradizionalmente curata con la psicoterapia e con i farmaci che spesso riescono a guarire il paziente. Esiste tuttavia una percentuale (circa ¼)  di pazienti che non rispondono a questi trattamenti o non possono assumere i farmaci. Per venire in aiuto a questi soggetti negli ultimi anni la ricerca neuroscientifica e psichiatrica ha messo a punto trattamenti basati sulla neuromodulazione, ovvero sulla possibilità di normalizzare il funzionamento delle aree cerebrali che sono alterate nella malattia depressiva in modo indolore e senza traumi per il paziente. La neuromodulazione cerebrale può essere quindi definita una “terza via” di trattamento in aggiunta ai farmaci e alla psicoterapia e sta avendo notevole diffusione in ambito psichiatrico rappresentando “un’arma” ulteriore per combattere la malattia. Il progresso in questo settore è stato molto rapido e da qualche anno è stata introdotta la stimolazione transcranica a corrente diretta o transcranial direct current stimulation (tDCS) una tecnica innovativa che si sta affermando come metodica efficace, semplice e sicura per la cura della malattia depressiva e che attualmente è impiegata in Centri di Eccellenza per la ricerca psichiatrica.

Il 12 ottobre 2012 presso l’Auditorium della Casa di Cura Villa Santa Chiara a Quinto di Valpantena a pochi minuti dal centro di Verona, si terrà con il patrocinio del Comune di Verona, della Regione Veneto e della Società Italiana di Psichiatria, una giornata sul tema“la tDCS nel trattamento della depressione” che vedrà riuniti, per la prima volta in Italia, ricercatori di base e psichiatri di fama internazionale per confrontarsi sugli aspetti metodologici e sui risultati clinici ottenuti dai centri che già impiegano la tDCS per la cura della depressione. Fra i relatori vi saranno psichiatri e ricercatori provenienti da diversi Ospedali e Università fra le quali quella di Milano, Napoli, Siena, Roma e Verona. Uno degli organizzatori del convegno, Il Dottore Mario Giacopuzzi, psichiatra di Verona, spiega che “la tDCS è una tecnica particolarmente interessante per lo psichiatra clinico per la sua sicurezza e semplicità. Alcuni aspetti del suo impiego nei pazienti depressi meritano ulteriori approfondimenti e questo convegno è sicuramente un’ occasione importante in tal senso. Il nostro gruppo è stato uno dei primi in Italia ad impiegare nel 2006  la tDCS con risultati molto promettenti nei pazienti depressi e ne stiamo studiando l’efficacia anche in altre patologie”.  Il Professore Alberto Priori, neuroscienziato e docente dell’Università di Milano, aggiunge: “negli ultimi anni il progresso delle neuroscienze e delle tecnologie ha permesso lo sviluppo di nuove tecniche sicure e non invasive per la cura della depressione che si affiancano ai trattamenti tradizionali e che ne possono aumentare significativamente l’efficacia in quei casi ove essi siano poco o per nulla efficaci rappresentando quindi un arma in più contro la malattia”. La Dottoressa Roberta Ferrucci, psicologa della Fondazione IRCCS Ca’ Granda di Milano, fra le prime in Italia a studiare l’applicazione di questa tecnica nella depressione, conclude che ”le metodiche di di neuromodulazione, come la tDCS, hanno il vantaggio di essere assolutamente compatibili con l’approccio psicoterapico tradizionale e sembrerebbero essere in grado di poterne potenziare gli effetti senza essere traumatiche per il paziente. Credo si aprano finalmente nuove prospettive interessanti per questi malati”. La semplicità e l’economicità della metodica di tDCS e il fatto che il metodo potrebbe potenziare l’effetto dei trattamenti tradizionali riducendo i tempi di ricovero dei malati depressi gravi,  rende in tempi di spending-review l’argomento del convegno particolarmente interessante anche per gli amministratori della sanità.

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