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Medicina e chirurgia

La miopia si combatte fuori casa

La miopia è una delle anomalie visive più comuni, ma secondo una recente indagine scientifica sembrerebbe che possa essere prevenuta, specialmente quella dei bambini, trascorrendo molto tempo all’aria aperta. La scoperta, frutto di una collaborazione tra l’Università di Cambridge e l’Ospedale Universitario Ramon y Cajal di Madrid, potrebbe aprire nuovi orizzonti sullo studio della patologia visiva. I risultati dello studio sono stati presentati in Florida in occasione del congresso annuale dell’American Academy of Ophthalmology, dove il ricercatore Jose’ Munoz Negrete soddisfatto ha affermato: “giocando all’aperto, le attività richiedono più visione da lontano che da vicino e questo esercita l’occhio, prevenendo la miopia. Nei paesi sviluppati, in cui le attività più comuni sono la lettura o l’uso del computer, giocare ai videogiochi o guardare la televisione, l’incidenza della miopia è maggiore”. La causa dell’insorgenza dell’eccessivo allungamento del bulbo oculare, fattore chiave della miopia, può essere incentivato dal come si “utilizza” l’occhio, ovvero, “se principalmente – sottolinea Negrete – ci serve per mettere a fuoco cose vicine, il bulbo oculare si allunga, cresce più del dovuto, e quindi sorge la miopia”. L’esperimento ha coinvolto un campione di oltre 10 mila bambini, ognuno dei quali ha trascorso circa 2 ore al giorno di giochi all’aria aperta, praticando attività ludiche in grado di stimolare la vista a lungo raggio, riducendo così il rischio d’insorgenza della miopia del 20%. Promosse, dunque, tutte le attività all’aria aperta che, oltre a far bene alla vista, stimolano l’allegria, l’interazione sociale e evitano l’obesità infantile.

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