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Vitamina A e Carotene

La vitamina A è stata la prima vitamina liposolubile in assoluto ad essere riconosciuta. Già nel 1913 è stata identificata come fattore di crescita necessario, ma soltanto diversi anni dopo è stata caratterizzata chimicamente. Due gruppi di ricercatori, il primo dell’università del Wisconsin e l’altro dell’università di Yale, l’hanno scoperta contemporaneamente. Questi osservarono che animali giovani, nutriti con alimenti poveri di grassi, avevano problemi di salute e crescevano poco. Notarono che con questo tipo di alimentazione gli occhi degli animali andavano incontro a gravi infiammazioni ed infezioni. Questo stato di salute compromesso, cambiava quando veniva introdotto grasso di burro o di olio di fegato di merluzzo nella loro dieta. La vitamina A è stata recentemente riconosciuta come componente determinante del sistema immunitario. Anche i caroteni hanno un’elevata capacità di rafforzare il sistema immunitario.

Caroteni

I caroteni sono il gruppo più diffuso di pigmenti naturali. Sono composti liposolubili, di colore intenso (rosso o giallo). Tutti gli organismi che trasformano la luce solare in energia tramite la fotosintesi, lo fanno grazie al carotene. Questi composti sono essenziali nella protezione dell’organismo o della pianta contro i radicali liberi. Esistono oltre 600 caroteni dei quali soltanto 30-50 hanno capacità simili a quelli della vitamina A. I ricercatori hanno descritto il betacarotene come il più attivo dei carotenoidi grazie alle elevate attività di provitamina A.

Retinolo

La vitamina A in cristallo liposolubile è di colore giallo. Viene chiamata retinolo perché è un alcol coinvolto nel funzionamento della retina. La formaldeide è chiamata retinaldeide o retinale, la forma acida è detta acido retinoico. Alcuni ritengono che il retinolo serva solo da precursore di queste due forme attive di vitamina. I derivati sintetici dell’acido retinoico sono stati sviluppati per la cura di molte malattie della pelle e per alcune forme di cancro. L’isoptretinoina è usata nella cura di gravi forme di acne cistica e per disturbi della cheratinizzazione. L’etretinato è considerato un potente elemento per la cura della psoriasi. Queste sostanze hanno però effetti collaterali come danni al fegato, nausea, vomito e dolore muscolare.

Fonti alimentari di vitamina A

Le fonti più concentrate di vitamina A sono fegato, rognone, burro, latte intero e parzialmente scremato. Le principali fonti di carotene provitamina a sono i vegetali a foglia verde come cavoli e spinaci e i vegetali giallo- arancio come la carota, la patata dolce e il melone. Il carotene dei vegetali a foglia verde si trova nei cloroplasti assieme alla clorofilla, di solito sotto forma di complesso con una proteina o un grasso. Il betacarotene è la forma predominante in gran parte delle foglie verdi e, più intenso è il colore, maggiore è la concentrazione di betacarotene. I frutti e vegetali di colore arancio, come carota, albicocca, mango, patata dolce e melone, hanno di solito una maggiore concentrazione di carotenoidi provitamina A. I vegetali gialli hanno una maggiore concentrazione di xantofille, quindi una minore attività provitamina A. Nei frutti e vegetali giallo arancio le concentrazioni di betacarotene sono elevate. Frutti e vegetali color rosso porpora come il pomodoro, il cavolo rosso, i frutti di bosco e la prugna, contengono elevate quantità di pigmenti non vitamina attivi. I carotenoidi si trovano anche negli alimenti di origine animale come il salmone e altri pesci, il tuorlo d’uovo, i crostacei, il latte e il pollame.

Contenuto di vitamina A

Fegato di bue 43900
Fegato di vitello 22500
Pepe di Cayenna 21600
Radice di tarassaco 14000
Fegato di pollo 12100
Carote 11000
Albicocche secche 10900
Verze 930
Cavolo riccio 8900
Patate dolci 8800
Prezzemolo 8500
Spinaci 8100
Senape 7000
Mango 4800
Melone 3400
Albicocche 2700
Broccoli 2500

Fonti alimentari dei carotenoidi provitamina A

Carotenoide Attività (percentuale) Fonti alimentari
Alfa-carotene 50-54 Vegetali verdi, carote, mais, angurie, pepe verde, patate, mele, pesche
Beta-apo-8’-carotene 42 Agrumi, vegetali verdi
Beta-apo-12’-carotene 120 Erba medica
Beta-carotene 100 Vegetali verdi, carote, patate dolci, spinaci, albicocche, pepe verde
Beta-zeacarotene 20-40 Mais, pomodori, lievito, ciliegie
Criptoxantina 50-60 Mais, pepe verde, kaki, papaya, limoni, arance, mele, albicocche, paprika, pollame
Gamma-carotene 42-50 Carote, patate dolci, mais, pomodori, angurie, albicocche

Fonti alimentari dei carotenoidi non provitamina A

Carotenoide Fonti alimentari
Cantaxantina Funghi, trote, crostacei
Capsantina Pepe di cayenna, paprika
Crocetina Zafferano
Licopene Pomodori, carote, pepe verde, albicocche, pompelmo rosa
Luteina Vegetali verdi, mais, patate, spinaci, carote, pomodori, frutta
Zeaxantina Spinaci, paprika, mais, frutta

Assorbimento della vitamina A

L’entità dell’assorbimento della vitamina A e betacarotene è influenzata da numerosi fattori. A differenza del retinolo, il carotene richiede la presenza degli acidi biliari che ne facilitano l’assorbimento. Tra gli altri fattori che influiscono sull’assorbimento della vitamina A e betacarotene ci sono la presenza di grasso, antiossidanti negli alimenti, presenza di bile e normale complemento degli enzimi pancreatici nel lume intestinale, integrità delle cellule della mucosa. L’efficienza dell’assorbimento della vitamina A alimentare e di solito molto alta con una leggera riduzione in caso di dosi elevate. Al contrario, l’assorbimento del betacarotene è più bassa e cresce rapidamente all’aumentare della dose.

Trasformazione della mucosa intestinale

La maggior parte del retinolo assorbito forma un complesso con l’acido palmitico o con un altro acido grasso libero all’interno delle cellule della mucosa intestinale. Questo complesso viene poi incorporato in una grande sfera di sostanza grassa, il chilomicrone, che viene trasportata lungo i canali linfatici fino a giungere nel sistema circolatorio ed essere rimossa dal fegato. Il carotene è assorbito senza alterazioni ed è trasportato dai chilomicroni.

Conversione del carotene in vitamina A

La conversione del carotene provitamina A in vitamina A dipende da diversi fattori tra i quali lo stato proteico, gli ormoni tiroidei, lo zinco e la vitamina C. La conversione diminuisce all’aumentare dell’assunzione di carotene e quando i livelli sierici di retinolo sono adeguati. Gli scienziati in origine credevano che il betacarotene e gli altri caroteni fossero scissi da un enzima in modo da formare due molecole di retinale. Oggi si ritiene che l’enzima aggredisca in modo specifico qualunque doppio legame di betacarotene. Il retinale viene convertito il retinolo.

Trasporto, immagazzinamento ed espulsione della vitamina A

Dopo aver raggiunto il fegato, la vitamina A viene immagazzinata soprattutto all’interno di particolari cellule, le cellule Ito. Anche se piccoli quantitativi di vitamina A si possono trovare in molti tessuti, il fegato immagazzina più del 90% del contenuto totale di questa vitamina nell’organismo. Questa viene immagazzinata come un complesso consistente per il 96% da esseri retinile e per il 4% da retinolo non esterificato. Il retinolo legato viene poi trattato e secreto nel sangue. Una dieta proteica adeguata e lo zinco sono necessari per una corretta mobilizzazione retinale. La carenza di zinco o vitamina E danneggia gravemente il metabolismo della vitamina A poichè questi due nutrienti lavorano in sinergia in molti processi fisiologici del metabolismo della vitamina A. Il retinolo viene trasferito nella cellula dopo che si è legata al recettore presente sulla superficie cellulare.

L’organismo metabolizza l’acido retinoico in modo diverso dal retinolo. L’acido retinoico viene assorbito e trasportato nel sangue, legato ad una proteina diversa, l’albumina. Non si accumula all’interno del fegato o di altri tessuti in quantità rilevanti ed è metabolizzato piuttosto rapidamente in composti ossigenati più popolari. Per il carotene non esiste nel sangue nessuna proteina che agisca da vettore specifico. I componenti sono di solito trasportati nel plasma in associazione a lipoproteine. Il carotene può essere immagazzinato nel tessuto adiposo, nel fegato, in altri organi e nella cute. La deposizione nella cute ne causa un ingiallimento noto come carotenodermia. La carotenodermia può indicare carenza di un fattore di conversione necessario, come lo zinco, l’ormone tiroideo, la vitamina C o la proteina.

Segni e sintomi di carenza della vitamina A

La carenza di vitamina A può essere causata da una dieta inadeguata o da qualche fattore secondario che interferisce con l’assorbimento, l’immagazzinamento o il trasporto della vitamina. Alcuni fattori che inducono tale deficit sono il malassorbimento da insufficienza pancreatica o biliare, malnutrizione da carenza proteica, malattie epatiche, carenza di zinco e abetalipoproteinemia.

Le anomalie del sistema immunitario associate a carenza di vitamina A comprendono l’incapacità di dare luogo a un’efficace risposta degli anticorpi, diminuzione dei linfociti T-helper, alterazioni della mucosa delle vie respiratorie e del tubo digerente. Gli individui con carenze da vitamina A sono più soggetti a malattie di tipo infettivo e hanno un alto elevato tasso di mortalità. Tra le patologie infettive associate a carenza di vitamina A ci sono il morbillo, la varicella, le infezioni da virus respiratorio sinciziale, l’AIDS e la polmonite.

La carenza prolungata di vitamina A provoca i segni di ipercheratosi follicolare (una sorta di pelle d’oca), cecità notturna e aumento dell’incidenza delle infezioni. Col peggioramento delle condizioni, la carenza colpisce anche le membrane mucose delle vie respiratorie, gastrointestinali e urogenitale. In breve tempo si manifesta la xeroftalmia, una tipica malattia dell’occhio. La carenza di vitamina A è associata a un significativo aumento della mortalità. È importante poiché questa ipovitaminosi è particolarmente diffusa nei paesi in via di sviluppo, soprattutto in Asia, dove almeno 10 milioni di bambini ogni anno vengono colpiti da xeroftalmia.

Xeroftalmia

Con questo termine si indicano tutte le manifestazioni della carenza da vitamina A che interessano l’occhio. La cecità è una delle più serie. La xeroftalmia è la principale causa prevenibile di cecità in Asia. Per prevenire la carenza di vitamina A nei paesi sottosviluppati, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne somministra ogni 6 mesi ampie dosi profilattiche.

L’esposizione a sostanze chimiche tossiche aumenta la degradazione della vitamina A

Alcune ricerche hanno scoperto un legame tra esposizione a sostanze chimiche tossiche e vitamina A. Il contatto con queste sostanze causa una diminuzione del contenuto epatico di vitamina A. La somministrazione di vitamina A in concomitanza a xenobiotici previene parzialmente i sintomi di tossicità.

Dose giornaliera raccomandata

L’attività della vitamina A prima veniva misurata in Unità Internazionali (UI). Una UI corrisponde a 0,3 mcg di retinolo cristallino oppure 0,6 mcg di beta-carotene. Nel 1967 un comitato di esperti raccomando di misurare l’attività della vitamina A in termini di retinolo equivalenti piuttosto che in UI. Un microgrammo di retinolo equivale a 1 retinolo equivalente (RE). La quantità di betacarotene richiesta per 1 RE è 6 mcg, mentre la quantità richiesta per gli altri carotene provitamina A è 12 mcg. Nel 1980 è stata adottata questa indicazione: la dose giornaliera consigliata per la vitamina A misura in mcg e retinolo equivalenti.

Dose giornaliera raccomandata per la vitamina A

  Retinolo equivalenti Unità Internazionali UI
Lattanti fino a 1 anno 375 1875
Bambini    
     1-3 anni 400 2000
     4-6 anni 500 2500
     7-10 anni 700 3500
Adolescenti e adulti    
     Maschi sopra gli 11 anni 1000 5000
         Femmine sopra gli 11 anni 800 4000
Donne in gravidanza 800 4000
     Donne durante l’allattamento 800 4000

Effetti benefici della vitamina A

La scienza comprende il ruolo della vitamina A soprattutto in relazione ai suoi effetti sull’apparato visivo. La retina umana ha 4 tipi di fotopigmenti contenenti vitamina A. La forma di vitamina A che si trova in questi pigmenti è l’11-cis isomero dell’aldeide vitamina A (retinale). Quando un fotone di luce colpisce il bastoncello, i pigmenti si separano dalla molecola rodopsina, dando luogo a opsina e retinolo tutto-trans. Questa reazione provoca una variazione del potenziale di membrana e una conseguente trasmissione dell’impulso visivo. Quando vi è un flash di luce brillante si verifica uno scolorimento temporaneo della rodopsina. Se i livelli di vitamina A sono bassi, occorre un tempo di adattamento maggiore. Un cattivo adattamento alle variazioni di luminosità e una scarsa visione notturna sono alcuni dei sintomi iniziali di carenza di vitamina A.

Crescita e sviluppo

Si ritiene che la vitamina A influisca sullo sviluppo e la crescita per via del suo ruolo cruciale nella sintesi di molte glicoproteine, alcune delle quali controllano la differenziazione cellulare e l’espressione dei geni. L’addizione tra le cellule è apparentemente legata all’attività di molecole conosciute come glicoproteine. La sintesi di questi composti è notevolmente ridotta dalla carenza di vitamina A. Di conseguenza si ha una perdita di normali stimoli necessari per la crescita e la differenziazione cellulare. Gli effetti di una carenza di vitamina A si manifestano più velocemente nei tessuti con un’elevata velocità di ricambio, quali le cellule epiteliali che rivestono la cavità orale, le vie respiratorie e urinarie e i dotti delle ghiandole esocrine. Il ruolo della vitamina A e del carotene nello sviluppo e nel mantenimento del tessuto epiteliale è enorme.

Riproduzione

Sin dal 1922 sono noti il ruolo e l’importanza della vitamina A nelle funzioni riproduttive degli animali superiori. Il betacarotene sembra avere un effetto specifico sulla fertilità. Negli ultimi studi sui bovini si è osservato che mucche sottoposte a diete carenti di betacarotene avevano un’ovulazione ritardata e un aumento del numero di cisti follicolari e luteali. L’azione di segmentazione del carotene varia con la formazione ed è maggiore durante lo stadio mediovulatorio. Poiché il corpo luteo produce progesterone, una sua inadeguata funzione ha importanti effetti negativi. Un’insufficienza funzionale secretoria del corpo l’utero è uno dei tratti caratteristici di cicli mestruali non fertili e/o irregolari. Dato che supplementi di betacarotene somministrati a mucche hanno significativamente ridotto l’incidenza di cisti ovariche, effetti simili sono ipotizzabili anche negli esseri umani.

Sistema immunitario

La vitamina A è essenziale per il sistema immunitario, poiché gioca un ruolo essenziale nel mantenimento delle superfici epiteliali e mucose e delle loro secrezioni. La vitamina A stimola e rafforza numerosi processi immunitari, induzione di attività antitumorali, il rafforzamento della funzionalità dei globuli bianchi e l’aumento della risposta degli anticorpi. Questi effetti non sono dovuti semplicemente a una compensazione della carenza di vitamina A. Il retinolo ha manifestato una significativa attività antitumorale e ha prevenuto l’immunosoppressione indotta da glucocorticoidi, gravi ustioni e interventi chirurgici. Sembra che il betacarotene rafforzi la funzionalità del timo e aumenti l’azione stimolante dell’interferone sul sistema immunitario. L’interferone è un potente composto immunostimolante che gioca un ruolo centrale nella protezione contro le infezioni virali.

Attività antiossidante

Il carotene esercita una significativa attività antiossidante. Questa è probabilmente il fattore responsabile degli effetti antitumorali notati negli studi di popolazione. Dato che l’invecchiamento è anche associato con il danno da radicali liberi, probabilmente il carotene protegge anche contro l’invecchiamento stesso. Nonostante gran parte dell’attenzione si sia soffermata sul betacarotene, i carotenoidi che hanno poca o nessuna attività come vitamina A esercitano una protezione assai maggiore. Il licopene è il carotenoide che esprime la più elevata attività di estinzione dell’ ossigeno singoletto. La sua attività è doppia rispetto a quella del betacarotene.

Forme disponibili

La vitamina A naturale è disponibile sotto forma di retinolo oppure come retinil-palmitato. La micellizzazione e l’emulsificazione migliorano l’assorbimento. La micellizzazione è il processo nel quale la vitamina A viene ridotta in piccolissime goccioline in modo da essere disperse in acqua. Le micellizzazione è il processo nel quale la vitamina A viene e modificata con un’altra sostanza chimica così da poter essere miscelata con acqua. La vitamina A regolare è assorbita a un tasso del 80-90%. Sul mercato esistono tre fonti primarie di carotene: beta-carotene tutto-trans sintetico, beta- e alfa-carotene dall’alga Dunaliella, è una miscela di carotene ricavata dal olio di palma. Di questi tre, il carotene da olio di palma è la forma migliore.

Potenziale antiossidante dei prodotti di carotene

  Tasso di estinzione Percentuale nella fonte Mg contenuti in 25000 UI Potenziale antiossidante
Analisi di beta-carotene sintetico        
Beta-carotene 1,4 100 14,97 3,90
Totale       3,90
Analisi del carotene delle alghe        
Alfa-carotene 1,9 4 0,61 0,22
Beta-carotene 1,4 96 14,69 3,83
Totale       4,05
Analisi dell’olio di palma        
Alfa-carotene 1,9 33,0 7,36 2,60
Beta-carotene 1,4 63,0 14,04 3,66
Gamma-carotene 2,5 2,5 0,56 0,26
Licopene 3,1 0,1 2,02 0,01
Totale       6,54

Usi principali della vitamina A

La vitamina A è usata principalmente come immunostimolante nelle malattie virali e nella terapia di numerose malattie della pelle. Il carotene viene anche somministrato come antiossidante nella prevenzione del cancro e di malattie cardiovascolari, come immunostimolante e nella terapia dei disordini da fotosensibilità.

La vitamina A nelle malattie virali

La vitamina A è assolutamente decisiva per un sistema immunitario sano e funzionante. Gli individui affetti da carenza di questa vitamina sono suscettibili a malattie infettive. Nel corso delle infezioni, i già bassi livelli di vitamina A vengono ulteriormente compromessi.

Supplementi di vitamina A nel morbillo

La carenza di vitamina A è un problema cruciale in molti paesi in via di sviluppo. Diversi studi hanno confermato un effetto osservato per la prima volta nel 1932: i supplementi di vitamina A possono ridurre significativamente la mortalità infantile causata dal morbillo, del 50%. L’uso di supplementi di vitamina A per la cura del morbillo non è indicata solo nei paesi del terzo mondo ma anche negli Stati Uniti.

Terapia a base vitamina A per bambini affetti da virus respiratorio sinciziale

I programmi di immunizzazione hanno ridotto il rischio di morbillo nei bambini. La terapia a vitamina A sembra essere appropriata anche per altre malattie come il virus respiratorio sinciziale, una causa piuttosto comune di diverse gravi malattie respiratorie nei bambini molto piccoli. I bambini affetti da questo virus hanno bassi livelli di vitamina A sierica. Inoltre, più basso è il livello di vitamina A, maggiore è la gravità della malattia. I supplementi di vitamina A costituiscono per molte ragioni un’interessante possibilità per la terapia dell’infezione da virus sinciziale, oltre al costo contenuto, all’ampia disponibilità e alla facilità di somministrazione.

La carenza da vitamina A in corso di AIDS e correlata con lamento della mortalità

Un’altra malattia virale che può beneficiare di supplementi di vitamina A è l’AIDS. La carenza di vitamina A è piuttosto comune nell’infezione da HIV ed è chiaramente associata ad una diminuzione dei livelli di linfociti T-helper circolanti, uno dei tratti caratteristici dell’AIDS. Il betacarotene è probabilmente la forma di vitamina A preferibile negli individui affetti da HIV, l’acido retinoico puoi infatti aumentare la replicazione di HIV negli esseri umani.

La vitamina A nella terapia di altre malattie della pelle

Alla fine degli anni Trenta i dermatologi introdussero l’uso di alte dosi di vitamina A per la terapia di diverse malattie cutanee. Con l’avvento dei retinoidi sintetici tale approccio non è più diffuso come un tempo. La vitamina A è piuttosto efficace nella terapia delle malattie della pelle associata ad eccessiva produzione di cheratina, una proteina cutanea che produce un effetto a pelle d’oca. Tra le malattie della pelle che si associano a ipercheratosi vi sono l’acne, la psoriasi, l’ittiosi, il lichen planus, la malattia di Darier, il cheratoderma palmoplantare e la pitiriasi rubra pilare. Le dosi di vitamina A usate nelle terapie di queste patologie sono solitamente piuttosto elevate. L’uso di questi elevati dosaggi provoca di solito l’insorgenza di una significativa tossicità. Nel monitoraggio della tossicità della vitamina A, i test di laboratorio sembrano inattendibili fino a quando non si manifestano chiari sintomi di tossicità. Di solito il primo significativo sintomo tossico è il mal di testa seguito da affaticamento, instabilità emotiva, dolore alla muscolatura e alle articolazioni. Dosi elevate di vitamina A possono non essere necessarie se vengono inclusi altri fattori nutrizionali come zinco e vitamina E, nutrienti che collaborano alla salute della pelle.

Vitamina A topica nella terapia della secchezza oculare

I disturbi che provocano secchezza oculare sono malattie complesse che possono essere caratterizzate da una carenza localizzata di liquidi a livello del condotto lacrimale, da una carenza di mucina o da entrambe. Nonostante la diversità delle cause sottostanti, le alterazioni congiuntivali sono tra loro simili in tutti i casi: perdita delle cellule falciformi, anomali ingrossamenti delle cellule epiteliali non calciforme, e aumento di fasce oculari, dei depositi di cheratina, delle stratificazioni e della cheratinizzazione. A parte il trattamento topico a base di vitamina A, tutte le terapie non chirurgiche contro gli occhi secchi non mirano a trattare il processo sottostante ma solo ad alleviare i sintomi.

Il carotene nella prevenzione del cancro

Gli studi epidemiologici di popolazione dimostrano chiaramente l’esistenza di una correlazione inversa tra assunzione dietetica di carotene e una varietà di tumori maligni che interessano il tessuto epiteliale (polmone, pelle, utero, cervice, apparato gastrointestinale e così via). Nessuno negherebbe che una dieta ricca di carotene protegga contro il cancro. La vera domanda è: i supplementi di betacarotene possono ridurre il rischio di cancro? La risposta sembra essere negativa.

Il carotene nella prevenzione delle malattie cardiovascolari

Elevati assunzioni di carotene sono associate con una diminuzione del rischio di malattie cardiovascolari. Il beta-carotene può inibire il danno sul rivestimento delle arterie ad opera del colesterolo. Pare che il betacarotene sia meno efficace della vitamina E nella protezione contro le malattie cardiovascolari.

Diminuzione dei livelli di beta carotene nelle cellule epiteliali nella candidosi vaginale

Quando le difese immunitarie di una donna sono depresse, essa è più soggetta a soffrire di candidosi vaginale. Questa depressione può essere causata da livelli bassi di carotene. Gli effetti noti del betacarotene sul rafforzamento del sistema immunitario, suggeriscono che il basso livello di questa sostanza nei tessuti è associato alla candidosi vaginale. Una dieta ricca, oppure assunzioni integrative di betacarotene, possono costituire un fattore protettivo contro questa patologia.

Il carotene nella terapia dei disturbi da fotosensibilità

Il betacarotene è diventato il trattamento di scelta dei disturbi della fotosensibilità. Soprattutto nella terapia della malattia nota come protoporfiria eritropoietica, mentre la sua efficacia per altri problemi di fotosensibilità non sarebbe altrettanto spiccata. I pazienti affetti da questa patologia oltre ad essere sensibile alla luce visibile, mostrano nel sangue, nelle feci e nella pelle, livelli elevati dei composti noti come porfirine. La fotosensibilità è causata dal eccitazione delle molecole di porfirina da parte dei raggi ultravioletti, i quali danno luogo alla formazione di radicali liberi dannosi per la pelle. L’azione del betacarotene e degli altri caroteni sul tessuto umano è simile a quella delle piante: fungono da schermo cellulare contro il danno da radicali liberi indotto dalla luce solare.

Dosaggi specifici

Nel caso della vitamina A, l’uso determina il dosaggio. Per generici fini è ragionevole un valore di 5000 UI per gli uomini e 2500 UI per le donne. Durante un’infezione virale acuta un dosaggio singolo di 50000 UI per 1 o 2 giorni è sicuro persino nei bambini molto piccoli. Le donne che presumono di aspettare un bambino non devono assumere supplementi di vitamina A, possono invece ricorrere al beta carotene. Sebbene l’assunzione di vitamina A a dosi elevate possa essere utile per la cura dell’acne per le manifestazioni dell’ipercheratosi, la terapia dovrebbe essere condotta sotto stretto controllo medico. Nel caso del carotene, una dose giornaliera di 25.000 UI è ragionevole ai fini una salute generale. Per la terapia delle lesioni precancerose e come immunostimolante, il dosaggio varia da 25.000 a 300.000 UI. Nella cura della protoporfiria eritropoietica, il dosaggio dovrebbe mantenere i livelli di carotene nel sangue entro valori compresi tra 600 e 800 mcg/dl.

Avvertenze e precauzioni

Le donne devono evitare di assumere supplementi di vitamina A durante la gravidanza. È opportuno anche che le donne che hanno in programma una gravidanza mantengano i livelli di vitamina A sotto le 5000 UI. L’ingestione accidentale di una singola dose elevata di vitamina A produce nei bambini tossicità acuta, con aumento della pressione intracranica, vomito, mal di testa, dolore articolare, torpore e edema papillare. Negli adulti la tossicità da vitamina A può verificarsi per dosi superiori alle 50.000 UI per un periodo di diversi anni. Solitamente la tossicità si riscontra durante una terapia a dosi elevate di vitamina A per la cura di malattie della pelle. L’integrazione nella dieta con betacarotene non produce alcuna tossicità significativa a dispetto del suo impiego in dosi molto elevate per la cura di numerosi disturbi della fotosensibilità. L’ingestione di grandi quantitativi di carote o di succo di carota può causare neutropenia e disturbi del ciclo mestruale.

Interazioni

La vitamina E è o zinco sono molto importanti per un’adeguata azione della vitamina A. Le carenze di zinco, vitamina C, proteine o ormone tiroideo interferiscono sulla conversione della provitamina A in vitamina A.

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