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Tiamina (Vitamina B1)

La tiamina è stata la prima vitamina B ad essere scoperta ed è per questo che chiamata vitamina B1. Un grave deficit di tiamina causa la sindrome nota come beriberi che si manifesta con confusione mentale, deperimento muscolare, ritenzione dei liquidi, ipertensione arteriosa, disturbi della deambulazione è cardiaci. Il beriberi era piuttosto comune in Asia e fino all’ultimo decennio del secolo scorso la sua causa era ignota. Nel 1873 un medico olandese che prestava la sua opera sulle navi osservò che diminuendo la quantità di riso bianco consumato dai marinai l’incidenza della sindrome diminuiva e per questo dedusse che essa era causata da qualche tossina o agente infettivo presente in quel alimento. Un medico giapponese fu il primo a segnalare che il beriberi sembrava essere dovuto ad un deficit nutrizionale. Egli basò la sua opinione sul fatto che somministrando e marinai giapponesi una reazione aggiuntiva di carne, latte in polvere e verdura, l’incidenza del Beri Beri in modo molto evidente. Fu però un medico olandese, Christian Eijchman, a cominciare a chiarire il ruolo della dieta in questa patologia. Nel 1911 Casimir Funk isolò dagli scarti del riso grezzo quella che considerò la sostanza in grado di curare e/o prevenire il beriberi, destinata ad essere conosciuta come “vitamina antipellagra” o niacina (vitamina B3). Solo nel 1926, due scienziati olandesi, Jansen e Donath, isolarono la tiamina pura, la vera vitamina antiberiberi. Nonostante questo, il beriberi continua ad essere molto diffuso in diverse zone dell’Asia, dove il riso bianco copre fino al 80% delle calorie totali consumate. La storia del beriberi la scoperta della tiamina sottolinea il valore dei cereali integrali rispetto a quelli raffinati. I cereali integrali sono una delle fonti principali di carboidrati complessi, fibre alimentari, minerali e vitamine b. Il contenuto proteico e la qualità dei cereali integrali sono maggiori rispetto a quelle dei cereali raffinati. Le diete ricche di cereali integrali proteggono dalle malattie degenerative croniche, soprattutto da tumori, cardiopatie, diabete, varici e malattie del colon, quali il carcinoma, le malattie infiammatorie intestinali, le emorroidi e la diverticolite.

Fonti alimentari

Cibi ricchi di tiamina sono la soia, il riso integrale, i semi di girasole e le arachidi. Buone quantità si trovano anche nel frumento integrale e nella frutta secca. La tiamina è estremamente sensibile all’alcol, ai tannini contenuti nel caffè e nel tè nero e ai solfiti: uno qualsiasi di questi composti la distrugge oppure la rende inutilizzabile. La tiamina è sensibile anche ad un fattore presente nel pesce d’acqua dolce crudo e nei crostacei.

Lievito di birra

Lievito di torula*

Germe di grano

Semi di girasole

Riso brillato

Pinoli

Arachidi con buccia

Soia secca

Arachidi senza buccia

Noci del Brasile

Noci di pecan

Farina di soia

Fagioli pezzati e rossi

Piselli secchi spezzati

Miglio

Crusca di frumento

Pistacchi

Fagioli bianchi

Farina d’avena

Grano saraceno

Farina di frumento integrale

15,61

14,10

2,01

1,96

1,84

1,28

1,14

1,10

0,98

0,96

0,86

0,85

0,84

0,74

0,73

0,72

0,67

0,65

0,60

0,60

0,55

Semi di frumento integrale

Fagioli di Lima secchi

Nocciole

Riso selvatico

Anacardi

Semi di segale integrale

Fagioli mung

Farina di mais integrale

Lenticchie

Piselli verdi

Riso integrale

Semi di macadamia

Noci

Aglio

Fagioli di Lima freschi

Mandorle

Semi di zucca

Catania fresco

Germogli di soia

Peperoncino rosso

Semi di sesamo sgusciati

0,55

0,48

0,46

0,45

0,43

0,43

0,38

0,38

0,37

0,35

0,34

0,34

0,33

0,25

0,24

0,24

0,24

0,23

0,23

0,22

0,18

*Il lievito di torula si ottiene dal processo di lavorazione della carta, utilizzando il bagno di macerazione della polpa di legno come terreno di coltura per il lievito. Questo viene poi utilizzato nell’alimentazione umana e animale e in farmacologia per uso veterinario.

I valori sono espressi in mg su 100 g di alimento.

Segni e sintomi di carenza

Una grave carenza di tiamina provoca il beriberi. Benché i casi di deficit grave siano piuttosto rari, molti americani non raggiungono la dose giornaliera consigliata di 1,5 mg. Un deficit moderato provoca di solito affaticamento, depressione, formicolio e intorpidimento delle gambe e stipsi. Negli alcolisti, la combinazione di carenza di tiamina e alcol può dar luogo alla sindrome di Wernicke-Korsakoff, una grave encefalopatia.

Dose giornaliera raccomandata di tiamina

Lattanti
     Fino a 6 mesi 0,3 mg
     6-12 mesi 0,4
Bambini
     1-3 anni 0,7
     4-6 anni 0,9
     7-10 anni 1,0
Ragazzi e adulti
     Maschi, 11-14 anni 1,3
     Maschi, 15-50 anni 1,5
     Maschi, più di 51 anni 1,2
     Femmine, 11-50 1,1
     Femmine, più di 51 anni 1,0
     Donne in gravidanza 1,5
     Donne durante l’allattamento 1,6

Effetti benefici

La tiamina agisce come parte di un enzima essenziale nella produzione di energia, nel metabolismo dei carboidrati e nella funzione delle cellule nervose.

Forme disponibili di tiamina

La tiamina è disponibile in gran parte nei supplementi nutrizionali sotto forma di idrocloruro di tiamina.

Usi principali di tiamina

La principale funzione della tiamina è quella di prevenire il deficit di tiamina (in particolare nel diabete, nel morbo di Crohn, nella sclerosi multipla e in altre malattie neurologiche) oltre che prevenire e curare il deterioramento delle funzioni mentali negli anziani, nei pazienti affetti da Alzheimer e negli epilettici trattati con fenitoina. La tiamina è essenziale per un’adeguata produzione di energia a livello cerebrale. La sua carenza provoca indebolimento delle funzioni mentali e, in casi particolarmente gravi, psicosi. Fino al 30% di tutti i soggetti che entrano in un reparto psichiatrico hanno carenza di tiamina. Oltre al ruolo di nutriente, la tiamina ha anche alcuni effetti farmacologici sul cervello. Nello specifico, imita l’acetilcolina, un importante neurotrasmettitore coinvolto nella memoria. I supplementi di tiamina migliorano anche le funzioni mentali in pazienti con epilessia trattati con il farmaco fenitoina.

Dosaggi specifici

In un programma generale di integrazione della dieta con supplementi e per gli epilettici trattati con fenitoina, una dose giornaliera di 50-100 mg sembra sicura e appropriata. Negli individui anziani, affetti da morbo di Alzheimer o altre patologie degenerative mentali dovuti all’età, si consigliano dosi terapeutiche comprese tra 3 e 9 g al giorno.

Avvertenze e precauzioni

La tiamina non è associata ad alcuna forma di tossicità.

Interazioni

La tiamina è coinvolta in modo complesso con le altre vitamine B nel metabolismo energetico. Per la conversione della tiamina nella sua forma attiva, occorre la presenza di magnesio. Alcool, fenitoina e probabilmente altri farmaci possono inibire l’assorbimento.

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