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Selenio

Il selenio è un oligominerale che agisce principalmente come componente dell’enzima antiossidante glutatione perossidasi, che opere insieme alla vitamina E nel prevenire i danni prodotti dai radicali liberi alle membrane cellulari. Bassi livelli di selenio sono collegati a un maggiore rischio di cancro, disturbi cardiovascolari, malattie infiammatorie e altre patologie associate al danno da radicali liberi inclusi l’invecchiamento precoce e la formazione di cataratta.

Fonti alimentari

Livello di selenio negli alimenti è proporzionale al contenuto del minerale nel suolo.

Contenuto di selenio in alcuni alimenti

Germe di grano

Noci brasiliane

Pane integrale

Crusca

Avena

111

103

66

63

56

Riso integrale

Rape

Agli

Orzo

Succo d’arancia

39

27

25

24

19

I valori sono espressi in mcg su 100 grammi di alimento.

Segni e sintomi di carenza

Un deficit spiccato di selenio è associato alla malattia di Keshan, una grave cardiopatia che colpisce principalmente i bambini e le donne in età fertile ed è diffusa in alcune zone della Cina, dove la presenza di selenio nel suolo è molto bassa. Sempre in Cina anche la malattia di Kashin-Beck, una patologia artritica, è dovuta ai ridotti livelli di selenio. La carenza di selenio può essere causa di altri disturbi cardiaci e astenia. Stati di deficit grave sono tuttavia estremamente rari. Più comune è l’assunzione cronicamente bassa di selenio associata ad aumento del rischio di cancro, cardiopatie e indebolimento della funzione immunitaria.

Dose giornaliera raccomandata

Lattanti  
     Sotto i 6 mesi 10 mcg
     6-12 mesi 15
Bambini  
     1-6 anni 20
     7-10 anni 30
Adolescenti e adulti  
     Maschi, 11-14 anni 40
     Maschi, 15-18 anni 50
     Maschi, oltre i 19 anni 70
     Femmine, 11-14 anni 45
     Femmine, 15-18 anni 50
     Femmine, oltre i 19 anni 55
     Donne in gravidanza 65
     Donne durante l’allattamento 75

Effetti benefici

L’effetto positivo principale del selenio risiede nella sua azione antiossidante. In particolare, il selenio, sotto forma di seleniocisteina, è presente nei 4 siti attivi del enzima glutatione perossidasi che ha un ruolo critico nella protezione dai radicali liberi e dal danno ossidativo. Oltre a questo ruolo, il selenio sembra esercitare una propria attività antiossidante e sembra essere coinvolto nella sintesi degli ormoni tiroidei. Il selenio è, inoltre, un antagonista di metalli pesanti come piombo, mercurio, alluminio è cadmio.

Forme disponibili

Il selenio è disponibile in diverse forme. Gli studi dimostrano che i sali inorganici, come la selenite di sodio, sono assorbiti meno efficacemente non sono altrettanto attivi biologicamente rispetto alle forme organiche, come la seleniometionina e il lievito arricchito di selenio, che, per questo motivo, sono preferibili.

Usi principali

Gli integratori di selenio vengono usati principalmente come antiossidanti. L’assunzione di integratori di selenio è importante soprattutto in casi di cancro, per potenziare la funzione immunitaria, per curare i disturbi cardiovascolari, le infiammazioni, per combattere lo sviluppo della cataratta, durante la gravidanza è nei casi di parto prematuro.

Dosaggi specifici

Sebbene non esista una dose giornaliera consigliata specifica, si raccomanda gli adulti un assunzione giornaliera di selenio compresa tra 50 e 200 mcg. A dosi elevate (consumo quotidiano superiore a 1000 mcg), il sereno può essere tossico. Per i bambini, una dose di 3,3 mcg/kg di peso corporeo si può ritenere corretta.

Avvertenze e precauzioni

L’organismo umano ha bisogno di piccole quantità di selenio. Dosi anche solo di 900 mcg al giorno per lunghi periodi di tempo possono determinare in alcuni individui segni di tossicità. Tra i segni e sintomi legati alla tossicità cronica da selenio vi sono: depressione, nervosismo, instabilità emotiva, nausea e vomito, alito e sudore dall’odore di aglio e, in casi estremi, perdita dei capelli e delle unghie. La tossicità acuta da selenio provocata da fonti alimentari è rara.

Interazioni

Altri nutrienti antiossidanti collaborano in sinergia con selenio per aumentare l’attività della glutatione perossidasi. L’assorbimento di selenio è influenzata negativamente dai metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio eccetera) ed a dosi elevate di vitamina C (influisce più sulla selenite di sodio che sulle forme organiche di selenio). L’assorbimento di selenio è presumibilmente ridotto dal consumo elevato di altri oligominerali, in particolare dello zinco. Vari farmaci, soprattutto i chemioterapici, possono aumentare il fabbisogno di selenio.

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