Questo sito contribuisce
alla audience di

Molibdeno

Il molibdeno è un componente di diversi enzimi, tra i quali quelli coinvolti nella detossificazione dell’alcol, nella sintesi dell’acido urico e nel metabolismo dello zolfo.

Fonti alimentari

Una dieta media assicura tra i 50 e i 500 mcg di molibdeno al giorno. Le fonti più ricche sono i legumi e i cereali integrali; la concentrazione di molibdeno negli alimenti dipende Tuttavia dalle quantità di minerale presenti nel suolo.

Contenuto di molibdeno in alcuni alimenti

Lenticchie

Piselli sbucciati

Cavolfiore

Piselli freschi

Lievito di birra

Germe di grano

Spinaci

Riso integrale

Aglio

Avena

Pane di segale

Mais

Orzo

Frumento integrale

155

130

120

110

109

100

100

75

70

60

50

45

42

36

Pane integrale

Patate

Arachidi

Cipolle

Noci di cocco

Fagiolini

Melassa

Melone

Albicocche

Burro

Uva passa

Fragole

Carote

Cavolo

32

30

25

25

25

21

19

16

14

10

10

7

5

5

I valori sono espressi in mcg su 100 grammi di alimento.

Segni e sintomi di carenza

La carenza di molibdeno compare in soggetti sottoposti a nutrizione parenterale (endovenosa) totale e si manifesta come un’incapacità a detossificare i solfiti, poiché l’enzima che compie questa azione (solfito ossidasi) e molibdeno-dipendente. Gli integratori di molibdeno portano alla completa risoluzione dei sintomi della tossicità da solfito, come l’aumento del battito cardiaco, il respiro corto, il mal di testa, il disorientamento, la nausea e il vomito. Il deficit di molibdeno può essere anche la causa della sensibilità ai solfiti.

Dose giornaliera raccomandata

Non esiste la dose giornaliera raccomandata ufficiale. Di seguito sono riportati gli intervalli delle dosi sicure ed efficaci.

Lattanti  
     Sotto i 6 mesi 15-30 mcg
     6-12 mesi 20-40
Bambini  
     1-3 anni 25-50
     4-6 anni 30-75
     7-11 anni 50-150
Adolescenti e adulti  
     Oltre gli 11 anni 75-250

Effetti benefici del molibdeno

Gli effetti benefici del molibdeno sono legati al suo ruolo di coenzima necessario gli enzimi xantina ossidasi, aldeide ossidasi e solfito ossidasi, coinvolti rispettivamente nella sintesi dell’acido urico, nella detossificazione dell’alcol e dei solfiti.

Forme disponibili

Il molibdeno è disponibile in commercio sotto forma di molibdato di sodio. Come tetratiomolibdato è invece usato nel trattamento della malattia di Wilson. Il molibdeno è assorbito quasi completamente dal tratto intestinale: gli studi mostrano, infatti, un elevato tasso di assorbimento (dall’88 al 93%) per assunzioni dietetiche comprese tra 22 e 1500 mg al giorno. Il molibdeno viene conservato se l’assunzione è moderata; quantità eccessive vengono rapidamente eliminate con le urine. Probabilmente non esistono vantaggi significativi dall’uso di una forma di molibdeno piuttosto di un’altra.

Usi principali

Il molibdeno ha quattro possibili applicazioni: sensibilità ai solfiti, prevenzione dei tumori, prevenzione della carie e malattia di Wilson.

Dosaggi specifici

I dosaggi degli integratori di molibdeno variano da 200 a 500 mcg al giorno. Dosi più elevate, sotto controllo medico, possono essere necessarie per una terapia integrativa della malattia di Wilson.

Avvertenze e precauzioni

Il molibdeno è relativamente atossico. Per la comparsa di tossicità, è necessario un assunzione superiore a 100 mg/kg di peso corporeo. Un consumo quotidiano di 10-15 mg può provocare in alcune persone sintomi simili a quelli della gotta, a causa dell’aumentata produzione di acido urico.

Interazioni

Al di là di quelle con rame e fluoruro, non esistono interazioni note tra molibdeno e altri nutrienti o farmaci.

error: Content is protected !!
/* ]]> */