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Iodio

Lo iodio è un oligoelemento necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei. Più precisamente, la ghiandola tiroide aggiunge iodio alla aminoacido tirosina per produrre gli ormoni tiroidei.

Fonti alimentari

I frutti di mare, incluse le alghe marine come il fuco, sono le fonti più ricche di iodio in natura. Negli Stati Uniti, tuttavia, la maggior parte dello iodio si ricava dal consumo (generalmente elevato) di sale iodato (70 mcg di iodio per grammo di sale) che, confrontato con il sale marino, ha un elevato contenuto di questo minerale. Il consumo medio di iodio negli Stati Uniti supera, per questo motivo, i 600 mcg al giorno.

Segni e sintomi di carenza di iodio

Una carenza di iodio può provocare un ampio spettro di affezioni che globalmente vengono definite “malattie da carenza di iodio”. Tale deficit può sorgere a qualsiasi età, ma si rivela particolarmente dannoso nelle donne in gravidanza, durante lo sviluppo del feto e per i neonati. I seguenti sono disturbi tipici da carenza di iodio.

Gozzo

Cretinismo

Infermità mentale

Ritardo della crescita

Ipotiroidismo neonatale

Ipertireotropinemia neonatale

Aumento degli aborti nelle fasi precoci e tardive della gravidanza

Aumento della mortalità infantile

Queste patologie riflettono l’importanza di un’adeguata assunzione di iodio hai fini di una normale funzionalità della tiroide. Generalmente una carenza di iodio può portare al ipotiroidismo e/o al ingrossamento della tiroide, comunemente definito “gozzo”. Se il livello di iodio è basso sia nella dieta sia nel sangue, si può verificare l’ingrandimento della cellula della tiroide che determina l’aumento delle dimensioni dell’intera ghiandola alla base del collo. Il gozzo colpisce oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo è quasi il 4% dei casi è causato dal deficit di iodio. Negli Stati Uniti è in altri paesi industrializzati, si tratta di un evidenza piuttosto rara poiché lo iodio viene aggiunto con il sale da cucina. L’aggiunta di iodio al sale cominciò nel Michigan dove, nel 1924, il gozzo aveva colpito il 47% della popolazione. Nonostante siano pochi gli individui che negli Stati Uniti presentano un vero e proprio deficit di iodio, tuttavia l’incidenza del gozzo continua essere relativamente elevate (dal 5 al 6%) in alcune aree a rischio, a causa del consumo eccessivo di alimenti che ostacolano l’utilizzazione dello iodio. Questi alimenti sono detti “gozzigeni” e comprendono cibi come rape, cavolo, senape, radice di manioca, soia, arachidi, pinoli e miglio. La cottura solitamente rende innocui questi cibi.

Dose giornaliera raccomandata di iodio

Lattanti
     Sotto i 6 mesi 40 mcg
     6-12 mesi 50
Bambini
     1-3 anni 70
     4-6 anni 90
     7-10 anni 120
Adolescenti e adulti
     Oltre gli 11 anni 150
     Donne in gravidanza 175
     Donne durante l’allattamento 200

Effetti benefici dello iodio

Vicolo principale dello iodio consiste nella sintesi degli ormoni tiroidei; pare, inoltre, che moduli l’effetto degli estrogeni sulla mammella.

Forme disponibili

Il termine “iodio” è usato comunemente per designare qualsiasi composto a base di iodio; in pratica, la sola forma elementare di iodio è lo iodio stesso. Lo iodio complessato con sodio e potassio (le più comuni forme degli integratori di iodio) è più correttamente definito “ioduro”. Sembra che l’organismo tratti iodio e ioduro in modo diverso: gli ioduri esercitano un più intenso effetto sulla funzione tiroidea, mentre lo iodio elementare è coinvolto principalmente nelle funzioni esterne alla tiroide, come la modulazione dell’azione degli estrogeni sul tessuto mammario. La ragione di questa differenza sta nel fatto che, a differenza del tessuto ghiandolare tiroideo, quello mammario manca degli enzimi che ossidano lo ioduro in iodio e ha bisogno della forma elementare dello iodio. Le fonti organiche di iodio (fuco, caseinato di iodio eccetera) sì preferiscono agli ioduri inorganici (ioduro di potassio e ioduro di sodio).

Usi principali

Lo iodio è generalmente utilizzato nella prevenzione del deficit di iodio. Secondo una ricerca canadese, lo iodio può essere efficace nella misantropia fibrocistica, un ingrossamento cistico benigno della ghiandola mammaria che può essere semplicemente fastidioso o provocare dolore intenso. Si ipotizza che la mancanza di iodio rende l’epitelio più sensibile alla stimolazione da parte degli estrogeni. Questa ipersensibilità può produrre secrezioni in eccesso, oltre i limiti dell’ assorbimento, distendendo i dotti della ghiandola mammaria fino a produrre piccole cisti e fibrosi (indurimento del tessuto causato dalla deposizione di fibrina, simile alla formazione di tessuto cicatriziale).

Dosaggi specifici

La dose giornaliera consigliata per gli adulti alquanto modesto: 150 mcg. Dosi eccessive di iodio possono inibire l’attività della tiroide e, per tale ragione, ma anche perché la sola funzione dello iodio nell’organismo è la sintesi dell’ormone tiroideo, si consiglia di mantenere i livelli di odio (ioduro) dietetico o integrato sotto e 500 mcg al giorno.

Avvertenze e precauzioni

La somministrazione di ioduro orale a breve termine a dosi comprese tra 1500 mcg e 250 mg al giorno riduce la secrezione degli ormoni tiroidei. In casi rari, una dose di soli 750 mcg al giorno può inibire tale secrezione, in particolare negli individui con ipotiroidismo borderline. L’aumento dell’assunzione di iodio con la dieta si associa anche a eruzioni cutanee simili ad acne.

Interazione

Lo iodio non interagisce negativamente con alcuni nutrienti o farmaco se somministrato alla dose fisiologica (da 150 a 600 mcg).

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