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Fosfatidilserina

La fosfatidilserina è il principale fosfolipide del cervello e svolge un ruolo fondamentale nella integrità e nella fluidità delle membrane cellulari. Generalmente il cervello produce fosfatidilserina in quantità sufficienti al fabbisogno, ma in presenza di un deficit di donatori di metili come l’S-adenosilmetionina, l’acido folico e la vitamina B12, oppure di acidi grassi essenziali, questo organo potrebbe non essere in grado di soddisfare le richieste dell’organismo.

Fonti alimentari

Vi sono tracce di fosfatidilserina nella lecitina di soia.

Segni e sintomi di carenza

Bassi livelli di fosfatidilserina nel cervello sono associati alla depressione e alla degenerazione della funzione mentale negli anziani.

Effetti benefici

I supplementi di fosfatidilserina negli studi dei sugli animali e nella sperimentazione clinica umana hanno migliorato significativamente il rilascio di acetilcolina, la memoria e le modificazioni cerebrali legate all’età.

Forme disponibili

Negli Stati Uniti la fosfatidilserina è disponibile in un complesso che contiene: Fosfatidilserina, 100 mg; fosfatidilcolina, 45 mg; fosfatidiletanolamina, 25 mg; fosfatidilinositolo, 5 mg. La fosfatidilserina In commercio è un prodotto semisintetico derivato dalla lecitine di soia. In origine, la fosfatidilserina veniva isolata dal cervello bovino (manzo).

Usi principali

La fosfatidilserina viene utilizzata principalmente nel trattamento della depressione e della degenerazione della funzione mentale negli anziani. I numerosi studi in doppio cieco sono stati ottenuti risultati molto positivi. Le più basso di tali studi, 494 persone anziane, affette da senilità, da moderata a grave, furono trattate con fosfatidilserina o Placebo per un periodo di 6 mesi. Vennero valutati le capacità mentali, il comportamento e l’umore, all’inizio e al termine dello studio. Si osservarono miglioramenti statisticamente significativi nel gruppo trattato con fosfatidilserina riguardo alla funzione mentale, all’umore e al comportamento. In uno studio doppio cieco su pazienti anziani depressi, la fosfatidilserina migliorò i sintomi depressivi, la memoria e il comportamento. A differenza dei classici farmaci antidepressivi, la fosfatidilserina favori questo miglioramento senza influenzare i livelli della serotonina e degli altri neurotrasmettitori monoaminici, suggerendo quindi la presenza di altri meccanismi di azione, per esempio aumentando la fluidità della membrana delle cellule cerebrali o riducendo la secrezione di cortisolo in risposta allo stress. I livelli di cortisolo sono tipicamente elevati nei pazienti depressi. Nonostante questi straordinari risultati, solo di rado capita di consigliare l’integrazione di fosfatidilserina, perché è molto costosa. Nel frattempo ai pazienti anziani affetti da depressione o degenerazione della funzione mentale, assumere estratti di Ginkgo biloba e di integrare la dieta con i nutrienti necessari perché il cervello produca da sé la fosfatidilserina: Acidi grassi essenziali (in particolare gli oli Omega 3; si raccomanda olio di semi di lino), acido folico (almeno 800 mcg al giorno), vitamina B12 (almeno 800 mcg al giorno) e vitamina C (almeno 1000 mg al giorno). L’estratto di foglie di Ginkgo biloba, standardizzato in modo da contenere il 24% di glicosidi di ginkgo flacone e il 6% di terpenoidi, è in grado di migliorare significativamente molti sintomi associati all’invecchiamento. Nei primi stadi della malattia di Alzheimer può aiutare a ritardare, e in alcuni casi a invertire, il deterioramento mentale. L’estratto di Ginkgo biloba può aiutare il paziente a condurre una vita normale di evitare la necessità di ricovero in una casa di cura.

Dosaggi specifici

La dose standard consigliata per la fosfatidilserina è di 100 mg tre volte al giorno.

Avvertenze e precauzioni

Non sono stati osservati effetti collaterali o interazioni negative.

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