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Ferro

Il ferro è molto importante per la vita dell’uomo; ha un ruolo centrale nella emoglobina dei globuli rossi, dove partecipa trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti e dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni. Il ferro è parte integrante anche di diversi enzimi chiave nella produzione di energia e nel metabolismo, compresa la sintesi del DNA.

Fonti alimentari

La dose giornaliera di ferro consigliata è di 10 mg per i maschi e di 15 mg per le femmine. Esistono due forme di ferro alimentare, eme e non eme. Il ferro eme e ferro legato a emoglobina e mioglobina. Si trova nei cibi di origine animale e della forma assorbita più facilmente. Il ferro non eme si trova nei vegetali ed è scarsamente assorbito rispetto al ferro eme.

Alga kelp

Lievito di birra

Melassa

Crusca di frumento

Semi di zucca

Germe di grano

Fegato di bue

Semi di girasole

Miglio

Prezzemolo

Molluschi

Mandorle

Prugne secche

Anacardi

Uva passa

Noci brasiliane

Topinambur

Foglie di barbabietola

100,0

17,3

16,1

14,9

11,2

9,4

8,8

7,1

6,8

6,2

6,1

4,7

3,9

3,8

3,5

3,4

3,4

3,3

Cardi

Noci

Tarassaco

Datteri

Fagioli secchi cotti

Noci di pecan

Semi di sesamo sgusciati

Arachidi

Lenticchie

Tofu

Piselli verdi

Olive

Riso integrale

Carciofo

Broccoli

Cavolfiore

Pane integrale

Ribes

3,2

3,1

3,1

3,0

2,7

2,4

2,4

2,1

2,1

1,9

1,8

1,6

1,6

1,3

1,1

1,1

1,1

1,1

I valori sono espressi in mg su 100 gr di alimento

Segni e sintomi di carenza di ferro

Il deficit di ferro la più comune forma di carenza nutrizionale. Sono sottoposti a più alto rischio i bambini sotto i due anni, le adolescenti, le donne in gravidanza e gli anziani; in questi gruppi la percentuale di soggetti colpiti oscilla tra il 30 e il 50%. Deficit Ferro sono presenti tra il 35 e il 58% delle donne sane e durante l’allattamento tale percentuale aumenta. Una carenza di ferro può essere causata da un fabbisogno maggiore di questo minerale, da una ridotta introduzione con la dieta, da un minore assorbimento o utilizzazione, da un’emorragia oppure da una combinazione di più fattori. L’aumentato fabbisogno di ferro si verifica durante i picchi di crescita dell’infanzia e dell’adolescenza e durante la gravidanza e l’allattamento. Attualmente, la stragrande maggioranza delle donne in gravidanza assume regolarmente integratori di ferro perché notevole aumento del fabbisogno di questo minerale non può essere soddisfatto semplicemente dalla dieta. Un’assunzione inadeguata di ferro è comune in molti paesi, soprattutto nelle aree con dieta prevalentemente vegetariana. Anche la tipica dieta dei lattanti nei paesi sviluppati (ricca di latte e cereali) e povera di ferro. Inoltre, deficit possono manifestarsi tra gli adolescenti da cui dieta si basa perlopiù su junk food (cibo spazzatura, a base di merendine e dolci ad alto contenuto calorico e Poveri di sostanze nutrienti). La fascia di popolazione a rischio maggiore di carenza alimentare di ferro è tuttavia rappresentata dagli anziani. La diminuzione dell’assorbimento di ferro è estremamente comune nella terza età ed è spesso dovuta alle insufficiente secrezione di acido cloridrico nello stomaco, una condizione piuttosto diffusa in età avanzata. Tra le altre cause di ridotto assorbimento vi sono la diarrea cronica o il malassorbimento, la rimozione chirurgica dello stomaco e l’uso di antiacidi. Le perdite di sangue sono la più comune causa di carenza di ferro nelle donne in età fertile e sono solitamente determinate da mestruazioni molto abbondanti. Altre cause comuni di perdite ematiche sono l’ulcera peptica, le emorroidi e le donazioni di sangue.

Conseguenze della carenza di ferro

Gli effetti negativi della carenza di ferro sono causati dalla compromissione del processo di cessione dell’ ossigeno ai tessuti e delle attività degli enzimi. Il deficit può provocare anemia, menorragie (abbondanti emorragie mestruali), disturbi dell’apprendimento, compromissione delle funzioni immunitarie e calo delle energie e delle performance fisiche.

Dose giornaliera raccomandata

Lattanti  
     Sotto i 6 mesi 6 mcg
     6-12 mesi 10
Bambini  
     1-10 anni 10
Adolescenti e adulti  
     Maschi, 11-18 anni 12
     Maschi, oltre i 19 anni 10
     Femmine, 11-50 anni 15
     Femmine, altre i 51 anni 10
     Donne in gravidanza 30
     Donne durante l’allattamento 15

Effetti benefici del ferro

Gli effetti benefici del ferro sono legati a ruolo centrale svolto da questo elemento nell’emoglobina dei globuli rossi è in diversi enzimi chiave coinvolti nella produzione di energia e nel metabolismo,  inclusa la sintesi del DNA.

Forme disponibili

Come già ricordato, la forma di ferro assorbita più facilmente è rappresentata dallo stesso ferro. La percentuale di assorbimento di integratori di ferro non eme, come il solfato ferroso e il fumarato ferroso, e del 2,9% a stomaco vuoto è dello 0,9% a stomaco pieno; quella del ferro eme, invece virgola raggiungi addirittura il 35%. A questo si aggiunga il fatto che il ferro eme è privo degli effetti collaterali (nausea, flatulenza e diarrea) associati al ferro non eme. Inoltre, il ferro non eme non legato tende più del ferro eme a liberare sostanze pro-ossidanti in grado di formare radicali liberi. Per questa ragione molti esperti dovendo consigliare un integratore, scelgono il ferro eme al posto del ferro non eme. A dispetto della superiorità del ferro eme, i sali di ferro non eme rappresenta ma più diffusa di integratori. È più facile assumere quantità elevate di ferro non eme; l’ammontare netto di ferro assorbito è pressappoco il medesimo. In altre parole, se si prendono 3 mg di ferro eme e 50 mg di ferro non eme, la quantità di ferro netta assorbito è circa la stessa. La forma migliore di ferro non eme è il succinato ferroso.

Usi principali

Il ferro viene usato principalmente Nel trattamento dei deficit è in via profilattica nella prevenzione dell’ anemia e delle ridotte riserve di ferro associate alla gravidanza. Vi sono alcune prove che dimostrano che gli integratori di ferro possono essere di aiuto nella cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo. Le normali analisi del sangue non sono sufficientemente accurate per diagnosticare la carenza di ferro. Il contenuto di ferritina nel siero costituisce il miglior test di laboratorio per valutare le riserve di ferro dell’organismo. Le analisi di routine su donne affette da stanchezza cronica, dovrebbero sempre includere la determinazione della ferritina nel siero. Per quanto riguarda gli uomini, si può sospettare un deficit di ferro nei casi in cui risultino precedenti di ulcera peptica, emorroidi, emorragie o uso a lungo termine di antiacidi.

Dosaggi specifici

In caso di carenza di ferro, è consigliabile assumere 30 mg di ferro legato a succinato o fumarato, due volte al giorno, lontano dai pasti. Se questo provoca disturbi addominali, saranno sufficienti 30 mg durante i pasti, tre volte al giorno. In alternativa si può assumere estratto di fegato liquido (idrolizzato) ad alta qualità in quantità sufficiente a fornire una dose giornaliera di 4-6 mg di ferro eme.

Avvertenze e precauzioni

Recenti lavori hanno sottolineato la possibile relazione tra livelli elevati di ferro e rischio di attacco cardiaco. Gli articoli apparsi sulla Stampa Popolare si basano su diversi studi specifici, portano tutte le informazioni originali.

Interazione

L’assunzione di dosi elevate di altri minerali, in particolare di calcio, magnesio e zinco, può interferire con l’assorbimento del ferro, che invece favorito dalla vitamina C. I farmaci antinfiammatori come L’acido acetilsalicilico e l’ibuprofene possono contribuire alla perdita di ferro attraverso le emorragie intestinali.

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