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Estratti splenici

La milza è un organo grande come un pugno, spugnoso, di colore porpora scuro, che si trova nella parte alta dell’addome, a sinistra, dietro le ultime costole. Pesa circa 200 grammi della più grande massa di tessuto linfatico dell’organismo. Alla nascita è quasi priva di componenti linfatici; con l’età aumenta progressivamente di dimensioni e la sua capacità funzionale va crescendo fino a raggiungere la completa maturità in età giovane adulta. La milza ha il compito di produrre globuli bianchi, catturare distruggere i batteri e i residui cellulari, eliminare i globuli rossi e le piastrine vecchi e non più attivi. La milza serve anche da riserva di sangue: Quando aumenta il fabbisogno (ad esempio durante un emorragia), rilascia il sangue accumulato, prevenendo il collasso. La assorbe a tutte queste funzioni Grazie a un’organizzazione ha una struttura molto particolari. È formata da numerosi compartimenti circondati da una capsula di muscolatura liscia e irrorate dalle arterie dalle vene splenica, che si ramificano formano una rete vascolare collegata da sinusoidi che crea meccanismo che “intrappola” le cellule presenti nel sangue circolante. Questa organizzazione strutturale, unica nel suo genere, contenta la milza di contrarsi e di espellere il sangue accumulato e composti immunopotenzianti i particolari condizioni fisiologiche. La milza è stata oggetto di curiosità sin dall’antichità. Galeno, il celebre medico greco, osserva le dimensioni variabili di quell’organo grande spugnoso non fu in grado di spiegarmi la funzione. Lo considerò un organo “pieno di mistero” e credette che fosse la fonte della “bile nera”, ho melanconia. In contrasto a quest’opinione il Talmud afferma che la milza stimola il sorriso. Per secoli i medici furono convinti che la milza non svolge alcuna reale funzione. Anche se la splenectomia, come misura terapeutica, bene seguita sindaco 1549, solo nel 1952 la scienza medica descrive la sindrome da “post splenectomia” nei bambini. Attualmente si ritiene che la milza svolga funzioni sentiero del sistema reticoloendoteliale, una componente del sistema immunitario responsabile della filtrazione del sangue della comunicazione tra i vari compartimenti del sistema di difesa dell’organismo.

Effetti benefici

Già negli anni trenta I ricercatori erano a conoscenza del fatto che gli estratti di milza bovina somministrati per via orale svolgevano una qualche azione fisiologica: Questi composti Infatti aumentano i globuli bianchi nelle condizioni di profonda immunodepressione (quando il numero di queste cellule molto basso) e a portavano benefici in pazienti affetti da malaria e febbre tifoide. Come gli estratti di timo, anche gli estratti splenici quali prodotto farmaceutico sono piuttosto diffusi in Germania per la terapia delle infezioni e come immunostimolanti nel cancro. Gli estratti di tessuto di milza possono essere utili per rafforzare la funzione di difesa dell’organismo Perché molti composti molto efficaci per il potenziamento del sistema immunitario, secreti dalla milza, sono peptidi di basso peso molecolare; i potenti immunostimolanti tuftsina e splenopentina, per esempio, sono composti, rispettivamente, solo da 4 e 5 aminoacidi. Sia la tuftisina, sial asprenopentina sono immunopotenzianti molto potenti. La tuftsina stimola il microfagi, un particolare tipo di globuli bianchi chiamati monociti, che si trovano i tessuti specializzati, per esempio nel fegato, nella milza e nei linfonodi. Queste grandi cellule inglobano e distruggono le particelle estranee, come batteri, cellule tumorali e residui cellulari. I microfagi sono essenziali nella difesa dai microrganismi e dalle cellule neoplastiche. La tuftsina inoltre partecipa alla mobilitazione di tutti i globuli bianchi che combattono contro le infezioni e il cancro. Il deficit di questo immunostimolante accompagnato da segni e dai sintomi di frequenti infezioni. Anche la splenopentina possiede un importante effetto immunopotenziante che si manifesta soprattutto nel aumentare la risposta del sistema immunitario ai composti di regolazione chiamati “fattori stimolanti le colonie”. Fattori, come l’interleuchina-3 e i fattori stimolanti le colonie dei granulociti-macrofagi, aumentano la produzione di globuli bianchi. La splenopentina è probabilmente il fattore responsabile dei risultati osservati negli anni 30 quando gli estratti splenici erano usate nel trattamento delle leucopenie (diminuzione del numero di globuli bianchi). La splenopentina  può anche rafforzare l’attività dei linfociti natural killer. Queste cellule devono il loro nome alla capacità di distruggere le cellule divenute cancerose o che sono state infettate da un virus e rappresentano la prima linea di difesa dell’organismo contro l’insorgenza di tumori. Oltre a tuftsina e splenopentina, gli estratti stenici idrolizzati (predigeriti), ad alta concentrazione di peptidi, mostrano una straordinaria capacità di favorire il recupero del sistema immunitario nei ratti.

Usi principali

Gli stati ischemici vengono utilizzati principalmente nella terapia successiva la rimozione della milza e nelle condizioni caratterizzate da ridotta funzionalità dell’organo (ipostenia). La milza gioca il ruolo cruciale nella funzione del sistema immunitario, soprattutto attraverso gli effetti della tuftsina e della splenopentina. Gli stati splenici possono essere utili anche in caso di leucopenia, infezioni batteriche e come coadiuvante nella terapia del cancro. Gli estratti splenici sono indicati a chi ha subito l’asportazione della milza, a coloro che hanno bassi livelli di tiftsina oppure a chi è affetto da patologie autoimmuni legate alla bassa attività del sistema reticolo endoteliale.

Dosaggi specifici

Da un punti di vista pratico, i prodotti idrolizzati (predigeriti) concentrati di tuftsina e splenopentina sono preferibili rispetto ai preparati grezzi. Sulla base delle attuali ricerche cliniche, la dose quotidiana dovrebbe apportare 50 mg tuftsina e splenopentina oppure circa 1,5 g di peptidi totali di milza.

Avvertenze e precauzioni

Non sono stati segnalati effetti collaterali o reazioni avverse causate dall’uso dei preparati orali a base di milza.

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