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Colina

La colina è essenziale nella sintesi del importante neurotrasmettitore acetilcolina e dei principali componenti delle membrane cellulari, la fosfatidilcolina (lecitina) e la sfingomielina. La colina è necessaria anche per il corretto metabolismo dei grassi. Senza colina, grassi rimangono intrappolati nel fegato, dove bloccano le reazioni metaboliche. Anche se l’uomo può sintetizzare la partendo dagli aminoacidi metionina o serina, recentemente la colina è stata inserita tra i nutrienti essenziali.

Fonti alimentari

La colina si trova nei cereali, nei legumi e nel tuorlo dell’uovo, soprattutto come lecitina (fosfatidilcolina), e nei vegetali, soprattutto cavolfiore e lattuga, nei cereali integrali, nel fegato e nella soia, come collina libera. Si stima che negli Stati Uniti il consumo medio alimentare si aggiri intorno ai 6 grammi di fosfatidilcolina al giorno. Tuttavia, il fatto che la fosfatidilcolina favorisca la salute oppure no dipende dalla sua composizione di acidi grassi essenziali. La fosfatidilcolina è formata da un gruppo fosfato, da due acidi grassi e dalla collina. La maggior parte della collina ingerita, invece di essere incorporata così com’è nelle membrane cellulari, viene scomposte in colina, acidi grassi privi di glicerolo e fosfato.

Contenuto di colina e fosfolipidi di colina in alcuni alimenti

Alimento Colina libera Lecitina Colina totale
Arachidi (28 g)

Arancia (1 media)

Banana (1 media)

Bistecca di manzo (100 g)

Burro (1 cucchiaino)

Burro di arachidi (2 cucchiai)

Fegato di manzo (100 g)

Latte (intero, 1 tazza)

Latte artificiale (28 g)

Lattuga (28 g)

Margarina (1 cucchiaino)

Mela (1 media)

Olio di mais (1 cucchiaio)

Pane integrale (1 fetta)

Patate (1)

Pomodori (1)

Supplementi di lecitina (preparazioni in commercio in polvere; 1 cucchiaio, 7,5 g)

Uova (1 grande)

13,24

2,91

2,85

0,78

0,02

12,96

60,64

3,81

0,818

8,53

0,02

0,39

0,004

2,52

5,95

5,50

Assente

 

 

0,22

107,35

53,03

3,26

466,12

6,80

97,39

3362,55

27,91

2,97

2,86

1,74

29,87

0,13

6,57

25,97

4,94

1725

 

 

2009,80

27,91

10,40

3,52

68,75

1,18

26,09

532,28

9,64

1,38

9,06

0,26

4,62

0,03

3,43

9,75

6,58

250

 

 

282,32

I valori sono espressi in mg per pozione di alimento.

Segni e sintomi di carenza

Se gli animali vengono sottoposti a una dieta povera di colina, compaiono disturbi al fegato e ai reni. Nessuno ha tuttavia considerato la colina un nutriente essenziale per gli esseri umani, principalmente perché per molti anni nessuno ha provato a somministrare all’uomo una dieta povera di quelli là per osservarne gli effetti. Uno studio recente dimostra che negli esseri umani nutriti con una dieta povera di colina compaiono infiltrazioni grasse nel fegato e altri segni di disfunzione epatica. La collina è un nutriente essenziale per le cellule umane nelle colture cellulari e i soggetti nutriti per via endovenosa con soluzioni povere di colina presentano i segni della carenza di colina. Entrambi questi riscontri depongono per il ruolo della collina come nutriente essenziale.

Effetti benefici

La colina, come la vitamina B12, l’S- adenosilmetionina e l’acido folico, agisce nell’organismo umano da “donatore di metili” ed è essenziale per una corretta funzionalità del fegato: ha, specificatamente, un effetto lipotropico, ovvero favorisce la mobilizzazione dei grassi dal fegato. I supplementi di collina aumentano anche le riserve di acetilcolina. L’acetilcolina è un’importante sostanza chimica che partecipa a molti processi cerebrali, memoria compresa. Vi sono alcune prove che l’aumento del contenuto di acetilcolina nel cervello possa migliorare la memoria, soprattutto nei pazienti affetti da morbo di Alzheimer.

Forme disponibili

La colina è disponibile come sale solubile (più comunemente come colina bitartrato, citrato o cloruro) oppure come fosfatidilcolina nella lecitina. La maggior parte della lecitina commerciale continua appena dal 10 al 20% di fosfatidilcolina, mentre la maggior parte dei supplementi di “fosfatidilcolina” ne contiene solo il 35%. Sono ora disponibili non Preparati che sono formati fino al 98% da fosfatidilcolina. Teoricamente si tratta dei preparati ideali da usare poiché provocano minore effetti collaterali (con dosi elevate di lecitina possono comparire anoressia, nausea, gonfiore addominale, dolore gastrointestinale e diarrea). Alcune condizioni che mi carichino dosi elevate di fosfatidilcolina (dai 15 ai 30 g). Per essere efficaci sarebbero quindi necessarie dosi pari a 100 g di preparati che contengono solo il 25% di fosfatidilcolina: Sia causa degli effetti collaterali che possono manifestarsi sia per il costo che avrebbe, non si può pensare di usare un simile integratore.

Usi principali

I supplementi di colina, soprattutto sotto forma di fosfatidilcolina, vengono usati nella terapia delle malattie del fegato, dell’ipercolesterolemia, del morbo di Alzheimer e della depressione bipolare.

Dosaggi specifici

Le dosi (tre volte al giorno durante i pasti) di un prodotto a base di lecitina che contenga il 90% di fosfatidilcolina sono indicate di seguito.

  • Per la terapia delle malattie del fegato, da 350 a 500 mg.
  • Per abbassare la colesterolemia, da 500 a 900 mg.
  • Per la terapia del morbo di Alzheimer e della depressione bipolare, da 5000 a 10000 mg.

Avvertenze e precauzioni

La colina è la fosfatidilcolina sono in genere Ben tollerato. Alle dosi più alte i preparati di fosfatidilcolina possono provocare inappetenza, nausea, gonfiore addominale, dolore gastrointestinale e diarrea. La collina a dosi elevate (per esempio a 20 g) provoca la comparsa di un odore come “di pesce” nell’alito. La fosfatidilcolina non è indicata nei pazienti affetti da depressione (unipolare o clinica) a meno che non vi sia la supervisione di un medico, poiché dosi molto elevate possono in alcuni casi aggravare il quadro clinico.

Interazioni

La colina collabora con altri donatore di metili e aiuta l’organismo conservare carnitina e acido folico.

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