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Inquinamento ambientale: pc, tablet e smartphone nemici della pelle

Si è chiuso ieri a Roma il 13° incontro nazionale della SIDAPA

276-0-35965_imagesCANTLGPTSono centinaia le sostanze chimiche e naturali che quotidianamente vengono a contatto con la nostra pelle procurando reazioni allergiche e irritazioni. A lavoro, casa o nel tempo libero subiamo gli effetti nocivi dell’inquinamento ambientale attraverso il loro contatto, l’inalazione o l’ingestione. Basti pensare che negli ultimi 10 anni l’effetto allergizzante dei metalli pesanti prodotti dalle marmitte catalitiche, in particolare del palladio, è aumentato del 10%. Per non parlare delle patologie cutanee causate dalle sostanze “maneggiate” durante l’attività lavorativa: il 7% delle persone affette da dermatiti professionali lascia la propria attività lavorativa.  

Solo per la dermatite atopica, la spesa annuale media per il trattamento della malattia è di 1.254 euro a famiglia senza possibilità di aiuto economico pubblico per le terapie. Alla luce di questa complessa panoramica, è sempre più richiesto un approccio multidisciplinare per le patologie cutanee data l’estrema varietà degli ambiti clinico-diagnostici e per l’elevato impatto socio-economico.

Questi i temi in discussione al 13° incontro nazionale della SIDAPA, che si è chiuso ieri a Roma. Tra le novità emergono i dati sui nuovi indicatori precoci delle dermatiti occupazionali da contatto e sulle reazioni cutanee avverse da farmaci e cosmetici. Inoltre recenti studi dimostrano che le patologie metaboliche, obesità, ipertensione e diabete potrebbero essere legate alla cronicizzazione dell’orticaria.

 “In questi tre giorni di lavoridichiarano Ornella De Pità e Antonio Cristaudo, presidenti del congresso si è evidenziata l’ importanza di tenere sotto controllo le nuove sostanze inquinanti immesse nell’ambiente e il loro effetto sulla cute come primo organo che ne manifesta i sintomi, ma che può avere gravi implicazioni anche a livello sistemico. Gli effetti invalidanti ed i costi sociali ci sollecitano ad ampliare innovativi sistemi di diagnosi precoce e strategie terapeutiche sempre più mirate”.

Tra le novità che sono emerse evidenzia Paolo Pigatto, presidente SIDAPA si è discusso degli effetti potenzialmente nocivi dei nanomateriali ormai presenti in oggetti di uso quotidiano come cellulari, computer, batterie, contenitori per alimenti, applicazioni dentali.  Le vie di esposizione principali sono quelle inalatoria, cutanea e digestiva. E’ necessario pertanto monitorare le sostanze nuove immesse nell’ambiente per prevedere le interazioni che potranno avere con le sostanze già esistenti e i danni che possono provocare alla salute”.

Un corso educazionale in collaborazione con l’INAIL dal titolo “I rischi emergenti e approcci diagnostici innovativi in dermatologia occupazionale” evidenzia l’importanza dell’utilizzo di nuovi marker per la diagnosi precoce delle dermatiti occupazionali. La relazione tra tali indicatori precoci di effetto infiammatorio-ossidativo e lo sviluppo di dermatite allergica da contatto è confermata.

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