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In tre anni sono raddoppiati gli uomini che ricorrono al “ritocchino”

A Capri summit internazionale sulla medicina antiaging

276-0-chirurgia-estica-uomo_620x410Negli ultimi anni, grazie soprattutto al pioniere David Beckham, ci si era abituati allo sdoganamento dell’uomo metrosexual, curatissimo nell’aspetto, ossessionato dal fitness, dall’abbronzatura a raggi ultravioletti e dalla depilazione totale o parziale del corpo, ma ancora non ci si era resi conto che tale cura estetica, limitata all’aspetto più superficiale, fa in realtà parte di un fenomeno più ampio, con uomini sempre più vanitosi che non rinuncerebbero addirittura al ricorso alla medicina estetica antiaging per nascondere i segni dell’età.

E proprio di questo che si è parlato nel corso del meeting “Hair, Nail and Antiaging”, che si è svolto a Capri, presso l’Hotel La Palma, lo scorso fine settimana. Il meeting è stato diretto e organizzato dalla professoressa Gabriella Fabbrocini, dalla professoressa Antonella Tosti e dalla dottoressa Maria Pia De Padova che hanno chiamato a raccolta i massimi esperti internazionali del settore.

La moda del “ritocchino”, da sempre appannaggio dell’universo femminile, si starebbe così estendendo sempre più significativamente al mondo maschile? Sono i dati a parlare. “In tre anni l’aumento di uomini che hanno fatto ricorso alla medicina estetica è del 45-50%”, dichiara Gabriella Fabbrocini, docente di Dermatologia e Venereologia presso l’Università “Federico II” di Napoli, che precisa: “È ormai naturale anche per loro dopo una certa età avvicinarsi alla medicina rigenerativa antiaging”.

Ma, in fondo, non c’è nulla di male o di stigmatizzabile. “Il mio unico invito è quello di rivolgersi sempre a uno specialista che conosce la pelle e sa come e in che misura intervenire in caso di reazioni al trattamento”, puntualizza l’esperta.

E proprio la conoscenza in profondità dell’epidermide è l’obiettivo di un’app sviluppata da FlyBy che è stata presentata nel corso del convegno. “L’app, uno strumento a supporto del lavoro dei dermatologi, si scarica sugli smartphone e, attraverso delle fotografie al paziente, rende possibile capire quanto e se la pelle sia sensibile dopo diversi tipi di stress che la stessa abbia subito”, spiega la professoressa Fabbrocini.

Questo ultimo ritrovato della tecnologia è, però, solo una delle novità presentate durante il summit isolano perché, nel corso della due giorni, ci si si è occupati anche di caduta dei capelli, che colpisce sempre più spesso anche le donne. “Si è parlato di ‘plasma arricchiti’, di piastrine per combattere la caduta dei capelli, di come massimizzare gli effetti positivi dei filler a base di ialuronico e di carbossicellosa, senza correre rischi. E’ stato anche affrontato il tema dell’intelligenza artificiale e della robotica per il trapianto dei capelli e delle nuove frontiere del laser e del botox dedicate alla bellezza maschile”, precisa la professoressa Fabbrocini.

Uno spazio significativo è stato dedicato, inoltre, anche alla chirurgia ungueale e al trattamento tramite laser della onicomicosi.

“Il convegno, giunto alla settima edizione, nasce sulla base di un protocollo d’intesa internazionale tra l’Università Federico II di Napoli e la Miller School University di Miami e vede ogni anno la partecipazione di oltre 300 dermatologi italiani e di 20 docenti americani, in una due giorni d’intenso dibattito sulle tecniche più innovative in termini di diagnosi e terapia nel campo della caduta dei capelli e dell’antiaging. Abbiamo un intenso programma di scambio di giovani studenti e laureati tra noi e Miami che ci consente di portare avanti programmi condivisi ed essere un riferimento per chi fa ricerca e assistenza in questo campo”, conclude Gabriella Fabbrocini.

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