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Il gatto? E’ lo specchio del padrone

Milano, 25 feb. (AdnKronos Salute) – Dimmi come sei e ti dirò com’è il tuo gatto. Perché se è noto che ‘tale madre tale figlio’, sembrerebbe anche che tale è il padrone e così sarà il suo micio. A declinare il detto in ‘salsa etologica’ è una ricerca firmata da Lauren Finka e colleghi della Nottingham Trent University britannica. Nel lavoro, pubblicato su ‘Plos One’, gli scienziati dimostrano che l’indole del proprietario può influenzare il felino domestico. Innanzitutto nel comportamento, ma anche nel benessere fisico, condizionandone caratteristiche strettamente correlate alla salute come il peso.

“La personalità umana può influenzare in modo sostanziale la natura delle cure fornite alle persone a carico – scrivono gli autori nell’articolo – Il collegamento è stato ben studiato in genitori e figli, mentre si sa relativamente poco di questa dinamica applicata ai rapporti uomo-animale”. Per indagare su questo fronte il team inglese ha scelto di concentrarsi sui gatti, provando ad associare le innumerevoli ‘sfumature di miao’ al carattere dei padroni. L’analisi ha coinvolto 3.331 proprietari che hanno risposto online a un questionario utile da un lato a inquadrarne la personalità sulla base di 5 parametri (piacevolezza, coscienziosità, estroversione, nevrosi, apertura), dall’altro a raccogliere elementi sui comportamenti e gli stili di vita dei rispettivi mici.

E’ così che gli scienziati hanno rilevato diversi elementi di somiglianza tra il padrone e il suo gatto, evidenziando per esempio un profilo particolarmente critico per i ‘quattrozampe’ dei proprietari più nervosi: erano quelli con meno possibilità di libere uscite all’aria aperta; mostravano più spesso “problemi comportamentali” con livelli maggiori di aggressività, ansia, paura e stress, nonché disturbi di salute e sovrappeso. Più mondani i mici dei padroni estroversi, lasciati liberi di gironzolare a piacimento. Snelli e in forma, lo specchio della salute, apparivano poi gli animali dei proprietari ad alto tasso di gradevolezza. Ma brillavano su tutti i gatti dei padroni modello, sensibili e attenti al loro pet: socievoli e giocherelloni, livelli minimi di ansia, aggressività e paura. Solo fusa, niente soffi.

“Molti proprietari – commenta Finka al ‘Telegraph’ – considerano i propri animali domestici come membri della famiglia a tutti gli effetti, stringendo con loro legami molto profondi. E’ quindi assai probabile che gli animali possano essere influenzati dal modo in cui li gestiamo e interagiamo con loro, e che a loro volta entrambi questi fattori siano condizionati dalle nostre differenze di personalità”.

Benché siano “necessarie ulteriori ricerche per far luce sui rapporti causa-effetto di questa relazione” tra le caratteristiche dell’uomo e quelle del suo felino, accertando in particolare “se e in che modo la psicologia del proprietario influenzi direttamente il comportamento e la salute del gatto”, secondo la studiosa già “questi risultati evidenziano un’importante relazione fra le nostre personalità e il benessere dei nostri animali domestici”.

“I gatti sono dei ‘mini-noi’ – conferma al ‘Times’ Danielle Gunn-Moore, esperta di medicina felina dell’università scozzese di Edimburgo, non coinvolta nella ricerca – Sono creature senzienti fortemente condizionate dalle persone che li circondano”, aggiunge. E a dispetto di chi li dipinge come creature egocentriche e individualiste, innamorate più che del padrone del suo divano, “i gatti sono intimamente legati ai loro proprietari con i quali si influenzano vicendevolmente”.

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