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“Il 10% della popolazione soffre di dolori temporo-mandibolari”

Roma, 22 mar. (Adnkronos Salute) – Stringere i denti per superare lo stress. Non è solo un modo di dire e proprio per questo, sempre più persone in tempo di ansia da pandemia soffrono di dolori all’articolazione della mandibola. “Lo stress provocato, anche inconsciamente, dalla pandemia, costruisce uno stato di difesa del nostro organismo che aumenta le tensioni muscolari che servono abitualmente a prepararci a un attacco”, spiega il professor Piero Cascone, primario di chirurgia maxillofacciale del Policlinico Umberto I.

“Questa reazione fisiologica dell’organismo – spiega Cascone – provoca un aumento delle problematiche articolari, con dolore temporale e cervicale. Questi dolori articolari alla zona temporo-mandibolare sono apparentemente banali, ma si manifestano in maniera acuta nella trasmissione a livello muscolare. La nostra categoria di chirurghi maxillo-facciali sta rilevando la crescita di questo fenomeno”.

Questi dolori e le relative patologie che ne conseguono devono essere monitorate dagli specialisti del settore: il dentista, lo gnatologo, lo specialista odontoiatra che, in team con i chirurghi maxillo-facciali e altre figure professionali, permettono di risolvere i problemi temporo-mandibolari dell’area testa-collo.

“In ambito muscolo-scheletrico, dopo i dolori lombari, i disordini temporo-mandibolari rappresentano la seconda causa di dolore muscolo-scheletrico che colpisce gli italiani – evidenzia Carlo Di Paolo, presidente dell’Aigedo, l’Associazione italiana gnatologia e dolore oro-facciale – Le percentuali sono in costante aumento e si stima che circa il 10% della popolazione adulta presenti un dolore in quest’area. Questi disturbi amplificano altri problemi come cefalea, mal di collo o altri dolori muscolo-scheletrici, provocando gravi sofferenze nei pazienti. Per questo si deve intervenire in maniera precoce e risolutiva. Sono colpite trasversalmente tutte le età – chiarisce il presidente Aigedo – ed è interessata prevalentemente la popolazione femminile”. Ma “anche i bambini e gli adolescenti sono coinvolti, anche se per loro la sintomatologia non sempre viene evidenziata precocemente perché presentano maggiori difficoltà nella diagnosi. Questi dolori causano disagi in ambito sociale e nell’attività scolastica e lavorativa, viste le difficoltà che si provano a parlare, masticare, deglutire, sorridere”.


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