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Identificati all’Università di Parma i primi due ceppi di virus influenza A della stagione 2012-2013

I primi due ceppi di virus influenza di specie A a Parma sono stati isolati e identificati dalla prof.ssa Maria Cristina Medici e dalla prof.ssa Maria Cristina Arcangeletti e dai loro collaboratori nel Laboratorio di Virologia Molecolare e di Isolamento e identificazione agenti virali dell’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, già diretta dal prof. Carlo Chezzi e oggi dalla prof.ssa Adriana Calderaro, Direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia e coordinatore della Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentaledell’Università di Parma.

Com’è noto, il virus influenza di specie A, causa infezione e malattia nell’uomo con circolazione ed episodi epidemici ricorrenti e generalmente collocati nella stagione invernale nei Paesi a clima temperato.
L’elevata variabilità dei virus influenzali, con possibilità di riassortimento genico favorito dal loro genoma segmentato, rende necessario un elevato grado di attenzione da parte degli scienziati specializzati in ricerche su tali agenti e del personale sanitario che si occupa del loro monitoraggio e diagnosi, per la possibile emergenza di ceppi virali con nuove caratteristiche antigeniche, in grado di sostenere episodi epidemici di più vaste dimensioni e anche vere e proprie pandemie.

L’impiego congiunto di tecnologie molecolari avanzate e di metodi tradizionali di isolamento mediante colture cellulari, in uso presso l’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha permesso di arrivare a una diagnosi precoce di infezione da virus influenza A da un aspirato naso-faringeo e da un tampone faringeo prelevati a due soggetti ricoverati presso reparti pediatrici dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma con infezione dell’apparato respiratorio. In entrambi i casi, oltre al virus influenza di specie A, sono stati identificati con metodi molecolari innovativi anche virus diversi, quali coronavirus, in un caso, e virus parainfluenza e adenovirus, nell’altro caso. Il particolare percorso diagnostico utilizzato ha consentito non solo di porre una diagnosi accurata di infezione dell’apparato respiratorio ad eziologia virale multipla, altrimenti non realizzabile, ma anche di rendere disponibili i ceppi virali coinvolti per studi di carattere epidemiologico-molecolare.

Tale risultato segue all’identificazione del primo caso di influenza di specie B avvenuto lo scorso 26 settembre presso la stessa unità operativa di Virologia dallo stesso gruppo di docenti.

Questo risultato, come il precedente, è rilevante anche dal punto di vista epidemiologico, perché dimostra che la circolazione di virus influenzali non è limitata alla sola stagione invernale e ribadisce la necessità di attuare controlli puntuali e di applicare metodi diagnostici sofisticati, in grado di permetterne il rilevamento in maniera precoce ed accurata.

I risultati ottenuti dal gruppo di virologi dell’Ateneo di Parma è stato possibile anche grazie al supporto dell’attività di ricerca sugli stessi virus tradizionalmente condotta presso il medesimo Centro, che ha recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica sulla rivista PLoS ONE uno studio sull’infezione da virus influenzale A(H1N1) (http://www.unipr.it/notizia/pubblicato-su-rivista-internazionale-studio-sullinfezione-da-virus-inf-617546).

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