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‘Ideato strumento in grado di valutare con precisione il livello di rischio e garantire salita in sicurezza’

Roma, 1 ott. (Adnkronos Salute) – In montagna sì all’alta quota anche per chi soffre di cuore, ma ognuno con specifiche precauzioni e alla giusta altezza. Sono le indicazioni che arrivano da uno studio del Centro cardiologico Monzino (Ccn) di Milano, pubblicato su ‘High Altitude Medicine and Biology’. Tra i fattori di rischio individuati: l’alto indice di massa corporea, segno di sovrappeso; l’età avanzata; il sesso maschile. Tutti elementi associati alla difficoltà di respirare (ipossiemia) quando si sale ad alta quota, in particolare durante l’inverno.

La ricerca – riferiscono dall’Irccs – ha analizzato la risposta cardiopolmonare all’esposizione acuta ad alta quota valutando le condizioni specifiche di ciascun soggetto, così da stabilire se una persona può raggiungere l’alta quota, quale tempo di acclimatamento deve rispettare, fino a quali altezze può spingersi, qual è il livello di rischio individuale.

Lo studio ha reclutato un totale di 4.874 persone di diversa età e con diversi parametri. Il 67% dei volontari (1.793 maschi e 1.474 femmine) ha effettuato tutte le misurazioni richieste attraverso la stazione biometrica Keito K9, la prima postazione al mondo per il controllo cardiaco ad alta quota, inaugurata nel dicembre 2019. La stazione di cardio-monitoraggio è stata ideata dal Piergiuseppe Agostoni, direttore del Dipartimento di Cardiologia critica e riabilitativa del Monzino e uno dei massimi esperti di alta quota in ambito cardiovascolare, insieme ai suoi collaboratori Carlo Vignati e Massimo Mapelli.

Keito K9 è posizionata a monte delle Funivie Monte Bianco presso Punta Helbronner – ricordano dal Ccm – è multilingue, è dotata di schermo touch screen e serve a misurare il peso, l’altezza, la percentuale di massa magra e grassa, l’indice di massa corporea, ma soprattutto misura la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno nel sangue di ciascun individuo.

“Per informare e sensibilizzare ulteriormente la popolazione – spiega Agostoni – accanto alla stazione biometrica Keito K9 abbiamo installato anche pannelli informativi relativi agli effetti cardiovascolari che derivano dall’esposizione acuta alle altezze: insieme al lavoro della stazione biometrica, permettono a chiunque di verificare alcuni parametri e consentono di valutare se si rientra nei limiti di normalità in rapporto all’altitudine. La salita però – ammonisce – può avere dei rischi per il sistema cardiovascolare. Abbiamo quindi ideato uno strumento in grado di valutare con precisione il livello di rischio e garantire la salita in sicurezza”.

“In occasione della Milano Heart Week, il Monzino – evidenzia l’esperto – ha dedicato una speciale attenzione al movimento e allo sport come arma vincente di prevenzione per le malattie cardiovascolari. L’attività sportiva, come confermano numerosi studi scientifici, è un’assicurazione sulla vita per tutte le età, aiuta a proteggere il cuore e a migliorare il benessere generale. La montagna – conclude Agostoni – è il luogo di sport e aria buona per eccellenza. Grazie ai nuovi strumenti di valutazione del rischio individuale, anche l’alta quota diventa accessibile e più sicura anche per chi soffre di cuore”.


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