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“I neuroni delle muse”: il prestigioso convegno sabato 17 ottobre a Prato

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01509Analogia tra scienza ed arte, è il tema del prestigioso convegno scientifico “I neuroni delle muse, le arti allo specchio delle neuroscienze contemporanee” in programma  sabato 17 ottobre al Teatro Metastasio di Prato.

Come si concilia la libertà dell’espressione creativa con il rigore della scienza, o meglio, in questo caso, della neuroscienza? Esperti internazionali delle neuroscienze, storici dell’arte e della musica si metteranno a confronto con artisti contemporanei delle arti figurative e musicali con l’obiettivo di far dialogare ambiti del sapere solo apparentemente distanti: scienza e arte.

L’evento è stato ideato dal dottor Pasquale Palumbo, direttore della Neurologia dell’Ospedale S.Stefano di Prato e dal dottor Enrico Grassi, neurologo e coordinatore nazionale del gruppo di studio di Neuroestetica della Società dei Neurologi, Neurochirurghi e Neuroradiologi degli ospedali Italiani. L’iniziativa,  organizzata con il contributo dell’Ordine dei Medici di Prato ha ricevuto l’adesione e la presenza della Presidente Nazione Federazione Ordini dei Medici, Roberta Chersevani. Tra i sostenitori del convegno il Comune di Prato. Il supporto scientifico è stato assicurato dalla Neurologia dell’Università di Pisa, dal CNR di Pisa e dal Polo Universitario pratese.

Oggi, grazie alla tecnologia del neuroimaging, è possibile visualizzare quali zone del cervello si attivano o si disattivano quando un soggetto vive diverse esperienze, come quella amorosa, religiosa o, appunto, artistica. Il neuroimaging è una tecnica che si avvale di vari strumenti e procedure per la visualizzazione del cervello durante lo svolgersi di certe attività da parte del soggetto. È proprio l’osservazione “in vivo” che ha permesso di scoprire correlazioni costanti tra determinati momenti della creazione artistica e l’attivarsi di alcune aree del sistema nervoso centrale.  Tuttavia anche il dialogo che si è instaurato in misura crescente tra scienziati e artisti, che è al centro della giornata di studi, è stato una fonte di scoperte e riflessioni.

“Da un lato – commenta il dottor Pasquale Palumbo – ci sono quindi gli uomini di scienza, che volgono sempre di più lo sguardo alle altre discipline per capire quanto la scienza pervada ogni ambito della nostra vita, quanto, in altre parole, il cervello sia il motore della multiforme attività umana. Ma non è solo lo scienziato che sperimenta e scopre. Nella creazione dell’opera d’arte, anche l’artista è un ricercatore che esplora le potenzialità e le capacità del cervello, senza servirsi naturalmente di elettroencefalogramma o risonanza magnetica, ma usando strumenti e tecniche del tutto personali e intime, che nondimeno gli permettono di scoprire fin dove può arrivare l’immaginazione e l’emozione.”

“C’è quindi una grande analogia tra la neuroscienza e l’arte – aggiunge il dottor Enrico Grassi –  entrambi, per vie diverse, permettono di “guardarci dentro” e guardare dentro agli altri. L’arte, quindi, fornisce uno dei più preziosi documenti sul funzionamento del nostro cervello, cosa che non a caso era già stata suggerita da Paul Klee: “l’arte non riproduce il visibile, rende le cose visibili”.

Tra i pionieri degli studi che intendono chiarire i rapporti tra «arte e cervello», sarà tra gli ospiti Lamberto Maffei, scienziato e neurobiologo di fama internazionale, già presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

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