Questo sito contribuisce
alla audience di

Vitamina D

Poiché il nostro organismo produce vitamina D per effetto della luce solare sulla pelle, molti la considerano un ormone e non una vitamina. Nonostante questo, secondo le attuali definizioni, essa è sia una vitamina sia un ormone.

Fonti alimentari

Due sono le principali fonti alimentari di vitamina D, la vitamina D2 (ergocalciferolo) e la vitamina D3 (colecalciferolo). La vitamina D2 è la forma usata più di frequente negli integratori alimentari. Le fonti naturali di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo, i pesci delle acque del Nord (sgombro, salmone, aringa…), il burro e il tuorlo d’uovo. I vegetali contengono poca vitamina D. Tra questi la fonte migliore sono le verdure a foglia verde scura.

Segni e sintomi di carenza

La carenza di vitamina D provoca rachitismo nei bambini e osteomalacia negli adulti. Il rachitismo è caratterizzato da un incapacità a calcificare la matrice ossea e provoca rammollimento delle ossa del cranio, flessione delle ossa delle gambe, incurvatura della colonna vertebrale e aumento delle dimensioni articolari. Queste patologie attualmente sono estremamente rare. La carenza di vitamina D si riscontra oggigiorno soprattutto tra gli anziani che non si espongono al sole a sufficienza. Le conseguenze sono mancanza di forza, riduzione della densità ossea e dolore articolare.

Dose giornaliera raccomandata

Lattanti fino a 1 anno 300 UI
Bambini tra i 6 mesi e i 10 anni 400
Adolescenti e adulti
     Maschi 11-24 anni 400
     Maschi sopra i 25 anni 200
     Femmine 11-24 anni 400
     Femmine sopra i 25 anni 200
Donne in gravidanza 400
     Donne durante l’allattamento 400

Effetti benefici

La vitamina D è nota per la sua capacità di stimolare l’assorbimento del calcio. Esistono diverse forme di vitamina D, ognuna delle quali esercita un diverso livello di attività sul metabolismo del calcio. Nella cute la luce solare trasforma il precursore della vitamina D in vitamina D3. Viene poi trasportato verso il fegato e convertito da un enzima in 25- idrossicolecalciferolo, che è cinque volte più potente del colecalciferolo. Un enzima nei reni lo converte a sua volta in 1,25- the idrossicolecalciferolo, che è dieci volte più potente del colecalciferolo ed è la forma più attiva di vitamina D3. I disturbi del fegato del rene interferiscono sulla conversione del colecalciferolo in più potenti composti di vitamina D. La vitamina D esercita anche molte proprietà anticancerogene, soprattutto contro i tumori del colon e della mammella. L’incidenza del carcinoma del colon e della mammella è più elevata nelle zone dove l’esposizione alla luce solare è minore.

Forme disponibili

La vitamina D è disponibile in tutte le forme sopra descritte. La vitamina D2 è la più comune forma di supplemento nutrizionale. Il calcitriolo, la forma farmacologica della vitamina D, è circa dieci volte più potente della vitamina D2 o D3. I medici prescrivono il calcitriolo soprattutto per i pazienti con problemi renali, che non sono in grado di convertire la vitamina D nella sua forma più attiva.

Attività relative delle forme di vitamina D

Forme disponibili Fattore moltiplicativo
Vitamina D3 1
Vitamina D2 1
25-OH-D3 2-5
25-OH-D2 2-5
1,25-(OH)2D3 10
1,25-(OH)2D2 10

Usi principali

L’uso principale della vitamina D è la prevenzione della carenza di vitamina D che potrebbe verificarsi in persone che seguono una dieta vegetariana integrale. Sono soggetti a rischio di carenza anche i lavoratori dei turni notturni, le persone di pelle scura che si espongono poco alla luce del giorno, chi soffre di malattie intestinali, renali o epatiche.

Dosaggi specifici

La dose giornaliera consigliata è compresa tra 200 e 400 UI al giorno. Per le persone anziane che non si espongono alla luce solare si raccomanda l’assunzione quotidiana di 400-800 UI. Si consiglia di somministrare supplementi in quantità superiori alle 400 UI al giorno, nella maggior parte degli adulti, dei bambini piccoli e degli adolescenti.

Avvertenze e precauzioni

La vitamina D, tra tutte le vitamine, è quella potenzialmente più tossica. Non sono assolutamente raccomandati dosaggi superiori a 1000 UI al giorno. Aumento della concentrazione di calcio nel sangue, deposizione del calcio negli organi interni e calcoli renali solo alcuni esempi di tossicità da vitamina D. Alcuni ricercatori ritengono che un prolungato iperconsumo di vitamina D in cibi arricchiti contribuisca all’arteriosclerosi e alle cardiopatie.

error: Content is protected !!
/* ]]> */