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Sindrome da stanchezza cronica (CFS)

La sindrome da stanchezza cronica è una delle malattie più controverse del nostro tempo. Sono passati quindici anni dal riconoscimento ufficiale della patologia eppure i medici non sono concordi su l’eziologia. C’è chi ritiene si tratti di un’infezione virale, chi di un’anomalia della pressione sanguigna, chi ancora la indica come un’infezione cronica, chi come una patologia legata ad allergie alimentari, intolleranze a sostanze chimiche e così via. Alcuni medici addirittura dubitano che i sintomi siano reali.

Questa sindrome esiste effettivamente e può risultare molto invalidante. I sintomi principali sono affaticamento persistente e profondo che riduce la capacità di chi ne soffre di compiere anche le normali attività quotidiane. La stanchezza è associata a disturbi della memoria e della concentrazione oltre a diverse altre manifestazioni, come cefalea, insonnia, faringite, dolore muscolare e articolare. Questi disturbi possono essere presenti in modo alternato nell’arco dei vari anni. Se la stanchezza dura per più di 2 settimane, è possibile che sia si sia affetti da questa sindrome. Per questa ragione è bene consultare un medico per identificare eventuali altri disturbi.

La sindrome da stanchezza cronica è probabilmente dovuta ad una di molteplicità di fattori e genera immunodepressione. La cosa più importante è identificare l’origine dello squilibrio del sistema immunitario che potrebbe essere legato a diverse cause. Si suppone che in alcuni soggetti giochino un ruolo decisivo le infezioni croniche, come quelle prodotte dal virus di Epstein-Barr (EBV), dal citomegalovirus (CMV), dal herpesvirus umano, o altre infezioni sospette, come quelle  da micoplasma e clamidia. La proliferazione di agenti micotici (Candida albicans) sembra diffusa tra chi soffre della sindrome.

Gli individui affetti da sindrome da stanchezza cronica presentano anche squilibri ormonali, come l’insufficienza surrenalica, nota con il nome di esaurimento surrenalico. Le ghiandole surrenali producono cortisolo (ormone dello stress) e il deidroepiandrosterone (DHA). Questi ormoni scarseggiano negli individui con sindrome da stanchezza cronica, equilibrandoli è possibile avere notevoli benefici. Lo stesso vale per molti degli ormoni prodotti dall’organismo. L’ipofunzionalità della tiroide può essere un disturbo primario e determinare una produzione di energia all’interno delle cellule al di sotto del livello ottimale. La carenza di testosterone o dell’ormone della crescita, oltre al deficit e squilibri tra estrogeni e progesterone sono condizioni molto diffuse.

Alla base di molti scompensi di questo tipo può esserci la disfunzione dell’ipotalamo, che comporta uno squilibrio ormonale e una discrepanza nei messaggi neuronali trasmessi dal cervello alle ghiandole surrenali, alla tiroide e ad altre ghiandole dell’organismo. Anche la compromissione dei processi di digestione e disintossicazione può essere annoverata tra le cause della stanchezza cronica. L’assimilazione incompleta degli alimenti e di sostanze nutritive favorisce carenze nutrizionali. Tossine ambientali, come mercurio ed altri elementi, inibiscono le funzioni enzimatiche necessarie per produrre energia.

Una dieta scorretta può portare alla sindrome da stanchezza cronica. Infatti, elevate quantità di carboidrati raffinati causano problemi relativi alla glicemia e alla proliferazione di agenti micotici, che sulle ghiandole surrenali provocandone l’infiammazione. Una dieta a base di alimenti trasformati non è in grado di fornire sostanze nutritive necessarie alla produzione energia. Gli effetti dello stress cronico sull’organismo sono di grande importanza e, coloro che non riescono a gestire lo stress mentale, emotivo e psicologico, sono più inclini ad affaticamento oltre che a ammalarsi di disturbi correlati ad ansia e depressione.

Il movimento e l’esercizio fisico sono importanti per la salute. La poca attività fisica può provocare spossatezza mentre l’eccessivo allenamento danneggia gli organi implicati nella produzione di energia. È necessario ricordare la necessità di dormire, in questo modo l’organismo riacquista le forze e si rigenera. A questo proposito leggere la voce Insonnia. Un insieme di terapie complementari coinvolgerà il corpo intero e agirà anche su molte delle possibili cause. Se si soffre della sindrome da stanchezza cronica è importante identificare quali sono i trattamenti che migliorano le proprie condizioni.

Quali sono i sintomi della sindrome da stanchezza cronica?

Una stanchezza persistente e invalidante è il sintomo principale di questa patologia. Vi sono altri sintomi che si manifestano come:

  • Febbricola
  • Cefalea
  • Disturbi del sonno
  • Depressione e ansia
  • Difficoltà di concentrazione
  • Amnesia temporanea
  • Dolore muscolare e articolare
  • Astenia
  • Spossatezza dopo attività fisica di lieve entità
  • Inappetenza
  • Infezione delle vie respiratorie superiori
  • Faringite disturbi intestinali
  • Dolore e gonfiore a carico dei linfonodi

Quali sono le cause prime della sindrome da stanchezza cronica?

  • Infezione cronica (spesso di origine virale)
  • Immunodepressione
  • Ipotensione arteriosa
  • Carenze nutrizionali
  • Permeabilità intestinale
  • Disintossicazione compromessa
  • Parassitosi e disbiosi
  • Allergie alimentari
  • Intolleranze a sostanze chimiche
  • Disfunzioni neurologiche
  • Candidosi cronica
  • Ipoglicemia
  • Ipotiroidismo
  • Insufficienza surrenale
  • Disturbi del sonno (ad esempio apnea notturna)
  • Deficit ormonali
  • Tossine ambientali (ad esempio metalli tossici)
  • Stress incontrollato
  • Effetti collaterali dei farmaci

Tecniche di indagine

I seguenti esami possono aiutare a stabilire le cause all’origine della sindrome da stanchezza cronica:

  • Patologia o squilibrio del sistema immunitario – esame del sangue
  • Ipotensione arteriosa
  • Test ormonale (ormoni tiroidei, deidroepiandrosterone, cortisolo, testosterone, fattore di crescita insulino-simile di tipo 1, estrogeni, progesterone) – esame della saliva, del sangue o delle urine
  • Permeabilità intestinale – esame delle urine
  • Test di funzionalità epatica – esame delle urine
  • Analisi delle vitamine e dei minerali (in particolare magnesio, vitamina B12, ferro e coenzima Q10) – esame del sangue
  • Funzionalità dell’apparato digerente e riscontro di eventuali microbi, parassiti e agenti micotici (Candida) – esame delle feci
  • Anemia – esame del sangue (emocromo, sideremia, ferritina, percentuale di saturazione)
  • Intolleranze/ allergie alimentari e ambientali – esame del sangue, test elettrodermico
  • Glicemia – esame del sangue
  • Disturbi del sonno – studio del sonno
  • Funzioni cardiache – elettrocardiogramma
  • Analisi dei metalli tossici – esame delle urine o analisi del capello

Come curare la sindrome da stanchezza cronica: il trattamento

La dieta

Alimenti consigliati: La dieta deve essere nutriente e ricca di alimenti immunostimolanti. Le alghe commestibili e i cereali integrali hanno un elevato contenuto di oligominerali necessari l’organismo. Si consiglia di consumare alimenti probiotici, contenenti fermenti vivi che aiutano a contrastare le infezioni, soprattutto la candidosi. Si consiglia di consumare verdure della famiglia delle crocifere (tutte le varietà di cavolo), ricche di principi attivi e fibra, oltre a frutta secca, semi e pesci di alto mare, che contengono grandi quantità di acidi grassi essenziali che migliorano le difese immunitarie. Si consiglia di bere un bicchiere d’acqua ogni due ore per eliminare le tossine. Il dolore intestinale è uno dei sintomi della sindrome da stanchezza cronica. Si suggerisce di mantenere efficiente l’apparato digerente consumando alimenti ricchi di fibra, le crocifere in particolare.

Alimenti da evitare: Il sistema immunitario di chi soffre di questa patologia è gravemente compromesso. Per questo è bene non affaticare l’organismo ed evitare caffeina, alcool, alimenti trattati industrialmente e zuccheri raffinati. Alcune di queste sostanze oltre a gravare sul sistema immunitario, acutizzano le patologie. La caffeina, ad esempio,  compromette il funzionamento delle ghiandole surrenali. La sindrome è spesso associata ad allergie alimentari che di fatto possono dare origine al disturbo. Fare riferimento alla voce Allergie ed intolleranze alimentari e alla relativa dieta ad eliminazione. È bene prestare attenzione al consumo di grano, poiché la spossatezza rientra tra i sintomi dell’intolleranza al glutine. Si consiglia di consultare un nutrizionista in merito al test allergologici da effettuare in questi casi. In alternativa, eliminare il glutine dalla propria dieta per un periodo da 2 a 4 settimane.

Disintossicazione: Per eliminare le tossine si consiglia di seguire una volta al mese un digiuno a base di succhi di frutta e verdura e della durata di 1 o 3 giorni. Questo tipo di bevande sono efficaci poiché accelerano l’eliminazione dei veleni, stimolano la formazione dei globuli rossi e danno energia.

Rimedi naturali contro la sindrome da stanchezza cronica

7 PRESCRIZIONI FONDAMENTALI – SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA

  1. Complesso vitaminico B: Assumere 50 mg due volte al giorno. Le vitamine di questo gruppo sono utili per la produzione di energia.
  2. Magnesio: Assumere 250 mg due o tre volte al giorno. Il magnesio aiuta la produzione di energia all’interno delle cellule. Ridurre il dosaggio in caso di diarrea.
  3. Vitamina B12: Assumere da 200 a 400 µg al giorno in forma sublinguale o far praticare dal medico un iniezione da 1 cc (1000-2000 µg) una o due volte alla settimana.
  4. Cordyceps sinensis: Assumere 800 due volte al giorno di prodotto standardizzato, poichè rinforza le funzioni delle ghiandole surrenali.
  5. Deidroepiandrosterone (DHA): Assumere sotto controllo medico da 5 a 25 mg al giorno. Questo ormone favorisce la produzione di energia e riduce agli effetti dello stress.
  6. Coenzima Q10: Assumere 100 mg due o tre volte al giorno. Questa sostanza è utilizzata dalle cellule per produrre energia.
  7. Nicotinammide adenina dinucleotide (NADH): Assumere 10 mg al mattino a stomaco vuoto.

Rimedi omeopatici contro la sindrome da stanchezza cronica

Arsenicum album utile per coloro che provano un senso di esaurimento associato ad ansia o depressione. Il soggetto è freddoloso, peggiora mangiando cibi freddi o in ambiente freddo, non riesce a dormire bene tra mezzanotte e le due del mattino.

Calcarea carbonica per i soggetti stanchi e ansiosi, che tendono a prendersi troppe responsabilità e in cui ci sono gonfiore ghiandolare, dolore articolare, cefalea, dolore intestinale, stipsi e allergie alimentari. Il soggetto tende ad avere freddo e a sudare facilmente.

Gelsemium (Gelsemium sempervirens) utilizzato per la stanchezza associata a sonnolenza, astenia e indolenzimento muscolare.

Kali fosforicum contro la stanchezza e la noia.

Acidum fosforicum come rimedio contro la stanchezza estrema e nel caso la persona manifesti uno smodato desiderio di bevande gassate. La stanchezza si presenta dopo episodi di sofferenza emotiva.

Silica (Silicea) è efficace per superare episodi di stanchezza e scarsa resistenza. Il soggetto si ammala facilmente, è freddoloso e di costituzione esile. Spesso è presente stipsi.

Aromaterapia: Sono molti gli oli che riducono i livelli di tensione e depressione. Tutti gli oli citati possono essere utilizzati per effettuare inalazioni (con o senza vapore), bagni, massaggi o possono essere impiegati con un diffusore ambientale. Utilizzare lavanda, menta piperita o rosmarino per stimolare l’apparato muscolare ed il sistema nervoso. Il geranio, il bergamotto e il neroli combattono la stanchezza legata a depressione. L’olio di melaleuca ha proprietà antibatteriche, antivirali e antimicotiche, aiuta a migliorare il sistema immunitario ed integra in modo eccellente il massaggio linfodrenante. Per un’azione calmante provare rosa, gelsomino, lavanda o bergamotto. Se si ha bisogno di un’azione antistress che duri tutto il giorno, utilizzare un diffusore per ambiente.

Fiori di Bach: Versare 10 gocce sotto la lingua e deglutire dopo 30 secondi. Ripetere l’assunzione ogni volta che si ritiene necessario. Hornbeam è utile per coloro che si sentono stremati ed esauriti al pensiero di qualsiasi attività mentale o fisica; Olive è adatto a chi mostra scarso interesse verso tutto e tutti; per tristezza e depressione senza causa apparente utilizzare Mustard; Gorse è indicato se si è persa la speranza di guarire.

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