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Epatite

L’epatite è il termine medico che indica l’infiammazione del fegato, il più grande degli organi interni, che si trova al di sotto lo sterno e che si estende nella parte destra dell’addome sotto la gabbia toracica. L’epatite può essere provocata dall’abuso di alcol, droghe e sostanze chimiche, ma la causa più frequente è uno dei vari virus specifici di questa patologia.

Una delle funzioni del fegato è la secrezione e il metabolismo della bile, necessaria alla scomposizione dei grassi e all’espulsione delle tossine dall’organismo. L’epatite provoca un aumento di bilirubina (un pigmento normalmente presente nella bile) nel sangue che si accumula a livello cutaneo e che determina il colorito giallastro della pelle e della sclera degli occhi (ittero) e urina scura. Altri sintomi tipici dell’epatite comprendono nausea, affaticamento, perdita dell’appetito, dimagrimento, feci color argilla, febbre e diarrea, mentre l’esame del sangue evidenzia elevati livelli di uno o più enzimi epatici.

Esistono sei virus diversi responsabili dell’insorgenza di questa patologia: i tre principali sono i virus dell’epatite A, B e C,  a cui  si aggiungono i virus D, E e G. L’epatite A ha un periodo di incubazione compreso tra i 15 e i 45 giorni, è altamente contagiosa e si trasmette attraverso il cibo e l’acqua contaminata da feci; si manifesta spesso in forma epidermica nei paesi in via di sviluppo. Altri veicoli di contagio sono rappresentati dai frutti di mare crudi, saliva e sangue. L’epatite A è un’infezione di tipo acuto e per tale disturbo è disponibile un vaccino.

L’epatite B è caratterizzata da un periodo di incubazione che varia da 30 a 180 giorni. Si contrae attraverso il sangue infetto ed emoderivati, come avviene nel caso di tossicodipendenti che condividono le stesse siringhe. Può essere trasmessa per via sessuale o attraverso trasfusioni di sangue infetto. In questo caso, esiste lo stato di portatore cronico di virus. Anche per l’epatite B esiste un vaccino.

L’epatite C è la forma più diffusa della malattia e ha un periodo di incubazione da 15 a 150 giorni. In passato la causa principale di trasmissione era rappresentata dal sangue infetto; attualmente l’infezione è provocata da trasfusioni con sangue non sottoposte ad adeguati controlli e dal riutilizzo di siringhe aghi non sterilizzati correttamente. Si stima che nei paesi industrializzati il 90% dei soggetti colpiti da infezione cronica da epatite facciano uso di droghe iniettabili, o ne abbiano fatto in passato, oppure siano stati sottoposti a trasfusione con sangue ed emoderivati non sicuri. L’epatite C può venire anche trasmessa attraverso i rapporti sessuali, nonché dalla madre al nascituro.

Il virus dell’epatite D si attiva soltanto in presenza di un’infezione acuta o cronica da epatite B e ne provoca una esacerbazione di singolare intensità. I soggetti più esposti a tale condizione sono i tossicodipendenti che condividono le siringhe.

Il virus dell’epatite E si trasmette attraverso l’acqua contaminata nei paesi in via di sviluppo e provoca un infezione grave ma non di tipo cronico.

Il virus dell’epatite G si diffonde attraverso il contatto con sangue infetto. Attualmente il virus è ancora poco conosciuto, ma si sa che può provocare un’infezione cronica.

I primi sintomi di epatite acuta comprendono perdita dell’appetito, affaticamento, nausea, vomito e febbre talvolta associati a eruzioni cutanee e dolori articolari. In un periodo compreso tra 3 e 10 giorni subentrano urina scura seguita da ittero. Le terapie di origine naturale possono essere molto efficace alla prevenzione dei danni al fegato e alla riduzione della carica virale e del infettività dei virus dell’epatite.

Quali sono i sintomi dell’epatite?

  • Nausea
  • Affaticamento
  • Perdita dell’appetito
  • Calo ponderale
  • Feci color argilla
  • Febbre
  • Diarrea
  • Urina scura
  • Ittero

Quali sono le cause dell’epatite?

  • Infezione virale
  • Reazione negativa a droghe o altre tossine
  • Consumo di alcol
  • Indebolimento del sistema immunitario

Tecniche di indagine

I seguenti accertamenti vanno oltre le consuete analisi di laboratorio e contribuiscono a stabilire le possibili cause di un indebolimento del sistema immunitario:

  • Analisi biochimica, biologica ed emocromocitometrico completa per accertare lo stato della funzione immunitaria, presenza di enzimi epatici e la carica virale
  • Esame delle feci per la valutazione dello stato di salute dell’apparato digerente
  • Analisi degli ormoni tramite esame della saliva, delle urine o del sangue (testosterone, deidroepiandrosterone, cortisolo, melatonina, fattore di crescita insulino-simile di tipo 1, ormoni tiroidei)
  • Metalli tossici – ù analisi del capello o esame delle urine
  • Analisi dello stress ossidativo – esame delle urine o del sangue

Come curare l’epatite: il trattamento

La dieta

Alimenti consigliati: Durante la fase acuta dell’infezione, si raccomanda di consumare zuppe, brodo, succhi vegetali diluiti, tisane, verdure al vapore, riso integrale e cibi ricchi di proteine come legumi, pesce, tacchino e pollo ruspante, evitando la carne rossa. Per favorire la guarigione del fegato e sostenere l’attività del sistema immunitario, il regime alimentare deve comprendere verdure in abbondanza e una moderata quantità di frutta, cereali e legumi. Eliminare i fritti, i prodotti contenenti zuccheri raffinati, elementi contenenti acidi grassi trans, margarina e il grasso vegetale da pasticceria, i grassi saturi presenti nella carne e nei latticini. Si consiglia di consumare succhi di frutta fresca e verdura centrifugata, preferendo mele, bietole, carote, e avendo cura di cominciare con piccole dosi. Si consiglia di suddividere i pasti principali in frequenti spuntini del la giornata. Bere almeno un bicchiere d’acqua pura ogni 3 ore.

Alimenti da evitare: Eliminare dalla dieta qualsiasi elemento poco salutare, come zucchero e alcool in quanto deprimono il sistema immunitario e debilitano l’organismo. Evitare grassi saturi e oli idrogenati perché affaticano il sistema immunitario e il fegato. Astenersi dal consumare i fritti e grassi idrogenati come margarina, strutto e grassi vegetali da pasticceria.

Disintossicazione: Osservare ogni mese qualche giorno di digiuno, durante il quale si assumeranno solo succhi di frutta e verdura. Per depurare l’organismo sono indicati i succhi di carota, cavolo, verdura a foglia verde e mele.

Rimedi naturali contro l’epatite

7 PRESCRIZIONI FONDAMENTALI – EPATITE

  1. Cardo mariano (Silybum marianum): Assumere ogni giorno un preparato titolato di silimarina per un dosaggio complessivo di 600- 1000 mg di principio attivo. Il cardo mariano funge da epatoprotettore, stimola la rigenerazione delle cellule epatiche e contribuisce a ridurre i livelli di enzimi epatici.
  2. Vitamina C: Assumere da 3 a 4 volte al giorno 1000 mg di vitamina C tamponata. La somministrazione di vitamina C per via endovenosa, indicata da un medico olistico, è ancora più efficace. Vitamina migliora risposta immunitaria e vanta proprietà antivirali.
  3. Catechina: Assumere 750 mg trew volte al giorno. La catechina è un flavonoide che si è dimostrata efficace nell’ambito di alcuni studi sul trattamento sia di casi acuti e cronici di epatite. Si consiglia l’assunzione sotto il controllo medico.
  4. Estratto di timo: Utilizzare un estratto di timo purificato ad alta qualità in dosi da 200 a 300 mg tre volte al giorno. Questo estratto si è rivelato efficace nel migliorare la funzione immunitaria nei pazienti affetti da epatite C.
  5. Radice di liquirizia (Glycyrrhiza glabra): Assumere 500 mg 3 volte al giorno. La liquirizia è dotata di proprietà antivirali e stimola il sistema immunitario. Avvertenza: Elevati quantitativi di radice di liquirizia possono provocare un innalzamento della pressione sanguigna, per cui se ne raccomanda l’uso sotto controllo medico.
  6. Estratto di Reishi: Assumere da 3000 a 6000 mg al giorno di estratto standardizzato. Il fungo Reishi è un epatoprotettore largamente utilizzato in medicina.
  7. Estratto di schisandra (Schisandra chinensis): Assumere 500 mg 3 volte al giorno. È stata documentata l’efficacia di questa pianta officinale della medicina cinese.

Rimedi omeopatici contro l’epatite

Omeopatia: Assumere una diluizione 6D, 12D, 6C, 12C o 30C due volte al giorno per due settimane. In caso di miglioramento interrompere l’assunzione. In ogni caso è consigliabile consultare un omeopata.

Carduus marianus per l’infiammazione del lobo epatico sinistro. Il soggetto ha dolori addominali o localizzati nella zona del fegato che peggiorano con la respirazione.

Chelidonium utilizzato quando si accusa dolore all’angolo inferiore destro della cassa toracica, con radiazioni alla scapola destra. I sintomi migliorano dopo aver ingerito del cibo o sdraiandosi sul fianco sinistro con le gambe al petto. Di norma è presente ittero.

China è indicata nel caso in cui il fegato risulti particolarmente sensibile alla palpitazione e l’addome presenta evidente gonfiore che non migliora con l’espulsione di gas.

Licopodium in caso di epatite i cui sintomi principali sono dati da gonfiore dello stomaco, indigestione e flautolenza. Il soggetto appare irritabile e manifesta grande desiderio di dolci.

Natrum sulfuricum è efficace nel trattamento dell’ittero accompagnato a diarrea, la lingua tipicamente presenta una patina verdastra. Questo rimedio è utile contro la cefalea provocata dall’ epatite, accompagnata da nausea e vomito.

Nux vomica può essere d’aiuto quando l’epatite è accompagnata da stitichezza, campi o reflusso gastroesofageo. La persona tende ad essere freddolosa e le condizioni migliorano con l’applicazione di calore.

Phosphorus trova impiego nella cura dell’epatite provocata dall’ esposizione a solventi e tossine.

Sulphur rimedio nei casi di epatite cronica associata ad ittero e diarrea. La persona lamenta caldo e preferisce trovarsi in un ambiente fresco.

Aromaterapia: Aggiungere l’olio essenziale di ginepro a un olio di base per un massaggio linfodrenante. Il ginepro aiuta ad eliminare le tossine che si sono accumulate in seguito alla compromissione della funzionalità epatica.

Fiori di Bach: Versare 10 gocce sotto la lingua e deglutire dopo 30 secondi. Il rimedio può essere assunto più volte all’occorrenza. Contro la paura dell’ignoto si consiglia Aspen; Hornbeam e Olive sono utili contro l’affaticamento e la spossatezza; Rescue Remedy è utile contro le crisi di qualunque tipo che provocano ansia e stress.

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