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Epifania: il pediatra, la regola delle 3 C per la calza perfetta

Roma, 2 gen. (AdnKronos Salute) – Nell’anno della rivincita della Befana, protagonista al cinema con il film di Paola Cortellesi, molti genitori in questi giorni sono alle prese con i dolci e le caramelle da mettere nella calza. Ebbene, il consiglio del pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, è chiaro: “Basta seguire la regola delle 3 C: niente compiti delle vacanze nell’ultimo giorno di festa, no al carbone nella calza, ma sì al cioccolato. L’Epifania – spiega infatti l’esperto all’Adnkronos Salute – è l’ultima delle feste di questo periodo, occasioni preziose per conoscere le proprie radici, coltivare le tradizioni familiari, sperimentare la magia e la gioia di sorprese golose. Se gli insegnanti avessero seguito le indicazioni del ministro Marco Bussetti, non ci troveremmo a doverlo ricordare. Ma a quanto pare non è stato così”.

“I compiti sono stati assegnati, in alcuni casi non sono stati pochi, ma ormai – dice Farnetani, da anni fiero oppositore degli esercizi da fare nei giorni di pausa scolastica – il ritorno in classe è alle porte, dunque per chi è rimasto indietro suggerisco una bella giustificazione da mettere nella calza. Bambini e ragazzi recupereranno il lavoro a scuola, senza troppi problemi. E’ inutile bruciare l’ultima giornata di festa su libri e quaderni”.

Via libera invece alla calza, di ogni tipo: “Quella industriale è esteticamente più godibile, forse, ma un po’ massificata. Consiglio sempre di personalizzarla con qualche pensiero magari luccicante o rosso, che è il colore preferito dai bambini”. Quanto alle altre C, “il cioccolato nella calza sta benissimo, è ricco di grassi ‘buoni’, un po’ calorico ma i bambini non ne mangeranno troppo: dopo un po’ infatti, come dicono loro, ‘stucca’. Inoltre l’Epifania è anche l’ultimo giorno di vacanza, per la dieta sana c’è tempo fino al giorno dopo – concede il pediatra – Il carbone invece è un’inutile aggiunta, che lascia l’amaro in bocca al bambino, anche se è di zucchero”.

Fino a che età preparare la calza? “Non c’è un limite: fino a otto anni i bambini credono alla Befana, poi arrivano i dubbi, infine scoprono il ruolo di mamma, papà e nonni. Ma è sempre bello – assicura Farnetani – sapere che i nostri cari hanno pensato a noi e ci hanno preparato una sorpresa, anche se piccola. Ecco perché dico che non devono esserci limiti di età per fare e ricevere la calza: i nonni, oltre ai nipotini, possono pensare anche ai propri figli”, conclude Farnetani. “E sono sicuro che anche nonno e nonna gradirebbero trovarne una, da aprire e gustare in famiglia”.

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