Medicina e chirurgia

Eccezionale intervento neurochirurgico al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena

Intervento neurochirurgico salvavita al policlinico Santa Maria alle Scotte. Circa venti giorni fa, una giovane donna di 30 anni, della provincia di Grosseto, è stata sottoposta a un delicato intervento su un aneurisma cerebrale che metteva a rischio la sua sopravvivenza. L´operazione, eseguita dal dottor Giuseppe Oliveri, direttore U.O.C. Neurochirurgia Ospedaliera, è stata il risultato di un attento lavoro multidisciplinare tra gli specialisti dei reparti di Anestesia e Terapia Intensiva Neurochirurgica, diretto dal dottor Ettore Zei, Terapia Intensiva e Anestesia, diretto dal professor Pierpaolo Giomarelli, Neuroimmagini e Neurointerventistica, diretto dal dottor Carlo Venturi, Anestesia e Terapia Intensiva Cardiotoracica, diretto dalla professoressa Bonizella Biagioli e Cardiochirurgia, diretto dal professor Mario Chiavarelli, con la preziosa collaborazione di infermieri, perfusionisti e tecnici altamente specializzati. "Si è trattato – afferma Oliveri – di un caso raro ed eccezionale, specialmente per le dimensioni dell´aneurisma che non permettevano di intervenire con le tecniche chirurgiche tradizionali". Per questo motivo infatti l´intervento è avvenuto in arresto di circolo ipotermico "Vale a dire – spiega in dettaglio Zei – che la temperatura corporea della paziente è stata gradualmente abbassata, grazie all´abilità degli anestesisti, fino ad arrivare a una forma di ibernazione delle funzioni vitali". Questa condizione di "congelamento", durata poco più di 20 minuti, ha permesso di operare in assenza quasi totale di sanguinamento, azzerando il rischio di rottura dell´aneurisma. "L´intervento – aggiunge Oliveri – che presentava un grado di criticità molto elevato, ha avuto esito positivo ed è stato possibile solo grazie all´alta specializzazione di tutti i professionisti coinvolti, uniti dalla capacità di lavorare in maniera sinergica, centralizzando le risorse migliori per il bene del paziente". Un risultato importante per tutto il settore delle neuroscienze e non solo. "Abbiamo aspettato – conclude Zei – a dare notizia dell´intervento, perchè volevamo avere la certezza che la paziente stesse bene, data la delicatezza dell´operazione. Attualmente le sue condizioni sono infatti notevolmente migliorate, tanto che tra qualche giorno potrà essere dimessa".

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