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Ebola: studio Lancet, per sopravvissuti al virus più rischi letali

Roma, 5 set (AdnKronos Salute) – Ebola colpisce ancora, e minaccia anche i sopravvissuti al virus. Il primo studio nel suo genere – realizzato in Africa e pubblicato su ‘The Lancet Infectious Diseases’ – suggerisce che i sopravvissuti ad Ebola corrono un rischio maggiore di morte nel primo anno dopo la dimissione dall’ospedale. Un pericolo che riguarda, in particolare, chi ha trascorso più tempo in un centro di cura. Nel primo anno dopo aver lasciato la struttura ospedaliera, la mortalità nei sopravvissuti all’Ebola è cinque volte superiore a quanto ci si aspetterebbe nella popolazione generale della Guinea (55 decessi contro 11 decessi), secondo uno studio osservazionale su 1.130 persone.

Durante l’intero periodo di follow-up sono stati segnalati 59 decessi, di cui 37 attribuiti a insufficienza renale, sulla base delle segnalazioni dei sintomi del defunto fatte dai familiari. Gli autori segnalano che mancava la documentazione necessaria per poter escludere altre cause di morte e chiedono ulteriori ricerche per far luce sui rischi di insufficienza renale. Questo studio conferma che l’elevata vulnerabilità dei sopravvissuti al virus Ebola resta anche dopo aver lasciato l’ospedale, in particolare per quelli con forme gravi e prolungate della malattia, e suggerisce che il tasso complessivo di mortalità legata a questa patologia potrebbe essere stato sottovalutato.

“I nostri risultati – commenta l’autore dello studio, Ibrahima Socé Fall, vicedirettore generale per la risposta alle emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità – sottolineano la necessità di rafforzare i programmi per i sopravvissuti all’Ebola, in particolare con l’aumentare del numero di persone sopravvissute all’infezione”. Per Judith Glynn della London School of Hygiene & Tropical Medicine di Londra “i nostri risultati potrebbero aiutare a indirizzare meglio i programmi relativi ai sopravvissuti e a definire e priorità per i fondi in contesti a risorse limitate”.

Dall’8 dicembre 2015, i ricercatori hanno seguito l’89% (1.130/1.270) dei sopravvissuti guineani dell’epidemia di Ebola del 2013-2016 nell’Africa occidentale e hanno registrato 59 decessi successivi. I sopravvissuti sono stati seguiti fino al 30 settembre 2016. Gli autori hanno quindi calcolato il tasso di mortalità rispetto alla popolazione generale guineana, tenendo conto delle differenze di età. Ebbene, i sopravvissuti all’Ebola dimessi dalle unità di trattamento in Guinea avevano una mortalità complessiva del 5,2% (59 decessi su 1.130 pazienti dimessi arruolati nello studio) dopo un follow-up mediano di 22 mesi. La mortalità è stata più alta in chi è rimasto più a lungo in ospedale: 7% contro il 3% dei pazienti ricoverati in ospedale per meno di 12 giorni.

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