Questo sito contribuisce
alla audience di
Adnkronos Salute e Benessere

Ebola: Oxfam, allarme per nuovo picco in Repubblica Congo

Roma, 7 giu. (AdnKronos Salute) – Nuovo allarme Ebola in Repubblica Democratica del Congo. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, le persone contagiate, nella parte orientale del Paese, sono salite ad oltre 2.000 con oltre 1.300 vittime. Facendo dell’epidemia scoppiata lo scorso agosto, la seconda più grave di sempre, dopo quella che causò 11 mila vittime in Africa occidentale. Il tutto, mentre cresce la paura di un nuovo picco nelle prossime settimane, a causa di una risposta all’emergenza, sempre più complessa.

È l’allarme lanciato da Oxfam, di fronte all’ulteriore peggioramento di un’epidemia che in assenza di un intervento immediato, potrebbe sfuggire di mano. Conquistare la fiducia di una popolazione stremata da guerra e fame sarà il punto di partenza. Le comunità infatti non hanno le informazioni minime per riconoscere i sintomi della malattia, spesso non ne ammettono l’esistenza e hanno timore di chiedere aiuto. “È evidente che l’attuale risposta all’epidemia non sta funzionando – dice Stefania Morra, dell’ufficio umanitario di Oxfam Italia – Non importa quanto sia efficace il trattamento della malattia, se le persone non si fidano o non sanno cosa devono fare, non si curano. I nostri team sul campo ogni giorno incontrano persone che non credono nemmeno che l’Ebola sia reale”.

“Sono tantissimi i casi che sino ad oggi non sono stati rilevati perché le persone, nonostante i sintomi, non si sono volute sottoporre alle cure. Questa mancanza di fiducia tra la popolazione, rende impossibile interrompere la catena del contagio”, prosegue. In questo contesto le prime ad essere colpite sono le donne, che rappresentano più della metà dei contagi, perché sono le prime a prendersi cura dei malati. “Mia sorella è morta per l’Ebola. Ma non volevamo crederci perché prima è riuscita a partorire e il bambino è nato sano. Ne eravamo così convinti che alcuni di noi ostacolavano il lavoro delle squadre di soccorso”, racconta Martine, una ragazza che ha partecipato ad uno dei corsi informativi sulla malattia organizzati da Oxfam.

“Mio padre invece ha preso sul serio gli allarmi ed è grazie a lui che ho iniziato a partecipare al corso di prevenzione”, aggiunge Oggi Martine lavora con Oxfam per convincere la sua comunità ad adottare le misure di prevenzione necessarie. Nell’indifferenza della comunità internazionale, paura e sfiducia tra popolazione sono anche la conseguenza diretta di un contesto umanitario drammatico, dovuto al conflitto, che ha già causato la più grave emergenza profughi dell’Africa, con oltre 5 milioni di sfollati interni.

Oltre due terzi della popolazione sopravvive al di sotto della soglia di povertà (ossia con meno di 1,90 dollari al giorno) e nell’ultimo anno sono aumentate del 70% le persone colpite da malnutrizione acuta passate da 7,7 a 13,1 milioni. Tra queste 6 milioni sono bambini e oltre 7 milioni sono donne colpite da anemia. A indebolire ulteriormente la popolazione si aggiunge l’insorgenza di altre malattie come il colera e morbillo che dall’inizio dell’anno hanno causato decine di migliaia di contagi e migliaia di vittime. Oltre 8,5 milioni di persone, sarebbero esposte al rischio di contagio.

“A causa dei ripetuti attacchi subiti negli ultimi mesi, Oxfam e altre organizzazioni al lavoro sul campo hanno dovuto interrompere più volte le attività di soccorso alla popolazione –conclude Morra – Questo ha reso sempre più difficile vaccinare le persone, decontaminare le case e svolgere sepolture sicure. Inevitabilmente si è registrata un’esplosione di casi destinati ad aumentare esponenzialmente nelle prossime settimane. La speranza adesso è che il nuovo e più forte impegno dell’ONU nella risposta all’Ebola e un costante lavoro di prevenzione tra la popolazione, ci possano consentire di sconfiggere in tempo questo nuovo incubo. Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”. Oxfam ha soccorso oltre 1,3 milioni di persone nell’ultimo anno in tutto il Paese con interventi di emergenza e volti a migliorare la vita della popolazione nel medio e lungo periodo. Fornendo anche aiuti diretti per l’acquisto di cibo nelle zone più colpite dalla crisi. Per contenere l’epidemia di Ebola in corso, sta lavorando sulla promozione delle norme di prevenzione tra la popolazione assieme ai leader delle diverse comunità, fornendo acqua pulita alla popolazione e migliorando le infrastrutture sanitarie. Dall’inizio dell’epidemia ha raggiunto oltre 600 mila persone.

GoSalute e InFormaTv insieme per l’informazione scientifica

error: Content is protected !!
/* ]]> */