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Dolore cronico per 1 veneto su 4, il 18 maggio a Mogliano Veneto, ortopedici “a scuola” per imparare a gestirlo

Il 25% degli abitanti del Veneto combatte, più o meno frequentemente, contro una forma di dolore cronico non oncologico, che nel 67% dei casi è dovuto ad artrosi e osteoartrosi. La frequenza e la rilevanza del dolore nelle patologie osteoarticolari fa comprendere il ruolo centrale dello specialista ortopedico, chiamato sempre più spesso a gestire nella pratica clinica pazienti che soffrono. Per formare ortopedici e fisiatri a un adeguato trattamento del problema, Mogliano Veneto ospiterà il 18 maggio il corso di aggiornamento Il dolore in ambito ortopedico. Dalla diagnosi al trattamento, che si terrà presso l’Hotel Villa Braida in Via Bonisiolo.

 “Un adeguato trattamento del dolore in ortopedia è essenziale”, dichiara Stefano Freguja, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Civile di Venezia, tra i relatori dell’evento. “Per il paziente sottoposto a intervento chirurgico, un’efficace gestione del dolore postoperatorio permette unadimissione anticipata, meno complicanze e una riabilitazione precoce. Anche nelle operazioni in day surgery – ad esempio artroscopie, tunnel carpali e alluce valgo – che rappresentano il 40% degli oltre 1.000 interventi da noi condotti ogni anno, il dolore postoperatorio deve essere gestito con opportuni protocolli. Se così non fosse è l’esito stesso dell’operazione che rischia di venirne inficiato.”

 Ma non sono solo i pazienti sottoposti a intervento chirurgico a necessitare di un adeguato controllo della sintomatologia dolorosa. “Patologie croniche come mal di schiena – che interessa fino all’80% della popolazione – artrosi dell’anca, artrosi del ginocchio, non sempre necessitano dell’intervento chirurgico”, afferma Marzio Bevilacqua, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Terapia del Dolore dell’Ospedale di Treviso. “Anche in questi casi, il dolore richiede adeguati interventi, da quelli farmacologici alla neurostimolazione. È fondamentale restituire ai pazienti una migliore qualità di vita, una ritrovata capacità lavorativa, riducendo continui esami e accertamenti, situazioni di stress, depressione e isolamento sociale.

 La Legge 38 sulla terapia del dolore e le cure palliative, varata nel marzo 2010, si è proposta di tutelare il diritto a non soffrire per i 15 milioni di italiani con dolore, attraverso un equo accesso a un’assistenza qualificata e un approccio terapeutico più appropriato. A questo proposito, i farmaci oppiacei rappresentano una valida alternativa per il trattamento del dolore d’intensità moderata-severama il loro impiego nel nostro Paese è ancora limitato. “Oggi – continua Bevilacqua – nonostante l’aumentato consumo di oppiacei e l’attività di sensibilizzazione portata avanti sulla classe medica, occorrono ulteriori sforzi per una reale applicazione della normativa nella pratica clinica quotidiana. Un corso come quello del 18 maggio a Mogliano Veneto va proprio in questa direzione. Approfondendo le specificità del dolore in ortopedia, può costituire un modello da applicare anche ad altre aree specialistiche”.

 

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