Medicina e chirurgia

Disponibile a Pisa innovativa tecnica endoscopica

Disponibile all’Aoup una nuova tecnica altamente mini-invasiva per la cura dell’esofago di Barrett: si tratta dell’ablazione con radiofrequenza. L’esofago di Barrett è una condizione patologica caratterizzata dalla sostituzione metaplasica del normale epitelio esofageo, causata dal reflusso gastroesofageo (RGE) cronico, e rappresenta il fattore di rischio più importante per lo sviluppo dell’adenocarcinoma esofageo, il tumore a più alta crescita di incidenza nei paesi occidentali.L’ablazione, eseguita per via endoscopica, utilizza un catetere filo-guidato dotato all’estremità di un emettitore di radiofrequenza a pallone collegato ad un generatore di radiofrequenza, che consente di eliminare le cellule potenzialmente precancerose associate all’esofago di Barrett mediante una necrosi superficiale – una sorta di bruciatura – della mucosa a 360 gradi. Si ottiene quindi una sostituzione del tessuto patologico con epitelio esofageo normale. “La nuova terapia, sviluppata in California – spiega Biagio Solito, il chirurgo che esegue la tecnica – è già utilizzata ampiamente negli Stati Uniti, dove è stato recentemente condotto uno studio multicentrico pubblicato sul prestigioso The New England Journal of Medicine. Tale studio ha dimostrato che la radiofrequenza è in grado di eliminare completamente l’epitelio di Barrett e la displasia in una percentuale elevatissima dei pazienti trattati, circa il 90%, in assenza di importanti complicanze. Anche se in alcuni casi è necessario un secondo intervento per ottenere una completa eliminazione della mucosa, si tratta di un sensibile miglioramento rispetto alle tecniche precedenti e alle possibilità di cura offerte dai farmaci. L’intervento può essere effettuato in anestesia generale o in sedazione profonda ed è sufficiente un ricovero di solo due giorni. La nuova metodica rappresenta pertanto una nuova opportunità di trattamento per i pazienti affetti da esofago di Barrett e lesioni precancerose”. 

In Italia è possibile ricorrere a questa tecnologia solo in pochi centri: nel centro Italia, oltre a Pisa, solo a Roma.
Il dott. Biagio Solìto ha acquisito l’esperienza necessaria per eseguire tale tecnica presso il Reflux Medical Center dell’Università di Vienna diretto dal Prof. Martin Riegler. Insieme al dott. Giovanni Pallabazzer e al dott. Simone D’Imporzano opera all’interno della sezione dipartimentale di Chirurgia dell’Esofago. La sezione – attiva dal 1999 prima sotto la direzione del dott Mauro Rossi ed attualmente del dott. Stefano Santi – è centro regionale di riferimento per la diagnosi e la terapia delle malattie dell’esofago, sede della scuola nazionale ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) di chirurgia dell’esofago. Il centro è dotato di tecnologie d’avanguardia anche nel settore dell’endoscopia digestiva e offre una formazione continua degli operatori in endoscopia diagnostica ed operativa avanzata. Dalla sua istituzione, nel centro sono stati osservati più di duemila pazienti con malattie dell’esofago funzionali e benigne ed oltre ottocento pazienti con neoplasia esofagea.

 

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