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Digital Pharma Europe, l’Italia tra progresso e innovazione

image2Si è svolta Roma, dal 13 al 15 maggio, la settima edizione del Digital Pharma Europe, sul tema dell’eHealth. L’evento, frutto della partnership tra ExL Events e Merck Serono S.p.a., affiliata italiana di Merck KgaA, ha visto la partecipazione di oltre centocinquanta top manager del farmaceutico, provenienti da venticinque diversi Paesi. L’eHealth, secondo la definizione data dall’Organizzazione Mondiale  della Sanità, consiste nell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a sostegno dei settori della sanità e relativi alla salute, tra cui l’assistenza sanitaria, la ricerca, l’educazione alla salute e la sorveglianza sanitaria.

I campi di applicazione sono molteplici: cartelle cliniche, informazione medico scientifica, telemedicina, applicazioni mobili, siti Internet di educazione alla salute, network per la condivisione di dati utilizzati dai ricercatori. La sua dimensione di mercato a livello mondiale si attesta tra i 96 e 160 miliardi di dollari. Solo in Europa l’eHealth  vale oltre 15 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuo del 3%. Come ha dichiarato Antonio Messina, Presidente e Amministratore delegato di Merck Serono, relatore dell’iniziativa, il digital, in campo medico, ha radicalmente modificato gli scenari e il modus operandi di tutti gli attori del sistema salute.

Inoltre, ha definito l’azienda una realtà che si pone l’obiettivo di rispondere con soluzioni relative ai bisogni dei suoi interlocutori, che siano essi medici o pazienti, con la propensione ad essere un Healthcare provider a 360 gradi, per soddisfare le nuove esigenze terapeutiche. La società mette a disposizione, già da anni, dispositivi elettronici per l’autosomministrazione dei suoi farmaci per i disturbi della crescita e la sclerosi multipla. Questi strumenti permettono anche di registrare i dati relativi all’assunzione del farmaco da parte del paziente, condividendoli con il medico attraverso una piattaforma on-line, consentendo allo specialista di monitorare l’aderenza alla terapia. Un ulteriore servizio fornito ai pazienti per l’utilizzo di queste apparecchiature, è quello dell’assistenza tecnica, mettendo a disposizione degli iscritti, specifici siti web, attraverso i quali si possono richiedere gratuitamente i materiali di supporto per l’autosomministrazione.

Ma la Merck ha in cantiere trenta nuovi progetti digitali e, per soddisfare i nuovi dispositivi tecnologici, ha lanciato App per tablet e smartphone e siti Internet di disease awareness destinati ai pazienti e ai loro familiari. L’Italia è tra i primi cinque mercati europei dell’eHealth, insieme a Regno Unito che ha la preminenza, Germania, Francia e Spagna. Secondo il rapporto DESI 2015, che valuta lo stato di avanzamento degli Stati membri dell’Ue verso un’economia digitale, l’Italia è tra i paesi con prestazioni basse. A penalizzarla è l’accesso a connessioni internet veloci, disponibili solo a due famiglie su dieci, e la percentuale di utenti abituali della rete, con il 59%. Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione, è il divario tra pubblico e privato. Mentre il settore privato è tra i principali motori di innovazione, il pubblico non riesce ancora a cogliere appieno le opportunità della rivoluzione digitale. Da qui, l’invito di Messina alle istituzioni per l’adozione di soluzioni che permettano di rendere il sistema italiano all’avanguardia.

Il digitale, infatti, nel settore eHealthcare, può facilitare l’aggiornamento professionale dei medici, supportare l’assistenza e la sorveglianza sanitaria, favorire l’educazione alla salute, migliorare la collaborazione tra i ricercatori, aiutare a tracciare e ridurre gli sprechi. Infrastrutture funzionali, competenze digitali diffuse, un contesto normativo e regolatorio che si adatti velocemente alle continue evoluzioni tecnologiche, sono le sfide che il Paese deve affrontare con tempestività, per beneficiare dei vantaggi derivanti dell’integrazione virtuosa tra progresso scientifico e innovazione tecnologica. Mirella Campitelli, Anna Miaria Di Pietro

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