Medicina e chirurgia

Da Studio Pisano passi avanti nella cura del carcinoma colorettale metastatico

Una terapia sperimentale in grado di aumentare il tasso di citoriduzione tumorale e di prolungare la sopravvivenza libera da progressione della malattia nei pazienti colpiti da carcinoma colorettale metastatico. Sono questi i risultati dello studio clinico di fase III condotto a Pisa e presentati al recente congresso della Asco-American Society of Clinical Oncology (San Francisco), in sessione plenaria dal Dr. Fotios Loupakis, dell’Unità operativa di Oncologia 2 universitaria – Polo Oncologico – diretta dal Prof. Alfredo Falcone (nella foto).

TRIBE il nome dello studio – promosso dal gruppo cooperativo di ricerca GONO (Gruppo Oncologico del Nord-Ovest) – è stato ideato e coordinato dal Prof. Alfredo Falcone e condotto in 33 centri oncologici su tutto il territorio nazionale. In particolare, per il trattamento di prima linea della malattia metastatica, è stata valutata la superiorità di un regime contenente 3 farmaci chemioterapici (5-fluorouracile, oxaliplatino e irinotecano, FOLFOXIRI) associato ad una terapia antiangiogenica a bersaglio molecolare (bevacizumab), rispetto allo standard di riferimento con due farmaci chemioterapici (5-fluorouracile e irinotecano, FOLFIRI) associato a bevacizumab. Il trattamento sperimentale ha dimostrato infatti di aumentare in maniera significativa il tasso di citoriduzione tumorale e di prolungare la sopravvivenza libera da progressione, con una riduzione relativa del rischio di evoluzione del tumore del 28% e un tasso di pazienti non progrediti, a 2 anni, che è passato dall’11 al 20%.

I risultati dello studio TRIBE sono stati accolti con grande interesse e favore da parte della comunità internazionale degli esperti nel campo e molti gruppi di ricerca in altri paesi stanno conducendo nuovi studi che includono l’impiego di FOLFOXIRI associato a bevacizumab per replicare i risultati ottenuti dal gruppo italiano e definire al meglio la sua indicazione nella pratica comune.

Con questa esperienza l’Aoup ha dato certamente un piccolo ma significativo contributo al progresso della terapia del carcinoma colorettale. Nuovi progetti analoghi sono già in fase di ideazione e disegno con la speranza di poter ottenere ulteriori importanti risultati (edm).

 

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