Questo sito contribuisce
alla audience di
Adnkronos Salute e Benessere

Cyberbullismo: ricerca, 24% ragazzi scambia foto hard online

Roma, 24 mag.(AdnKronos Salute) – Foto hard scambiate online o usate per ricatti, vendetta o minaccia. E’ la preoccupante fotografia delle abitudini dei ragazzi italiani, scattata da una ricerca di Skuola.net condotta per la Polizia di Stato, che ha coinvolto 6500 ragazzi tra i 13 e i 18 anni, i cui dati sono stati diffusi nell’ambito dell’iniziativa della Polizia ‘Una vita da social’. Dall’indagine emerge che il 24% dei ragazzi ha scambiato almeno una volta immagini intime con il partner via chat o social. Tra questi, il 15% ha subìto la condivisione con terzi, senza consenso, di questo materiale. I motivi più ricorrenti sono: lo scherzo (49%), il ricatto (11%) o la vendetta, il cosiddetto “Revenge Porn” (7%).

La reazione più diffusa è stata il silenzio (il 53% ha fatto finta di niente, il 31% non ha detto nulla per non essere giudicato). Sono soprattutto le ragazze ad aver paura del giudizio rispetto ai ragazzi. Non manca chi, pur non subendo la condivisione del proprio materiale intimo, ne è stato minacciato: qui la percentuale è del 12%. La minaccia è usata soprattutto come strumento di pressione psicologica per ricatto o vendetta. Solo il 16% ha chiesto aiuto alla famiglia o agli amici.

Il sexting -sottolinea una nota- è uno dei fenomeni potenzialmente più pericolosi tra quelli che investono gli adolescenti di oggi: ci si scatta una foto o un video in atteggiamenti intimi, si invia al proprio partner o ad una cerchia ristretta di amici, ma se capita nelle mani sbagliate in pochi istanti è pronta a viaggiare all’infinito sulla Rete. La tecnologia che da utile strumento si trasforma in una trappola. Un rischio in cui incorrono, anche volontariamente, migliaia di ragazzi. Il 24% del campione di adolescenti sentiti, ha dichiarato di aver almeno una volta scambiato materiale intimo via chat o social network: il 6% ammette di farlo spesso, l’11% di farlo qualche volta, il 7% di averci provato una sola volta. Una pratica, quella del sexting, che invoglia più i maschi che le femmine: tra i primi, il 13% lo fa abitualmente, tra le seconde solo l’8%.

Secondo la ricerca, chi entra in possesso di foto intime si lascia prendere dalla tentazione di farle girare, amplificandone gli effetti negativi. Diventando di fatto carnefice del protagonista delle immagini. Un piano messo in pratica da quasi 2 ragazzi su 10 – il 18% – tra quelli che praticano il sexting, che hanno rivelato di aver condiviso il materiale con altri. Si tratta più di maschi (lo ha fatto 1 su 4), mentre le ragazze preferiscono tenere fede al sexy segreto (sono solo 1 su 10). E i motivi che spingono a farlo, ancora una volta, appaiono davvero banali: il 43% ha voluto fare uno scherzo, il 6% è stato mosso dalla sete di vendetta, il 5% dalla voglia di ricattare. E non finisce qui, perché un altro 6% ha minacciato di farlo. E ancora: ad un adolescente su 10, inoltre, è capitato almeno una volta di essere contattato da un profilo sconosciuto per una sessione di ‘sesso virtuale’ in cambio di denaro. Il 20% di questi non si è fermato e ha accettato la proposta, esponendosi poi al rischio di sextorsion.

Per sensibilizzare i più giovani ad un utilizzo corretto dei social network, si è svolta questa mattina a Roma, davanti al Bioparco, l’ultima tappa di “Una Vita da Social”, la campagna educativa itinerante della Polizia Postale sul cyberbullismo. La sesta edizione è partita quest’anno da Matera 4 mesi fa e ha contato oltre 50 tappe.

GoSalute e InFormaTv insieme per l’informazione scientifica

error: Content is protected !!
/* ]]> */