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Covid: Sileri, ‘presto soluzione per Green pass vaccinati con Sputnik e Reithera’

Roma, 27 lug. (Adnkronos Salute) – “Bisogna trovare una soluzione per i moltissimi italiani che, loro malgrado, si trovano in una sorta di limbo in attesa di capire cosa fare per avere il Green pass. Ho fatto inoltrare diverse richieste formali dal mio ufficio, spero che entro la fine del mese vengano finalmente sciolti tutti questi nodi”. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, in un’intervista a ‘Il Messaggero’ torna ad affrontare la questione degli italiani che non riescono a ottenere la certificazione per diverse situazioni non previste e, precisa, “purtroppo ce ne sono tanti”.

“In primis – elenca Sileri – i nostri concittadini all’estero ai quali è stato somministrato un vaccino diverso da quelli approvati in Ue dall’Ema e, quindi, non riconosciuto qui in Italia. Pensiamo a quanti hanno ricevuto il vaccino russo Sputnik: sono tanti gli italiani che risiedono per lavoro all’estero e che ora non possono rientrare qui in Italia per rivedere la propria famiglia. C’è poi la questione dei cittadini di San Marino dove è stato somministrato il vaccino russo. Ebbene, in Italia non risultano vaccinati ed è assurdo. Bisogna invece concedere il Green pass, magari dopo aver valutato il titolo anticorpale”. Per la soluzione “l’ipotesi più semplice che si sta valutando è quella di riconoscere lo Sputnik al pari dei vaccini ricompresi nell’elenco dell’Oms, e quindi procedere al rilascio del Green pass a quanti siano stati immunizzati con questo vaccino”.

Ci sono poi altri casi. “Oggi – evidenzia il sottosegretario e medico – i 600 volontari che hanno generosamente preso parte alla sperimentazione del vaccino italiano Reithera non hanno l’opportunità di accedere al Green pass. Anche in questo caso si può valutare di concederlo dopo aver verificato la presenza degli anticorpi”, dice Sileri, sottolineando di aver fatto “numerose richieste alla direzione generale Prevenzione” del ministero “perché si potesse trovare una soluzione al più presto con il Cts. Ne va anche delle future sperimentazioni cliniche di nuovi vaccini in sviluppo – puntualizza – non solo di quelle già in corso”. Per chi si è vaccinato all’estero, poi, “ci sono stati problemi tecnici. Ma sono stati risolti o sono in corso di risoluzione”, assicura Sileri, aggiungendo che sono in via di risoluzione anche altri problemi come le difficoltà di chi ha fatto l’eterologa, dei guariti che fanno una sola dose, delle persone che hanno fatto le due dosi in regioni diverse.


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