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Covid: medici famiglia, proteste no-vax? ‘Sentono incombere obbligo’

Roma, 30 ago. (Adnkronos Salute) – “Ho denunciato a maggio che saremmo arrivati a questo momento di recrudescenza di proteste e manifestazioni. Questo perché oggi siamo arrivati al dunque: vaccinare la parte di popolazione più diffidente e che ancora non si è immunizzata per scelta personale. E’ chiaro che fino ad oggi gli ‘hub’ sono stati la soluzione probante e gli ‘open day’ la stimolazione ‘estiva’ alle vaccinazioni, ma ora l’effetto di queste scelte è finito”. Lo afferma all’Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), tornando sulle manifestazioni di piazza dei no-vax no Green pass e sugli ultimi episodi di minacce e violenze ai danni di giornalisti e di medici.

“L’arrivo del Green pass e la discussione sull’obbligo vaccinale esteso vanno ad incidere sulla vita di queste persone che si sentono minacciate nei diritti costituzionali, pensano che non potranno viaggiare o che perderanno lo stipendio, e reagiscono”, avverte Scotti.

“Credo che comunque ci sia stato un grande errore di comunicazione sulla vaccinazione anti-Covid che non si può banalizzare come spesso è accaduto – evidenzia Scotti – E’ venuto alla luce un grave problema di educazione civica e c’è il rischio di conflitti sociali dovuti al fatto che si possono creare situazioni assai diverse nei luoghi di lavoro: in alcuni casi potremmo avere datori di lavoro che potrebbero imporre il Green pass e altri invece che potrebbe ignorarlo. I primi potrebbero arrivare anche a sospendere il lavoratore non immunizzato, generando così tensioni e proteste”.


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