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Covid: l’indagine, social più favorevoli ai vaccini dei media tradizionali

Roma, 12 apr. (Adnkronos Salute) – “I social diventano l’unico canale a influenzare positivamente la reputazione complessiva sui vaccini anti-Covid”. Al contrario, i siti di informazione online, comprese le versioni digitali dei principali quotidiani, hanno canalizzato in modo maggiore le opinioni negative sui vaccini, determinando una decisa flessione della curva reputazionale”. E’ quanto emerge da un’indagine di Reputation Science, società attiva nell’analisi e gestione della reputazione. Tra i risultati più evidenti che emergono dall’osservazione di circa 215mila contenuti pubblicati tra febbraio e marzo, c’è il nuovo ruolo svolto dai social media nel determinare la reputazione dei vaccini presso gli italiani. “L’analisi – sottolinea Auro Palomba, presidente di Reputation Science – ci dice che qualcosa è cambiato e che i social o gli utenti hanno adottato un atteggiamento più maturo rispetto ai vaccini”.

“La conversazione online negli ultimi 2 mesi – spiega Andrea Barchiesi, Ceo di Reputation Science – si è focalizzata principalmente su AstraZeneca, che da solo ha raccolto il 56,5% delle conversazioni totali sui vaccini. Pfizer/BioNTech (18,7%) e Moderna (9,8%) restano a distanza, mentre per altri vaccini la curva volumetrica si è quasi esaurita. Sintomo della pressione che le notizie riguardanti il vaccino AstraZeneca hanno esercitato sull’intera conversazione online riguardante i vaccini, non solo per quanto riguarda i volumi, ma anche per il sentiment ad essa associato”.

La quantità e la qualità dei contenuti relativi a questo vaccino nel periodo di analisi ha influenzato in modo importante gli andamenti della reputazione di tutta la categoria, riporta una nota. Anche Pfizer e Johnson&Johnson registrano un aumento dei volumi, mentre per altri vaccini come ad esempio ReiThera e CureVac, i dati indicano un sostanziale decremento dei volumi. Considerando la categoria dei vaccini nel loro insieme, la variazione della reputazione nel periodo considerato è negativa. La distribuzione delle opinioni sui vaccini rimane invece sostanzialmente invariata, con un 43% dei contenuti che evidenzia un atteggiamento positivo, il 26% con una posizione neutrale, e il restante 30% un atteggiamento negativo; allo stesso tempo, le posizioni risultano molto più polarizzate rispetto al periodo precedente, come mostra il sensibile aumento dei contenuti molto negativi, che passano da 0,1% a 5,1%.

A guidare le opinioni – prosegue la nota – sono stati soprattutto i temi relativi alla somministrazione dei vaccini, che hanno rappresentato il 21% del totale, seguiti dalla distribuzione; la polarizzazione delle opinioni in negativo è stata invece influenzata dal tema rappresentato dagli effetti indesiderati dei vaccini che, pur rappresentando il 13,2% del totale, sono stati caratterizzati da un numero rilevante di contenuti molto o estremamente negativi. I contenuti che hanno più spostato i livelli reputazionali in area negativa, anche perché caratterizzati da toni alti di criticità sono collegati alla sospensione, da parte dell’Italia e di altri Paesi europei, delle somministrazioni di AstraZeneca per via di alcuni sospetti effetti collaterali gravi sorti in persone che avevano da poco ricevuto il vaccino.

Tra gli eventi che hanno maggiormente impattato sulle positività, ci sono l’approvazione del vaccino J&J prima negli Stati Uniti, poi in Europa e in Italia; l’autorizzazione della somministrazione del vaccino AstraZeneca anche per le persone fino ai 65 anni di età; lo studio di Moderna per realizzare un vaccino efficace contro la variante sudafricana; l’avvio della revisione dei vaccini Sputnik V e Curevac da parte di Ema; gli accordi stretti da Sanofi/Gsk per la produzione del vaccino Janssen e Pfizer; la collaborazione tra Novartis e CureVac; l’efficacia di Pfizer/BioNTech dimostrata al 90%; l’avvio della somministrazione ai volontari per la sperimentazione di ReiThera.

Venendo ai dati sui singoli vaccini, l’oggetto di analisi che ha raccolto più contenuti online nel periodo in esame è AstraZeneca, con il 56,5% del totale. Seguono Pfizer/BioNTech (18,7%), Moderna (9,8%), Sputnik V (7,6%) e J&J(5,9%). Dal punto di vista qualitativo, il vaccino che tra il 9 febbraio e il 19 marzo 2021 ha ottenuto l’impatto reputazionale migliore è Pfizer/BioNTech (+539,07 r), seguito sul podio da Sputnik V (378,87 r) e J&J (+338,75 r). L’unico vaccino ad avere un impatto reputazionale negativo è quello di AstraZeneca, che nel periodo di rilevazione ha accumulato una negatività di -6137,83 r.

Alla luce dei trend emersi nell’ultimo bimestre, la distribuzione del sentiment fra vaccini a partire da dicembre vede al primo posto Moderna (+1850 r), seguito da Sputnik V (+1027 r) e J&J (+470,7 r); agli ultimi posti troviamo invece Pfizer che, pur recuperando terreno dalla rilevazione precedente, rimane in territorio negativo con -902 r, e AstraZeneca, all’ultimo posto, con -6108 r.

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