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Covid: Fnopi, investendo su infermieri 75% italiani vaccinati in 1,5-3 mesi

Roma, 9 mar. (Adnkronos Salute) – Investire sugli infermieri può dare una svolta alla campagna vaccinale anti-Covid. Ne è convinta la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), che ha presentato a Governo e istituzioni una proposta per accelerare le vaccinazioni e che si sintetizza in pochi dati. Tempi: da un mese e mezzo a 3 mesi per vaccinare il 75% della popolazione; spesa: in base ai tempi scelti tra 150 e 400 milioni di euro in tutto; azioni necessarie: allentare il vincolo dell’esclusività attuale per gli infermieri dipendenti e immettere quindi, secondo modelli già disegnati, anche sul territorio e/o a domicilio quasi 90mila (se non di più) vaccinatori che oggi possono operare solo negli ospedali.

Il problema principale da superare, infatti, è che di infermieri ce ne sono pochi e quelli che lavorano nel Servizio sanitario nazionale non possono operare sul territorio e a domicilio fuori dalla loro azienda. Ma “basterebbero, per ottenere il risultato, 2 ore di lavoro in più per ogni infermiere, compensato o in base a scelte regionali o con 500 euro al mese in più (per 3 mesi), o ancora con una cifra di circa 10 euro a vaccinazione, pari a quella indicata come riferimento per altre categorie professionali. Ma in questo momento paradossalmente non è la spesa (comunque contenuta) il riferimento: è il risultato”, scrive la Fnopi, convinta che tutto ciò “si tradurrebbe con la scelta meno dispendiosa per il Ssn per ottenere in 3 mesi di vaccinazioni intensive (dosi permettendo) la copertura di circa 45 milioni di italiani”.

Altre proposte della Federazione, che avrebbero comunque un effetto a lungo termine e non solo sulla pandemia – precisano – sono poi quelle di “integrare gli organici infermieristici oggi carenti di oltre 53mila unità, con almeno 30-35 milia professionisti che, se anche dedicati in questo momento alle vaccinazioni con risultati analoghi nei tempi e nei modi, potrebbero poi continuare ad assistere fragili, cronici, anziani e tutta la popolazione secondo i suoi bisogni di salute e prevenzione”.

Infine, “è possibile anche l’utilizzo degli infermieri libero-professionisti (oltre 30mila disponibili), ma non con una premialità al ribasso come quella indicata nei bandi che hanno cercato finora, senza successo, vaccinatori”. Il modello eventualmente da tenere presente secondo la Fnopi è “quello già usato dalla Protezione civile nella prima fase della pandemia per creare le task force di medici e infermieri inviati nelle Regioni più colpite: una retribuzione uguale per tutti (medici e infermieri, appunto, che svolgerebbero la stessa funzione) e obiettivi chiari e veloci da raggiungere per uscire al più presto dalla pandemia”.

“La parola alla politica, quindi. La Fnopi è come sempre disponibile – ma in tempi brevi vista l’emergenza – disegnare il nuovo modello assieme alle istituzioni e anche in raccordo con le altre professioni”, conclude la nota.

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