Adnkronos Salute e Benessere

Coronavirus: Di Lorenzo (Irbm), ‘test vaccino già su 510 volontari sani, stanno bene’

Roma, 5 mag. (Adnkronos Salute) (di Barbara Di Chiara) – “Attualmente sono stati vaccinati 1020 volontari sani, di cui 510 con il nostro candidato vaccino contro Covid19, l’altra metà con un vaccino placebo. A fine maggio si passerà a 6000 pazienti sotto test, di cui 3000 che riceveranno il candidato vaccino e 3000 un vaccino placebo. Non mi risulta che in questo momento ci siano altri prodotti in sperimentazione clinica su numeri così rilevanti”. A sottolinearlo è Piero Di Lorenzo, amministratore delegato e presidente di Irbm, società con base a Pomezia che sta collaborando, attraverso la sua divisione vaccini Advent Srl, con lo Jenner Institute dell’Università di Oxford (Regno Unito) sul siero anti-Sars-Cov-2, dal nome provvisorio ‘ChAdOx1 nCoV-19’.

“Sono dunque 510 le persone che hanno ricevuto finora il nostro candidato vaccino – fa notare all’Adnkronos Salute – e queste persone risultano a oggi in buona salute e non lamentano problemi. Possiamo vantare una sorta di ‘presunzione di innocenza’ per quanto riguarda la tossicità grazie al fatto che un prodotto simile contro la Mers sviluppato dallo Jenner Institute era già stato testato sull’uomo, così come il vaccino Irbm contro Ebola. A fine settembre attendiamo il responso della sperimentazione clinica – evidenzia – e se tutto andrà bene si aprirà la produzione su vasta scala coordinata da Astrazeneca”.

La multinazionale inglese ha infatti annunciato pochi giorni fa un accordo con l’Università di Oxford per lo sviluppo e la distribuzione globale del potenziale vaccino allo studio presso l’ateneo britannico. “Da quel momento in poi, data l’enorme aspettativa mondiale in relazione al vaccino contro Covid19, sarà compito dei governi decidere le gerarchie di distribuzione, che sicuramente privilegeranno le categorie fragili e più a rischio”.

Il vaccino è costruito utilizzando una versione non ‘pericolosa’ di un adenovirus: un virus che può causare una comune malattia simile al raffreddore. L’adenovirus è stato modificato in modo da non riprodursi nel nostro organismo e inserendo all’interno del genoma adenovirale il codice genetico necessario alla produzione della proteina ‘Spike’ del coronavirus, in modo da permettere all’adenovirus l’espressione di questa proteina in seguito alla somministrazione del vaccino. Ciò comporta la produzione di anticorpi contro la proteina ‘Spike’ che si trova sulla superficie dei coronavirus. Negli individui vaccinati, gli anticorpi prodotti contro la proteina ‘Spike’ possono legarsi al coronavirus che è entrato nell’organismo umano ed impedirgli di causare un’infezione.

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