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Coronavirus: Corte Conti, rischio impatto su Pil, attenzione a conti pubblici

Roma, 13 feb. (AdnKronos Salute) – “Valutare con grande attenzione” il quadro della finanza pubblica anche a valle della spinta al ribasso sull’economia derivante dal coronavirus, che si innesta su un panorama “tutt’altro che confortante”. E’ in sintesi l’auspicio del presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema, nel suo discorso alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario 2020.

“Le previsioni sulla crescita sono in larga misura concordi nel ritenere che anche il 2020 resterà lontano dai ritmi di sviluppo pre-crisi, mentre l’inizio di una ripresa viene collocato nel biennio successivo. Su questo quadro tutt’altro che confortante si sono ora innestati impulsi nuovi e in parte imprevisti, che – spiega Buscema – sembrano riportare verso il basso le prospettive economiche: dalle tensioni geopolitiche agli effetti, difficili da stimare, del coronavirus sull’economia cinese e, di riflesso, su tutte le altre aree economiche mondiali”.

“Da ciò deriva la necessità, anche per il nostro Paese – ammonisce – di monitorare e valutare con grande attenzione l’evoluzione del quadro di finanza pubblica, al fine di prevenire il rischio di deviazioni dal percorso di risanamento di bilancio, a sua volta elemento indispensabile nel ‘rientro’ del debito pubblico verso condizioni di minore vulnerabilità finanziaria”.

“In condizioni di crescita economica bassa e di inflazione ancora al di sotto del target (2 per cento) da anni perseguito soprattutto dalla Banca Centrale Europea, i margini per la riduzione del rapporto debito/Pil si fanno molto stretti. E ciò, a sua volta, – prosegue – rafforza l’esigenza di politiche di bilancio caratterizzate da un alto grado di selettività, imposta anche dalle urgenze, ben presenti nella realtà italiana, che provengono dall’invecchiamento della popolazione e dalla situazione di grave ritardo del sistema infrastrutturale pubblico”.

“Urgenze che spingono verso una più efficace azione di razionalizzazione della spesa pubblica a tutti i livelli di governo e verso una revisione degli strumenti e delle procedure in grado di rimuovere i vincoli che tuttora rallentano la realizzazione dei programmi di investimento pubblico” conclude.

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