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Cordone ombelicale salva neonato di Budapest

Qualche giorno fa è partita dalla Banca del sangue cordonale di Sciacca, la sacca contenente il cordone ombelicale, di conseguenza anche il sangue contenuto all’interno di questo) donato da una mamma siciliana alla clinica Candela di Palermo e crio-conservato, con destinazione l’ospedale Albert Florian di Budapest, per un bambino di due anni affetto da una grave forma di leucemia.

 

Il sangue prelevato dal cordone ombelicale, una volta che questo reciso in sala parto, può essere utilizzato per trasfusioni in bambini o adulti, affetti da patologie gravi, come la leucemia. Questo può essere facilmente conservato dalle banche pubbliche di sangue cordonale in congelato. Il sangue prelevato dal cordone ombelicale, contiene cellule staminali con relativa immaturità immunologica, questo aspetto permette spesso di superare le tradizionali barriere di compatibilità, consentendo di effettuare il trapianto anche tra persone non perfettamente compatibili, come invece è necessario per le staminali emopoietiche (cellule deputate alla produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) prelevate dal midollo osseo. Aspetto non da sottovalutare, in quanto generalmente, per un paziente in attesa di trapianto la probabilità di reperire un donatore compatibile in ambito familiare è pari al 25% circa. Del restante 75%, solo il 35% riesce a trovare un donatore compatibile.

 

Nel 1988 avvenne la prima trasfusione di cellule staminali prelevate da un cordone ombelicale e fino ad oggi, sono stati 40000 i pazienti trattati con questo metodo. Perlopiù la trasfusione di cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale è destinata alla cura di malattie gravi come la leucemia o nel trattamento dei linfomi.

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