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Compiti sotto l’ombrellone, i consigli per prevenire lo stress

compiti_per_le_vacanze-300x200La campanella sta per suonare e per milioni di ragazzi inizieranno le tanto attese vacanze estive. Nove lunghi mesi di studio, di interrogazioni e compiti in classe lasceranno spazio al divertimento, allo svago e al meritato riposo. Via, dunque, zaini, quaderni e sveglie alle prime luci del sole: inizia l’estate, comincia la “pacchia”. Siamo sicuri che sia proprio così?

La risposta più appropriata sembra essere no: se è vero che gli studenti sono pronti ad affollare le località di vacanza, dal mare alla montagna fino alle città d’arte, è altrettanto vero che sono numerosi quelli che dovranno fare i conti con i compiti assegnati loro dagli insegnanti, che vanno dalle semplici letture a veri e propri tour de force per prepararsi agli esami di riparazione. Staccare la spina è utile, ma non per tanto tempo, come afferma il dottor Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. “Tre mesi di stop significano dimenticare quello che si è appreso durante l’anno scolastico. Ecco perché per questo motivo cerchiamo di dare utili indicazioni che possano aiutare genitori e figli ad affrontare serenamente i compiti per le vacanze”.

Il dottor Leo Venturelli, pediatra di Famiglia Asl di Bergamo, spiega che “alla fine della scuola i bambini hanno diritto a un giusto riposo: il ritmo della giornata cambia, al mattino non c’è più la corsa del dovere arrivare a scuola in orario. L’organismo trae benefici, vivere all’aria aperta più tempo, giocare, cambiare stile di vita, conoscere nuovi amici sono fattori positivi”.

Lo stress, quindi, è in agguato! A tal proposito, infatti, i medici della http://www.sipps.it, analizzando la situazione hanno stilato un vademecum con consigli utili per affrontare al meglio la situazione.

Per tutti i ragazzi è bene iniziare le vacanze con uno stacco completo dai problemi scolastici per almeno venti giorni, per permettere un cambiamento significativo delle abitudini. E’ necessario anche cominciare il riavvicinamento alle materie con la lettura di libri, cosa spesso accettata meglio dai bambini poiché non si presenta come un esercizio ed è vista “ancora meglio – precisa l’esperto – se sono gli stessi genitori a far vedere di essere interessati a leggere”.

Gli esercizi andrebbero, inoltre, suddivisi in base ai giorni di vacanza che rimangono, e bisognerebbe rendere i compiti di matematica e di grammatica come giochi a quiz. La cosa più importante è seguire i più piccoli e far scegliere loro il momento in cui preferiscono dedicarsi allo studio scegliendo un luogo tranquillo e lontano da qualsiasi tipo di distrazione. Alberta Zulli

 

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