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Cibo e salute: quando l’alimento diventa farmaco

farmacoÈ uscito “La cura è servita”, di Anna Lucia Tassi. Un libro scritto su invito di una paziente che, risolto il suo problema di salute, dopo anni di infruttuosa quanto pesante terapia farmacologica, ha chiesto alla dottoressa di raccontare il suo caso per aiutare anche altre persone.

Quattro racconti, quattro patologie, quattro casi apparentemente lontani dal giovarsi di una dieta, eppure affrontati e risolti col solo ausilio di un corretto e mirato uso degli alimenti. Il linguaggio scientifico è volutamente dosato, correndo piuttosto sul filo del racconto. Le testimonianze dirette accompagnano immagini, referti clinici e prescrizioni portando il lettore all’interno del caso clinico e della sua soluzione. Cibo e salute sono i protagonisti: due parole che ogni giorno ascoltiamo in tv, leggiamo sui quotidiani e su cui ci confrontiamo con gli amici e i vicini di casa. Un argomento di cui si parla da migliaia di anni. “Che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo” diceva Ippocrate, il padre della medicina, già nel 400 a.C. e il filosofo tedesco Feuerbach gli faceva eco oltre 2000 anni dopo: “Siamo quello che mangiamo”.

Anna Lucia Tassi lo fa di mestiere. Prescrive alimenti che hanno il “potere” di curare i suoi pazienti. Nulla è lasciato al caso: il tipo di frutta o di verdura, la scelta del tipo di proteina, ma anche le modalità di cottura e una sapiente associazione fanno parte della terapia. Dopo anni accanto agli anziani come medico geriatra, Lucia Tassi si specializza in Scienza dell’alimentazione col prof Carlo Cannella. Il successivo incontro con la dott.ssa Domenica Arcari, madre della bioterapia nutrizionale, segna particolarmente la sua vita di donna e di medico: decide di mettere a frutto i suoi insegnamenti e si incammina in un percorso personale di ricerca e sperimentazione.

“È necessario avvicinarsi agli alimenti in maniera diversa, riconoscendo le loro possibilità curative e, nello stesso tempo, guardare il malato nella complessità del proprio essere e non soffermarsi solo sulla malattia. Mi piace ascoltare i segni del corpo anche su aspetti in apparenza banali. I pazienti sono una sfida continua; non avendo un vero e proprio protocollo bisogna ogni volta trovare una via giusta e personale”, spiega la dottoressa Tassi.

“Il cibo può essere una vera e propria medicina, e uno strumento formidabile di prevenzione. Quindi risolvere sì il problema quando si presenta, ma poi insegnare ai miei pazienti uno stile alimentare, un modo nuovo di sfruttare tutte le capacità degli alimenti, da usare ogni giorno” continua Anna Lucia Tassi. “A differenza dei farmaci, gli alimenti generalmente non hanno effetti collaterali, ma non bisogna banalizzare. Un diabetico ad esempio, può giovarsi nella sua dieta della cipolla, ma solo se cruda, si possono adottare cibi fritti ma in alcune condizioni e con le giuste combinazioni. E così via”.

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