Sanità

Cento giorni di vaccino antinfluenzale AH1N1: il bilancio nella provincia di Arezzo

A cento giorni dal primo vaccino eseguito ad Arezzo contro l´influenza Ah1n1, è il momento di un primo bilancio della pandemia che in un primo momento aveva preoccupato le autorità sanitarie di tutto il mondo e poi ha visto rientrare l´allarme.
Ad Arezzo sono arrivate complessivamente 35.000 dosi. I vaccini eseguiti sono stati poco meno di cinquemila. Il rendiconto esatto (al 10 gennaio 2010) parla di 4.549, ma le informazioni di ritorno alle segreterie della Asl da parte dei medici di famiglia stanno arrivando lentamente, quindi è probabile aspettarsi un numero effettivo un po´ più alto di vaccinazioni.

"Ad Arezzo si è verificata una situazione identica a quella del resto d´Italia e dell´Europa – afferma la dottoressa Gabriella Bidini, direttore del dipartimento della prevenzione Usl 8. L´allarme è scattato a fine estate e la richiesta di vaccini è stata subito molto forte. Però il prodotto non era disponibile. Quando si è concluso l´iter di autorizzazione alla produzione e le prime dosi di vaccino sono state rese disponibili, è subito iniziata la distribuzione. In considerazione delle quantità limitate disponibili, le autorità sanitarie nazionali hanno delimitato fortemente l´elenco dei soggetti che potevano sottoporsi a vaccino. Trovandosi di fronte ad una possibile pandemia, si sono privilegiati coloro che prestano servizi di utilità pubblica (personale sanitario, forze dell´ordine) ed una serie limitata di soggetti a forte rischio.
Solo nelle settimane successive sono state allargate le maglie per arrivare alla possibilità di vaccinare gran parte della popolazione. Intanto la malattia aveva raggiunto la sua massima diffusione dimostrandosi comunque meno aggressiva del previsto. Così in molte famiglie, pur in presenza di soggetti che avevano contratto l´influenza, soprattutto bambini ed adolescenti, altri non ne sono stati contagiati ed è così che molte persone hanno deciso di non ricorrere a questa tutela preventiva.
Un altro elemento non secondario, da tenere in considerazione, è sicuramente il fatto che molti vaccini sono stati consegnati in confezioni da 10 dosi. Queste confezioni, una volta aperte, devono essere utilizzate entro le 24 ore, per cui se non hai 10 pazienti in fila, il vaccino resta sotto utilizzato. Questo è stato un fattore delimitante per tutti ed in particolare per i medici di famiglia. Ed ecco – conclude la dottoressa Bidini – che ad Arezzo, come altrove, tante dosi di vaccino sono rimaste inutilizzate".

Che cosa fare a questo punto? Dall´Azienda sanitaria arriva ancora un invito a non abbassare la guardia: "la vaccinazione rimane una opportunità da cogliere, specialmente per determinate categorie, afferma il direttore generale Desideri. Il freddo di fine gennaio e febbraio, solitamente, fa impennare i casi di influenza e quindi la vaccinazione è fortemente raccomandata per i portatori di malattie croniche, anche oltre i 65 anni. Sono questi soggetti, in particolare, che invitiamo a rivolgersi ai propri medici curanti per essere vaccinati, evitando così eventuali ed ulteriori complicazioni".

Il rendiconto fatto dall´Azienda sanitaria offre anche un quadro interessante dell´adesione al vaccino antinfluenzale AH1N1, sia per aree professionali e sociali, che geografiche. Emerge così che sono stati 2.011 i soggetti addetti ai pubblici servizi che si sono sottoposti al vaccino (940 fra il personale sanitario, 736 in personale che assicura i servizi pubblici essenziali. 80 fra le forze dell´ordine, 4 dei vigili del fuoco, 38 delle forze armate).
Per quanto riguarda invece i vaccini eseguiti direttamente nel territorio, dai medici e dai pediatri di famiglia, l´area aretina, per il momento, è prima con 1.095 dosi, seguita dal Valdarno con 519, Valdichiana 494, Casentino 265 e Valtiberina 165.
Complessivamente abbiamo poi 144 vaccini alle donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza, 40 a donne che hanno partorito da meno di sei mesi o persone che assistono il bambino, 14 a donatori di sangue periodici.
Come detto, nel corso delle settimane il Ministero della Sanità ha modificato, ampliandolo, l´elenco delle categorie che potevano vaccinarsi. Dal 15 dicembre, ci sono anche portatori di almeno una delle condizioni di rischio di età maggiore di 65 anni.

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