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Arezzo centro di eccellenza per la sperimentazione di nuovi farmaci antitumorali

“La battaglia si vince in gruppo” – dice Sergio Bracarda, primario di oncologica. Attivi molti  gruppi multidisciplinari per le varie patologie oncologiche. C’è una guerra che la medicina sta portando avanti contro quella che viene definitiva la “malattia del secolo”: la guerra al cancro. Un conflitto che impone organizzazione, ricerca, costanza, metodo, determinazione. Mentre migliorano terapie e cure, le battaglie si presentano sotto forma di persone che si ammalano: battaglie che si vincono e che si perdono.La Aslaretina ha messo in campo strategie i cui risultati sono in parte già visibili, ma che porteranno altri successi nei mesi e negli anni a venire.Le “truppe d’assalto” L’Unità Operativa di Oncologia è formata da 5 medici a tempo pieno, un medico convenzionato e una borsista, oltre a 15 infermieri e una data manager. Squadra diretta da Sergio Bracarda, che ha adottato la tattica dei due fronti:  la creazione, o il potenziamento, di gruppi multidisciplinari (GOM) per affrontare le diverse tematiche con percorsi specifici, ela Ricerca Clinicacon l’utilizzo di nuovi farmaci (sono 25 i protocolli sperimentali attualmente in corso, con oltre cento pazienti che vi si sottopongono).La sperimentazione di nuovi farmaci è vincolata a particolari autorizzazioni e non viene concessa con grande facilità. Averne25 inatto, è il riconoscimento del valore del lavoro svolto. Arezzo è fra i centri italiani più qualificati nella sperimentazione di farmaci innovativi, in particolare nell’ambito dei tumori dell’apparato genito-urinario, ed è nella cabina di regia dell’ITT, l’Istituto Toscano Tumori.“Fra tutte – spiega Bracarda – voglio segnalare l’avvio di una sperimentazione con un farmaco estremamente innovativo che secondo le evidenze scientifiche di cui disponiamo, potrebbe essere rivoluzionario a  livello mondiale per affrontare una vasta gamma di tumori del sistema uro-genitale”.Quindi ricerca e innovazione, ma anche diversa organizzazione delle  cure. “Con i tumori si trovano a combattere molti professionisti e in molte discipline della sanità – sottolinea Bracarda – e un solo specialista non basta. Tante sono le interazioni, le complicazioni e anche le scelte sulle priorità a cui si deve far fronte su  pazienti che spesso soffrono di più patologie. Per questo sono stati individuati percorsi mirati, con gruppi multidisciplinari che  mettono a  disposizione le proprie conoscenze e strutture nell’unico interesse di garantire al meglio le cure ai pazienti”.Certo, ci vogliono anche le risorse. O meglio, si devono trovare le forme migliori per utilizzare le risorse disponibili, senza sprechi, ma anche (di fronte a questa malattia) senza far mancare le cure necessarie e utili. Arezzo ha la fortuna di aver creduto sempre nelle buone cure e i cittadini stessi hanno dato contributi diretti anche attraverso il Calcit che ha finanziato progetti e acquisito importantissime attrezzature e strutture.E’ stato  rifondato il gruppo multidisciplinare in campo neurologico, con il dottor Amedeo Bianchi alla guida del GOM per la cura dei tumori cerebrali che vede coinvolti anche professionisti come i dottori Ponticelli, Cuneo, Oliveri (Direttore della Neurochirurgia Ospedaliera di Siena) e altri ancora. Dopo l’estate sarà attivato in via definitiva anche l’ambulatorio di oncologia geriatrica e nutrizionale insieme con i Dottori Felici e  Ceccherini, destinato a pazienti anziani. Grande lavoro per il Gruppo della mammella, una delle forme tumorali più diffuse e anche una delle più complesse da gestire in maniera appropriata. Qui è stato ricostruito un percorso oggi soddisfacente, superando gran parte delle difficoltà che erano insorte dopo la morte del dottor Vittorio Caloni che in questa disciplina garantiva qualità e quantità adeguate di interventi. Adesso è stato riattivato un iter diagnostico/terapeutico virtuoso e stiamo andando su un “percorso verso una Breast Unit” aziendale.Altri gruppi multidisciplinari oramai consolidati sono quelli dell’area ginecologica, gastroenterologica e del melanoma. In quest’ultimo, in particolare, si stanno affacciando grandi novità terapeutiche, mentre è oramai ai blocchi di partenza quello “ridisegnato” del polmone, con la parte di chirurgia maggiore seguita dal professor Gotti a Siena e la parte diagnostica e di trattamento Medico e Radioterapico ad Arezzo sotto il coordinamento del nuovo Direttore della Pneumologia, il dottor Raffaele Scala.Sulla patologia urologica  siamo a livelli qualitativi così elevati da essere polo di attrazione regionale, extraregionale e nazionale, con il gruppo che coinvolge l’Urologia guidata dal dottor De Angelis, l’Oncologia, ela Radioterapiadiretta dal dottor  Ponticelli”.Ma l’unità operativa di oncologia, che comprende anche l’attività dei Nuclei Oncologici degli Ospedali del Casentino, Valdichiana e Valtiberina, oltre ad essere il ponte di comando della battaglia ai tumori con il coinvolgimento di tutta l’Azienda, porta avanti anche una attività propria, con numeri di assoluto rilievo.  Nel 2011 sono stati infatti 720 i pazienti seguiti in regime di Day Hospital dalla UOC, oltre 21mila visite ambulatoriali. Nei primi mesi dell’anno in corso, il numero di pazienti seguiti in regime di DH ha già raggiunto quota 425, con oltre 7mila accessi ambulatoriali.Questi sono tutti numeri che si riferiscono all’area Arezzo, Casentino, Valdichiana e Valtiberina, mentre la Unità Operativadi Oncologia Medica del Valdarno, diretta dalla Dr.ssa Alessandra Signorini, ha una propria attività riguardante gli utenti di quella vallata.

 

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