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Ambiente: report Unep, servono azioni urgenti su inquinamento chimico

Roma, 11 mar. (AdnKronos Salute/Xinhua) – E’ necessaria un’azione urgente per affrontare l’inquinamento chimico globale dal momento che i Paesi devono ancora raggiungere l’obiettivo concordato a livello internazionale per ridurre al minimo gli impatti negativi delle sostanze chimiche e dei rifiuti entro il 2020. E’ quanto emerge da un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) pubblicato oggi.

Stando al secondo Global Chemical Outlook, la capacità di produzione chimica globale si attesta attualmente sui 2,3 miliardi di tonnellate valutate in circa 5 mila miliardi di dollari Usa. Il report indica che, nonostante gli impegni presi per massimizzare i benefici e minimizzare gli impatti di questo settore, le sostanze chimiche pericolose continuano a essere rilasciate nell’ambiente in grandi quantità e sono diventate presenti in aria, acqua e suolo, cibo ed esseri umani. I risultati suggeriscono che il mondo approfitti delle molte soluzioni già esistenti.

“Se la crescita delle sostanze chimiche diventa un bonus o un elemento negativo per l’umanità dipende da come gestiamo la sfida chimica – sottolinea Joyce Msuya, direttore esecutivo facente funzione dell’Unep – Ciò che è chiaro è che dobbiamo fare molto di più, insieme”.

La ricerca rileva che, mentre i trattati internazionali e gli strumenti volontari hanno ridotto i rischi di alcuni prodotti chimici e rifiuti, i progressi sono stati disomogenei.

Lo studio afferma che, ad esempio, a partire dal 2018 oltre 120 Paesi non hanno implementato il sistema globale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche (Globally Harmonized System of Classification and Labelling of Chemicals). Secondo l’analisi, i benefici dell’azione per minimizzare gli impatti negativi sono stimati in decine di miliardi di dollari statunitensi all’anno.

“I risultati del secondo Global Chemicals Outlook sono molto importanti per i Paesi in via di sviluppo: indicano un’implementazione disomogenea nella gestione delle sostanze chimiche e dei rifiuti ma anche opportunità per una maggiore condivisione delle conoscenze, lo sviluppo di capacità e finanziamenti innovativi”, avverte David Kapindula, membro del comitato direttivo del rapporto, dell’Agenzia per la gestione ambientale dello Zambia.

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