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Allergie di primavera: cinque consigli per non finire al tappeto

Attenzione anche all’igiene personale e a scegliere le giuste terapie
 
primavera-e-allergia-ai-pollini-occhio-alla-dieta_2232Si avvicina la primavera ed è il periodo peggiore per chi soffre di allergie. Ecco 5 semplici regole, elaborate da Sani per Scelta, per aiutare chi è allergico a godersi il risveglio primaverile della natura senza troppi problemi: FUORI CASA. Durante le giornate ventose è meglio restare in casa e tenere le finestre chiuse utilizzando, se possibile, l’aria condizionata poiché i filtri dei condizionatori riescono a trattenere anche i pollini. E per l’esercizio all’aria aperta meglio scegliere le prime ore del mattino o la sera quando l’aria è meno carica di pollini.
 
IN CASA. È buona norma lavare spesso i pavimenti e fare attenzione a tutti gli elementi dell’arredamento che possono diventare veri e propri depositi di pollini: tappeti, moquette, tappezzerie e tende. Occhi aperti anche sulle scarpe perché portano in casa pollini indesiderati: meglio toglierle e optare per comode ciabatte.
 
IN VIAGGIO. Quando ci si muove in auto è meglio tenere i finestrini chiusi utilizzando se necessario l’aria condizionata e se possibile parcheggiare lontano da parchi e giardini fioriti. Per chi invece si muove a piedi o su due ruote sono utili mascherina e occhiali scuri. E prima di programmare un viaggio, chi è allergico dovrebbe dare un’occhiata al Meteo Pollini (www.ilpolline.it), un servizio coordinato dalla Società Italiana di Aerobiologia e che coinvolge una cinquantina di centri in tutta Italia che grazie a monitoraggi e campionamenti continui ci aggiorna sulle concentrazioni di pollini nelle diverse aree del nostro Paese.

IGIENE PERSONALE. I pollini si attaccano anche ai capelli: lavarli prima di andare a letto aiuta a non riempire cuscino di pollini che renderebbero difficile il sonno.

TERAPIE. I sintomi principali possono essere affrontati con l’aiuto di farmaci da banco decongestionanti e antistaminici, che sarebbe bene iniziare a prendere già qualche tempo prima della prevista comparsa dei sintomi. Nei casi più gravi, e sempre dopo una visita medica specialistica, si può far ricorso alla immunoterapia: si effettuano in pratica una serie di iniezioni di concentrazioni crescenti della molecola che scatena l’allergia per “abituare” il sistema immunitario alla molecola estranea e fare in modo che la reazione finale sia più leggera.

 

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