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Allarme calore negli ambienti di lavoro

Il Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda USL 2, anche sulla base delle indicazioni contenute nei sito dello SPISAL di Verona,  mette in guardia lavoratori e datori di lavoro del nostro territorio sulle problematiche che possono sorgere a seguito del grande caldo. I lavoratori maggiormente a rischio di colpi di calore – evidenziano gli operatori dei Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda sanitaria lucchese – sono coloro che lavorano all’aperto, in particolare gli agricoltori, gli operai dei cantieri edili e stradali, i lavoratori delle cave. Il testo Unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori indica tra gli obblighi del datore di lavoro quello di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, compresi quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari” e quindi anche al rischio di danni da calore per le attività lavorative svolte in ambiente aperto nei periodi di grande caldo estivo.

 

Queste le misure di prevenzione che il datore di lavoro deve mettere in atto per evitare il rischio da colpo di calore:

  • programmare i lavori con maggior fatica fisica in orari con temperature più favorevoli, preferendo l’orario mattutino e preserale;
  • garantire la disponibilità di acqua nei luoghi di lavoro: bere acqua fresca e sali minerali e rinfrescarsi non solo abbassa la temperatura interna del corpo, ma soprattutto consente al fisico di recuperare i liquidi persi con la sudorazione. I luoghi di lavoro devono quindi essere regolarmente riforniti di bevande idro-saline e acqua per il rinfrescamento dei lavoratori nei periodi di pausa. E’ importante consumare acqua prima di avvertire la sete e frequentemente durante il turno di lavoro, evitando le bevande ghiacciate ed integrando con bevande idro-saline se si suda molto. Una semplice bevanda idrosalina si può realizzare aggiungendo a 1,5 l acqua 4/5 cucchiaini di zucchero, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio e del succo di un limone;
  • possibilmente conservare le bevande in prossimità della postazione di lavoro, per agevolare l’assunzione frequente. E’ opportuno che ogni lavoratore abbia la propria bottiglia personale, magari tenuta in una borsa frigo, per garantire una migliore igiene in ambienti di lavoro polverosi;
  • mettere a disposizione mezzi di protezione individuali quali un cappello a tesa larga e circolare per la protezione di capo, orecchie, naso e collo, occhiali da sole e abiti leggeri di colore chiaro e di tessuto traspirante; nelle lavorazioni che richiedono indumenti ad alta visibilità (ad esempio cantieri edili) è preferibile evitare il doppio indumento (maglietta e giubbino alta visibilità) utilizzando una maglietta di colore ad alta visibilità.
  • prevedere pause durante il turno lavorativo in un luogo il più possibile fresco o comunque in aree ombreggiate, con durata variabile in rapporto alle condizioni climatiche e allo sforzo fisico richiesto dal lavoro;

 

Valutazione dello stato di salute dei lavoratori a rischio

E’ importante che il datore di lavoro garantisca la sorveglianza sanitaria per valutare lo stato di salute dei lavoratori a rischio di colpo di calore al fine di escluderne o almeno limitarne l’esposizione. Questo vale ad esempio per coloro che risultano affetti da patologie quali pressione arteriosa elevata, obesità, disturbi cardiaci e renali.

Il colpo di calore è la conseguenza più grave dell’alta temperatura e dell’elevata umidità e porta ad un aumento della temperatura corporea fino a superare i 40°C, con prognosi grave.

Segnali di allarme

I segnali di allarme sono:

  • cute calda e arrossata;
  • sete intensa;
  • sensazione di debolezza;
  • crampi muscolari;
  • nausea e vomito;
  • vertigini;
  • convulsioni;
  • stato confusionale fino alla perdita di coscienza.

 Primi interventi in caso di malore

In caso di malessere, le principali misure di primo soccorso da attuare sono:

  • chiamare il 118;
  • chiamare subito un incaricato di primo soccorso;
  • posizionare il lavoratore all’ombra e al fresco, sdraiato in caso di vertigini, sul fianco in caso di nausea, mantenendo la persona in assoluto riposo;
  • slacciare o togliere gli abiti;
  • fare spugnature con acqua fresca su fronte, nuca ed estremità;
  • ventilare il lavoratore;
  • solo se la persona è cosciente far bere acqua, ancor meglio una soluzione salina, ogni 15 minuti a piccole quantità.

 

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