Questo sito contribuisce
alla audience di
Adnkronos Salute e Benessere

Alimenti: nuove linee guida Usa, non serve ridurre consumo carne rossa

Roma, 1 ott. (AdnKronos Salute) – Protagonista di grigliate e barbecue, ma demonizzata da cardiologi, oncologi e vegani, la carne rossa incassa una rivincita. Sulla base di una serie di 5 revisioni sistematiche sulla relazione tra consumo di carne e salute, un gruppo di esperti internazionali capitanati da Bradley Johnston interviene sugli ‘Annals of Internal Medicine’ stilando nuove linee guida destinate a suscitare scalpore. Secondo queste nuove indicazioni, infatti, non occorre ridurre il consumo di carne rossa e processata, almeno per la maggior parte della popolazione.

Le stime attuali suggeriscono che gli adulti in Nord America e in Europa mangiano carne rossa e carne trasformata da 3 a 4 volte alla settimana. I ricercatori della Dalhousie University e della McMaster University in Canada, insieme ai Centri Cochrane spagnolo e polacco, hanno eseguito 4 revisioni sistematiche parallele, incentrate sia su studi controllati randomizzati che su studi osservazionali, per valutare il possibile impatto del consumo di carne rossa e lavorata sul piano cardiometabolico e oncologico. Una quinta revisione sistematica ha esaminato gli esiti di salute e le preferenze sul consumo di carne. Sulla base di questo lavoro, un gruppo composto da 14 membri di 7 Paesi ha votato un pacchetto di nuove raccomandazioni sul consumo di carne rossa e trasformata.

La loro conclusione è che la maggior parte degli adulti dovrebbe continuare a mangiarne quanto fanno ora, un’indicazione contraria a quasi tutte le altre linee guida esistenti. Esaminando i 12 studi randomizzati, condotti su circa 54.000 individui, i ricercatori non hanno trovato un’associazione statisticamente significativa o importante tra il consumo di carne e il rischio di malattie cardiache, diabete o cancro.

Negli studi di coorte su milioni di partecipanti, i ricercatori hanno riscontrato una riduzione molto piccola del rischio tra coloro che consumavano 3 porzioni in meno di carne rossa o trasformata a settimana. Tuttavia, l’associazione è risultata molto incerta.

Oltre a studiare gli effetti sulla salute, gli autori hanno anche esaminato gli atteggiamenti delle persone, scoprendo che le persone mangiavano carne per una questione di gusto e sarebbero state riluttanti a cambiare le proprie abitudini. Gli autori affermano di non aver preso in considerazione motivi etici o ambientali nelle loro raccomandazioni, tuttavia riconoscono che “si tratta di preoccupazioni valide e importanti”, sebbene non riguardino la salute individuale.

I ricercatori precisano di aver utilizzato una rigorosa metodologia di revisione sistematica, inclusa nel processo ‘Nutrirecs’ (per lo sviluppo di linee guida e raccomandazioni nutrizionali), per valutare i dati e passare da questi alle raccomandazioni dietetiche. Inoltre gli autori sottolineano che potrebbero esserci ragioni diverse dalle preoccupazioni per la salute per ridurre il consumo di carne. In un editoriale di accompagnamento, un gruppo di ricercatori dell’Indiana University School of Medicine afferma che, sebbene le nuove raccomandazioni siano destinate a suscitare controversie, si basano sulle revisioni più complete degli studi realizzate fino ad oggi. Coloro che cercano di contestare i risultati di Nutrirecs “avranno difficoltà”.

error: Content is protected !!
/* ]]> */